Scritto da Leonardo Furlan Giovedì 06 Agosto 2026 17:23

Dove eravamo rimasti? Eravamo rimasti che due anni fa terminavo il mio reportage raccolto lungo tre edizioni del Pamali pre e post-pandemia, scrivendo: «Quando la marea si alza, le terre si ritirano»: al Pamali vedi tanti, tantissimi bambini, e tanti, tantissimi genitori giovani, appena o neanche ventenni.
Scritto da Gianluca Livi Sabato 14 Marzo 2026 09:20

Scritto da Mariarosa Gallo Giovedì 20 Febbraio 2025 09:48
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Scritto da Leonardo Furlan Sabato 10 Agosto 2024 15:56
Nel 2019, sarà stato l’inizio dell’estate, un’amica mi fa: “Senti, ad agosto perché non venite qualche giorno con noi su dalle parti del Passo San Boldo… c’è questo festival musicale – si chiama ‘Pamali’ – una cosa un po’ fricchettona, un po’ particolare, ti piacerà, e poi ci sono un sacco di attività per i bambini: le mie figlie lo adorano, vedrai che anche Lucrezia si divertirà. Noi saliamo in camper, voi potreste appoggiarvi a noi se venite su in tenda”.
“Pamali? Mai sentito.”
“Pamali sì… dev’essere una parola dei nativi d’America, sai: ci sono i tepee e tutte quelle cose là degli sciamani, è già qualche annetto che lo fanno.”
“E che ti devo dire? E andiamo a vedere ’sto Pamali.”
“Pamali”, almeno a quanto sono riuscito a verificare in seguito, non è in realtà una parola attestata tra i popoli nativi d’America. Però è il nome di un piccolo villaggio indiano (1.758 abitanti all’ultimo censimento) dello Stato del Punjab, distretto del Ludhiana, mentre in Urdu, la lingua parlata da oltre 200 milioni di persone tra Pakistan e paesi confinanti (nonché la lingua in cui canta la jazzista neo-sufi Arooj Aftab – per inciso: uno dei migliori dischi del 2024 è suo), ha un significato cruento, che si può tradurre con “devastare, calpestare, distruggere”… mhm… difficile che quelli del festival si siano ispirati a questo terribile concetto. Se però ci spostiamo in Indonesia, nella parte occidentale dell’isola di Giava, dove si parla il Sundanese, “Pamali” significa “tabù ancestrale”, già qualcosa di decisamente più suggestivo, certo… ma forse, chissà, più adatto a una rievocazione etnica.
E quindi no, in definitiva non ci siamo ancora. Facciamo così: la cosa migliore è farsi spiegare tutto dall’ideatore stesso del Pamali, “Caio” Claudio d’Altoè, con cui riesco per la prima volta a parlare a poche ore dalla chiusura dell’edizione 2023 del Festival.
“Era il 2010, facevo il muratore giù a Tarzo con mio padre, ascoltavo un sacco di musica e pensavo che ci fosse bisogno di spazi, di occasioni comuni per ascoltarla assieme e suonarla dal vivo anche lì da noi. Avevo in mente un piccolo festival che avesse come tema questi tre concetti: ‘state in pace, amatevi, e siate liberi’. E insomma, c’era già tutto lì: PAce-aMAre-LIbertà… PA-MA-LI, o, se vuoi, anche la Pace che AMA la Libertà (e viceversa). Ecco come è nato il nome: sei sole lettere che racchiudono tre concetti così importanti… All’inizio abbiamo fatto tutto giù, a Tarzo, poi, dal 2015, siamo saliti quassù, al Passo San Boldo, grazie all’ospitalità di Gianni B., lo sciamano della valle.”
Ora che sappiamo qualcosa di più sul nome, possiamo sospendere il racconto di Caio, per dedicarci alla geografia del luogo.
Scritto da Gianluca Livi Giovedì 30 Maggio 2024 09:27
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Scritto da Gianluca Livi Giovedì 14 Dicembre 2023 22:24
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Scritto da Giuseppe Scaravilli Mercoledì 11 Gennaio 2023 17:26

Scritto da Giuseppe Scaravilli Mercoledì 23 Novembre 2022 10:57

IL ROCK PROGRESSIVO ITALIANO
Le band italiane degli anni Settanta erano numerosissime e si esibivano ai vari festival organizzati in tutta Italia. Tra questi basti ricordare quello di Re Nudo, il Be-In degli Osanna, quello delle Avanguardie e Nuove Tendenze (a Viareggio nel 1971 e a Roma l’anno dopo), il Davoli Pop, i festival romani di Caracalla e Villa Pamphili, quello di Palermo Pop ’71 con ospiti i Black Sabbath e quello milanese del Parco Lambro, tenuto dal 1974 al 1976.
Scritto da Gianluca Livi Martedì 30 Agosto 2022 09:00
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L’evento ha avuto una certa rilevanza, ma soltanto localmente. I non residenti in Alto-Adige, pertanto, ne sono venuti a conoscenza con inevitabile ritardo: il 4 marzo 2022, a Bolzano, si è spento Walter Eschgfäller, a soli 67 anni. |
Scritto da Gianluca Livi Lunedì 29 Marzo 2021 16:05
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Nascosto tra le pieghe della rete, c'è un divertente botta senza risposta (almeno fino ad ora), che merita attenzione. |
Mercoledì 17 Marzo 2021 10:44
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Introduzione Dario Calfapietra ha realizzato un interessante documentario dedicato al mitico negozio Disfunzioni Musicali, una della realtà più importanti, se non la più rilevante, quando si ricordano i vecchi negozi di dischi di Roma. L'attività era incredibilmente inserita nel substrato non convenzionale della Capitale, offrendo un ventaglio vastissimo di opere musicali inconsuete, nuove ed usate. L'autore ha inteso omaggiare quella inusuale ma indimenticata realtà underground, genuina espressione di un comune sentire che, a distanza di 14 anni dalla chiusura, genera ancora buone e forti energie. |
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