
Giornalista, scrittore, blogger e addetto stampa italiano, già in forza a testate nazionali come il Corriere della Sera, l'Unità, il Giornale e Avvenire, il milanese Davide Grassi non ha mai nascosto la sua passione per lo sport e, soprattutto, per la musica, come dimostrano i suoi pregressi contributi al servizio di Paperlate e Antenna 6 (rispettivamente storica fanzine/rivista di prog, che lui stesso contribuì a fondare, e Radio lombarda per la quale condusse la trasmissione "Going Rock").
Il suo saggio "From Genesis to Transformation", pubblicato il 20 giugno scorso dalla novarese Segni e Parole, traccia un resoconto attendibile del noto gruppo britannico in termini rigorosamente cronologici, in cui sinteticità e completezza appaiono ottimamente bilanciati. Titolo e sottotitolo ("La favola dei Genesis, dall’arte prog ai successi pop-rock") suggeriscono al lettore la giusta chiave di lettura di questo volume che, tra le tante, raccoglie riflessioni sulla capacità dei Genesis di mutare forma senza declassare la qualità della musica prodotta nel tempo. Il cambiamento, peraltro, riguarda anche anche altri aspetti, non ultimo l'organico: "La storia dei Genesis (.) ha delle caratteristiche uniche. Nessun'altra band ha avuto così tante trasformazioni fino a cambiare completamente pelle. Dal complesso affascinante rock progressivo dei primi anni, che con loro ha toccato i vertici assoluti, sono via via passati a un prog più immediato e adatto ai tempi, fino a scivolare in un pop pop rock di grande successo commerciale, toccando qua e là - nel corso della loro storia - sonorità classiche, blues rock, funky e new wave. Nessun'altra band è riuscita a sopravvivere all'addio del proprio cantante leader carismatico, trovandone un altro poi diventato altrettanto famoso. Provate a pensare cosa ne sarebbe stato dei Rolling Stones senza Mick Jagger o dei Led Zeppelin senza Robert Plant". L'opera è arricchita da interessanti appendici: schede specifiche dedicate ai singoli musicisti (compresi i primi, fugaci batteristi, nonché i turnisti Chester Thompson e Daryl Stuermer); un sunto dei migliori bootleg; la discografia ufficiale ripartita tra live e album in studio; un'intervista a Steve Hackett; riflessioni conclusive sul prog e sul suo impatto nella cultura di massa. Detto ciò, se siete integralisti del gruppo londinese, il consiglio è quello di passare oltre, giacché i contenuti di questo volume sono totalmente assorbiti da testi già pubblicati in passato, decisamente più completi (e prolissi); è invece all'utente medio che si rivolge un appassionato invito alla lettura: il testo in questione, infatti, è adatto sia per coloro che volessero documentarsi per la prima volta sul gruppo, sia per i tanti che lo conoscono in termini meramente radiofonici, grazie a pezzi come "I Know What I Like", "Abacab" o "Follow You Follow Me", se non di "Sledgehammer" e "Sussudio", magari confondendo tra loro gli esecutori (tra un "ma questo è Phil Collins o i Genesis?" o un "Peter Gabriel cantante dei Genesis? Ma non era Phil Collins?"). Costoro - che, a modesto parere di chi scrive, si identificano con i veri artefici del successo dei Genesis dagli anni '80 in poi - rimarrebbero certamente indifferenti di fronte ad una lista dei bootleg spalmata soltanto su 9 titoli, alle concise risposte di uno Steve Hackett fin troppo monosillabico, alla (colpevole) omissione di Bill Bruford dal novero dei collaboratori, verosimilmente concentrando la propria attenzione su una storia d'insieme ben narrata, doverosamente ma oculatamente critica, di certo completa, pur esposta a volo d'uccello. In tal senso, si concorda in toto con Marco Zatterin, autore della prefazione, allorquando definisce questo volume "una sorta di bignami e compendio della storia dei Genesis", format apprezzabilissimo se si considera che, grazie/per colpa dei social, i testi concisi sono oggi maggiormente apprezzati, elevati ad indiscussa e principale forma comunicativa.
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Davide Grassi
From Genesis to Transformation La favola dei Genesis, dall’arte prog ai successi pop-rock
Dettagli prodotto Editore : Segni e Parole Data di pubblicazione : 19 giugno 2026 Lingua : Italiano pagine : 172 ISBN-13 : 979-1280803870 prezzo: € 16,00
I Genesis hanno rappresentato uno dei punti più alti del rock progressivo con le loro composizioni articolate, i tempi dispari, le atmosfere fiabesche, le aperture strumentali e i testi ricchi di riferimenti. Ma sono stati anche un gruppo in costante trasformazione, capace di sopravvivere all’addio del frontman Peter Gabriel, che per anni ha catalizzato l’attenzione con i suoi travestimenti, per reinventarsi prima con un rock progressivo più immediato, fino a cambiare definitivamente pelle e raggiungere un grande successo in ambito pop-rock. Questo libro non nasce per aggiungere particolari inediti alla storia dei Genesis ma, in un periodo in cui la memoria di quella grande stagione musicale inizia a sfilacciarsi, per ripercorrere in modo snello le tappe salienti della storia di una band fondamentale, che ha avuto nel corso degli anni grandi trasformazioni. Una sorta di bignami, a futura memoria. Impreziosito da un’intervista esclusiva al chitarrista Steve Hackett. Prefazione di Marco Zatterin (fonte: comunicato stampa)

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