Gl'innamorati
Moncalieri, Fonderie Limone, 17 novembre 2025

Nella cornice postindustriale delle Fonderie Limone va in scena lo spettacolo di apertura della rassegna Energie Nove organizzata dal Teatro Stabile di Torino, dedicata alla promozione di nuovi artisti e linguaggi, in continuità con le idee portate avanti dalla rivista gobettiana da cui prende il nome.

Si è deciso di puntare su "Gl'innamorati" di Goldoni, opera minore del maestro veneziano che si distingue più per il ritmo brioso della trama che per la complessità dei contenuti o dei personaggi, che per ammissione dell'autore stesso rappresentano più maschere che individui a tutto tondo. La scelta di proporre un classico in apertura alla kermesse, affidandolo però a una nuova generazione di talenti, crea un ponte ideale tra la memoria storica del teatro italiano e il suo futuro, un'operazione che rispecchia perfettamente lo spirito della rassegna.
La vicenda, piuttosto semplice ma facilmente coinvolgente anche per il pubblico contemporaneo dato il suo carattere universale, ruota attorno alla relazione turbolenta e appassionata tra i due giovani protagonisti, Eugenia e Fulgenzio, il cui amore è costantemente messo alla prova dall’eccessiva gelosia della prima e dall’irascibilità del secondo. In un continuo turbinio di litigi e riavvicinamenti, la coppia rischierà più volte di sciogliersi, fino al più classico dei finali.
Quando si ha a che fare con una commedia di questo tipo, il rischio è quello di adagiarsi su un canovaccio collaudato trascurando la possibilità di conferire uno spessore maggiore ai tipi umani messi in scena. La regia di Nicolò Tomassini è abile a evitare la trappola, con una lettura ritmata ed esuberante nella quale i punti di forza della scrittura goldoniana, dai dialoghi serrati all'universalità della vicenda narrata, sono sfruttati al massimo grado. La capacità della regia di rendere dinamico il testo senza tradirne la struttura classica è forse il vero punto di forza dell'intera produzione, dimostrando come la modernità nel teatro non risieda necessariamente nell'attualizzazione forzata dell'ambientazione, ma nella vitalità dell'interpretazione.
D’altro canto, i giovani attori sono attenti a donare corpo e spessore a personaggi che si presterebbero a interpretazioni assai più scialbe: in questo senso è bravissima Alice Fazzi, che riesce a porre in risalto la vena tragica insita nella scrittura di un personaggio altrimenti caratterizzato per la sua assennatezza. Nei ruoli principali di Eugenia e Fulgenzio, gli affiatati Martina Montini e Alessandro Ambrosi donano ai due protagonisti una patina di nevrosi che aggiunge freschezza e modernità alle sempiterne schermaglie tra innamorati gelosi.
Una parola di lode dev’essere spesa, poi, per le capacità trasformistiche e la verve di Andrea Tartaglia, perfettamente a suo agio nel rapido passaggio da un ruolo all’altro e autentico mattatore comico della serata. Meno riuscita è parsa, invece, l'interpretazione dello zio Fabrizio: pur trattandosi senz'altro del personaggio più caricaturale e sopra le righe, Emma Francesca Savoldi risulta forse un po' forzata e monocorde.
La messa in scena minimale consente allo spettatore di concentrarsi pienamente sugli attori e viene del resto sfruttata al massimo delle possibilità, mentre la scelta della monocromia bianca si armonizza curiosamente con i costumi estrosi.
Un appunto deve essere fatto, invece, al comparto sonoro, non sempre così efficace, soprattutto nei dialoghi di Eugenia: in questo senso, la decisione di far recitare Martina Montini sui patti
ni, se da un lato evidenzia il carattere frenetico e impulsivo della protagonista, dall’altro risulta forse a tratti un po' forzata e difficile da gestire a livello tecnico.
In conclusione, al netto di dettagli perfettibili, i giovani artisti a cui è spettato l’onere di aprire la rassegna riescono a divertire, e talvolta a sorprendere, interpretando un testo letto e riletto. E questo, senz'altro, non era scontato.



La presente recensione si riferisce alla rappresentazione del 17 novembre 2025



Gl'innamorati

di
Carlo Goldoni

regia Nicolò Tomassini
con Martina Montini, Massimo Ambrosi, Alice Fazzi, Francesco Halupca, Emma Francesca Savoldi, Andrea Tartaglia
scene Ilenia Pompei
costumi Silvia Pirrotta
suono Filippo Conti
luci Matteo Chenna

Lingua d’OC

e con il sostegno dell’associazione Aftalina


Scritto da Goldoni nel 1759, Gl’innamorati racconta la storia di due giovani che si amano e si feriscono senza tregua. In questa commedia, diretta da Nicolò Tomassini, va in scena una storia senza tempo, che diventa specchio di ogni relazione sentimentale. Gelosia, insicurezza e bisogno d’amore sono temi universali che qui ci parlano con sorprendente freschezza: ogni risata diventa uno strumento per affrontare le nostre fragilità, sposta il dolore in una dimensione più ludica e restituisce a questo classico la forza del tempo presente.
(fonte: comunicato stampa)



Fonderie Limone

Via Pastrengo 88,
10024 Moncalieri (TO)
Tel: 011 5169555

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