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Torna anche quest'anno "Prato Inglese", il consueto appuntamento estivo del Teatro Carignano con il teatro del Bardo dell'Avon, con due delle sue migliori commedie, Come vi piace e Le allegre comari di Windsor.
Proprio quest'ultimo testo, l'unica commedia del drammaturgo inglese interamente ambientata nella provincia britannica, trova sul palcoscenico del Teatro Carignano di Torino una dimensione vibrante e ricca di ritmo. L'opera shakespeariana, nata originariamente come farsa satirica per colpire l'arroganza nobiliare attraverso l'arguzia del mondo borghese, dimostra qui di saper ancora dialogare con il pubblico contemporaneo. Questo successo si deve soprattutto alla riuscita intuizione di trasporre la vicenda in una cornice narrativa ed estetica che rimanda agli anni '60 del Novecento, trasformando la Windsor elisabettiana nel perfetto specchio di una borghesia sazia, paralizzata dalla noia e dal benessere del boom economico e da cui solo l'amore disinteressato e genuino può riuscire a sfuggire. E a stupire in positivo, infatti, è innanzitutto l'aspetto tecnico. I costumi, curati con grande gusto da Giovanna Fiorentini, si sposano perfettamente con le scenografie di Anna Veraldo, riuscendo a creare un'ambientazione borghese e allo stesso tempo vagamente surreale, in linea con quello che è lo spirito del testo. A contribuire alla buona riuscita dell'allestimento sono anche le luci di Alessandro Verazzi e Andrea Valentini e la cura sonora di Filippo Conti, che si mettono in evidenza soprattutto in alcuni momenti particolarmente riusciti, come l'inquietante ballo in maschera, caratterizzato da costumi spersonalizzanti, musica martellante e luci febbrili, capace di trasformare lo scherzo finale ai danni del protagonista in un tripudio quasi ipnotico. La regia di Marta Cortellazzo Wiel gestisce con grande fluidità la complessa macchina degli equivoci, evidenziando l'astuzia delle due magnifiche protagoniste femminili, Stefania Medri e la sempre sorprendente Marta Pizzigallo, vere dominatrici della scena grazie a tempi comici impeccabili e a un affiatamento straordinario nel tessere la loro implacabile beffa vendicativa. Per contrasto, a non colpire particolarmente è il Sir John Falstaff di Michele Schiano di Cola, che risulta meno a suo agio nella gestione dei tempi comici rispetto al travolgente cast femminile. Nel complesso, tuttavia, l'adattamento riesce a preservare il carattere vanesio del personaggio, dipingendolo come il simbolo di un maschilismo tronfio e imbarazzante che, d’altronde, non è estraneo a quasi nessuno dei personaggi maschili dell'opera. Una nota di merito va anche ai personaggi secondari, che offrono prove attoriali brillanti, strappando risate a scena aperta soprattutto nei momenti di gelosia più accesa e nelle caricature più grottesche e spietate della comunità di provincia (la Madama Quickly di Celeste Gugliandolo è un perfetto concentrato di astuzia affilata e pragmatico cinismo). Il pubblico torinese accoglie lo spettacolo con calorosi applausi, confermando il successo di un allestimento che si segnala per l'energia del cast e la freschezza della messa in scena.
La presente recensione si riferisce alla rappresentazione del 2 luglio 2026
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Le allegre comari di Windsor di William Shakespeare
regia Marta Cortellazzo Wiel assistenti regia Eleonora Bentivoglio, Marcello Spinetta con Michele Schiano di Cola, Marta Pizzigallo, Stefania Medri, Lorenzo Bartoli, Marcello Spinetta, Anna Manella, Celeste Gugliandolo, Christian Di Filippo, Teresa Castello, Matteo Federici, Jozef Gjura, Iacopo Ferro traduzione e adattamento Diego Pleuteri scene Anna Varaldo costumi Giovanna Fiorentini luci Alessandro Verazzi, Andrea Valentini suono Filippo Conti
Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale
Unica commedia di Shakespeare ambientata interamente in Inghilterra, Le allegre comari di Windsor è un affresco brillante e pungente della vita di provincia, dove pettegolezzi, inganni e travestimenti sono all’ordine del giorno. Al centro, la vendetta arguta di due donne borghesi contro l’arrogante e maldestro Falstaff, simbolo di un maschilismo ridicolo e fuori tempo. Il testo, tra i più comici del Bardo, intreccia farsa e satira sociale con irresistibile leggerezza. (fonte: comunicato stampa)

Teatro Carignano
Piazza Carignano, 6, 10123 Torino Tel: 011 5169411
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ORARIO SPETTACOLI: 18, 20, 24, 26, 30 giugno 2026 ore 21.00 28 giugno 2026 ore 18.00 2, 4, 8, 10 luglio 2026 ore 21.00 12 luglio 2026 ore 18.00
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