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I Zona sono una band vigevanese, ormai giunta alla quarta release e formata da vecchie conoscenze della scena hardcore e crossover locale, tra cui il chitarrista Marco “Killa” Capasso, che qualcuno ricorderà per la militanza in importanti gruppi thrash degli anni ’90 come Alligator e Septic Project.
I Zona propongono un post hardcore con diversi rimandi alla scena crossover, che potrebbe riportare alla mente quanto fatto da band come Madball e Breach nei primi anni ’00, ma con una certa attenzione allo sviluppo melodico dei brani e, soprattutto, dei refrain, che riescono sempre a risultare accattivanti senza per questo risultare stucchevoli. A mettersi in mostra sono soprattutto le chitarre di Killa, in grado di alternare un riffing teso e feroce (“Deserto”, “Preti senza croce”) con arpeggi e lick plumbei (“Amico fragile”, “Lo stress della siccità”), raggiungendo una sintesi stilisticamente interessante, e rende giustizia a un chitarrista spesso ingiustamente sottovalutato (riandare ad ascoltare “Cerebral Implosion” degli Alligator, dove faceva coppia col compianto Tiziano Colombi, per credere). Al di là di un paio di brani sottotono (segnatamente i primi due), la prestazione del chitarrista è sempre più che valida, e a tratti persino esaltante (“Asmodeo”, con le sue oscillazioni in territori quasi doom). Il supporto fornito dalla sezione ritmica, per altro verso, è sempre più che adeguato, soprattutto nelle sezioni di batteria curata da Marco Di Salvia (Edge of Forever, ex-Node, ex-Valas), che si conferma batterista esperto ed affidabile. Il cantante Diego Quartara, pur dimostrandosi versatile e originale nell’interpretazione (“200 all’ora”, in cui è chiaro il rimando a Il Teatro degli Orrori del debutto), non riesce forse a sviluppare sempre quella violenza richiesta dal genere. A rimetterci è soprattutto la potenza dei brani, che spesso non riescono a sviluppare quell’onda sonora che il genere richiederebbe, forse anche a causa di una produzione che non fornisce la giusta profondità al suono. Nella discreta varietà di soluzioni che i Zona possono vantare non tutto, ovviamente, è perfettamente riuscito: “In fondo al mondo” e “Zona” sono brani costruiti su soluzioni armoniche abbastanza ripetitive e poco coinvolgenti, così come l’opener. Al di là di qualche passo falso, comunque, “L’ottavo gioco” si dimostra un valido album post hardcore, che nei momenti migliori riesce a imporsi all’ascoltatore in virtù di un songwriting che, pur senza essere particolarmente originale, riesce comunque a dimostrarsi fresco e accattivante.
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Diego Quartara: voce Francesco "Killa" Capasso: chitarre Luigi "Lo Slavo" Modugno: basso Marco Di Salvia: batteria
Anno: 2023 Label: Sorry Mom Genere: hardcore punk, crossover thrash
Tracklist: 01. SDN 02. Amico fragile 03. Preti senza croce 04. Lo stress della siccità 05. Deserto 06. 200 all'ora 07. Asmodeo 08. L'ottavo gioco 09. In fondo al mondo 10. Zona

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