
Dal 25 al 27 settembre, abbiamo praticamente vissuto all'interno del Gazometro, location ove si è tenuta la X edizione della nota rassegna dedicata al mondo delle due ruote.
Prima di parlarne, va doverosamente chiarito a coloro che dovessero chiedersi quali siano le connessioni tra Artists and Bands e le motociclette: tralasciando considerazioni in ordine alla presenza costante di musica sparata a massimo volume da vari espositori (specie quelli collocati all'interno del parcheggio multipiano, per l'occasione adibito ad area espositiva), va di certo fatto notare che Virgin Radio Italy è annoverata tra i media partner e quindi, richiamando i noti principi della proprietà transitiva, se un'emittente radiofonica è coinvolta nel progetto, chi scrive di musica, come Artists and Bands, può tranquillamente fornire impressioni sullo stesso.
Va poi segnalato che il sottotitolo dell'Eternal City Moto Show, al chiaro scopo di riassumere i punti chiave dell'esposizione, recita testualmente: "Demo, Ride, Expo, Show, Music, Shopping, Food".
Da ultimo, una piena legittimità a parlare di eventi dedicati alle moto va ricercata nel possesso di queste ultime da parte di chi scrive, attualmente come in passato.
Più che una carrellata di recensioni dedicata ai vari modelli testati, lo scritto che segue raccoglie le impressioni sia in ordine all'organizzazione dell'evento, sia con riguardo ai servizi offerti dalle varie case produttrici.
Commenti sulle prove di singole moto sono certamente presenti, ma in forma residuale e in termini minimalisti, giacché lo scopo di chi scrive è quello di fornire un'impressione concernente il lato strutturale della manifestazione, le opportunità offerte dai protagonisti della stessa e le esperienze vissute frequentandola.
Location
L'avvenimento ha preso vita grazie a Motor Bike Expo, "evento fieristico internazionale dedicato ai motociclisti e alla cultura delle due ruote" che "riunisce case motociclistiche, produttori di accessori e abbigliamento, preparatori, team, piloti, professionisti e appassionati, con una particolare attenzione al mondo della personalizzazione" (www.motorbikeexpo.it).
Al riguardo, non possiamo che avallare in toto la preferenza del Gazometro rispetto alla Nuvola Roma Convention Center, all'EUR, che l'anno scorso aveva ospitato la IX edizione: più che la compatibilità estetica e concettuale delle due ruote con uno scenario costituito da tubi, dadi e bulloni, ciò che effettivamente ha fatto la differenza afferisce agli spazi aperti ed estesi che connotano l'imponente struttura circolare e tutto ciò che la attornia.
Parliamo di un'estensione rilevante che, tra le altre cose, ha consentito sia a migliaia di motociclisti di parcheggiare gratuitamente all'interno (con buona pace per gli automobilisti che, invece, massimo ludibrio, si sono dovuti arrangiare fuori dalla struttura), sia di distribuire fisicamente i vari espositori in termini abbastanza organici: case costruttrici da un lato, area food dall'altro, con le officine, i club, le associazioni e i commercianti sparsi un po' a macchia, tutti relativamente vicini e agevolmente collegati fra loro.
Il quartiere EUR, desertificato nel week end e quindi prescelto da alcune guide, è rimasto comunque facilmente raggiungibile stante la sua vicina collocazione.
Staff
Con il difficile compito di garantire la viabilità all'interno di Eternal City Moto Show - sia convogliando verso l'enorme area parking i numerosi motociclisti in visita, sia preservando la sicurezza degli astanti durante gli spostamenti in uscita ed in entrata dei numerosi centauri interessati ai test ride - lo staff ha avuto un bel da fare, peraltro svolto prevalentemente al sole ed in piedi.
Corposo in termini numerici, spiccio ma efficace nei modi, il personale di servizio ha svolto più che egregiamente il proprio compito assicurando la protezione dei tanti pedoni durante i citati movimenti legati alle dimostrazioni e alle prove.
Biglietti e accrediti
Il costo dei biglietti di ingresso è apparso commisurato al servizio offerto: 10 euro il primo giorno, in funzione della sola apertura pomeridiana (dalle 14:00 alle 19:00); 15 euro per ciascuno dei due giorni successivi, stante l'orario spalmato sull'intera giornata (dalle 09:00 alle 19:00); 25 euro il biglietto idoneo a coprire interamente i tre giorni.
Per quanto riguarda gli accrediti stampa, la concessione ai giornalisti/operatori di settore del medesimo pass riservato agli organizzatori ha permesso il totale anonimato, ma anche un inevitabile camuffamento.
Positiva la prima, negativa la seconda: corretto che il giornalista operi in forma anonima, anche al fine di garantire un report finale del tutto obiettivo, non agevolato da favoritismi notoriamente concessi alla stampa; per contro, la dicitura "espositore", presente su ogni braccialetto, ha di fatto permesso di beneficiare di un trattamento di favore che la prima modalità avrebbe dovuto scongiurare.
Test ride
Di seguito, in ordine rigorosamente alfabetico, i modelli testati e, a fianco indicate, case produttrici e cilindrate (quando già non presenti in rubricazione).
Adventure X - 390 (KTM)
Eliminator - 500 (Kawasaki)
Flying Flea - 125 (Royal Enfield)
GB 350 (Honda)
Guerrilla Apex - 450 (Royal Enfield)
GSX-8TT 800 (Suzuki)
Himalayan - 450 (Royal Enfield)
Low Rider ST - 1200 (Harley Davidson)
Mud 452 (FB Mondial)
Ninja - 500 (Kawasaki)
Scrambler 650 (BSA)
SMX 300 (FB Mondial)
Ténéré - 700 (Yamaha)
V7 Sport - 850 (Moto Guzzi)
V85 TT - 850 (Moto Guzzi)
Z900 RS - 900 (Kawasaki)
Cominciamo subito parlando dei test ride più appassionanti e dinamici: in testa, ex aequo, i ragazzi dei team Guzzi/Aprilia/Piaggio, Suzuki, BSA/Mondial, Royal Enfiled (ma soltanto con riguardo alla Flying Flea).
Costretti ad agire in un contesto urbano, giusta collocazione del Gazometro in pieno quartiere Ostiense, costoro hanno scelto percorsi dinamici grazie ai quali è stato possibile lanciare letteralmente le motociclette, pur per brevi tratti. Gli operatori, hanno permesso di testare realmente la potenza e la coppia di ogni autoveicolo, garantendo anche divertimento, che poi è esattamente quello che succede in sella ad una moto: non soltanto spostamento, ma anche sano svago.
Il gruppo Guzzi/Aprilia/Piaggio ha messo a disposizione degli utenti due veri scatenati delle due ruote, attinti dai capitolini ZeroCento e AMI Motori. Il percorso scelto dagli stessi ha meravigliosamente lambito il centro, segnatamente il Circo Massimo e le Terme di Caracalla, peraltro reiterato ben tre volte: per chi, come chi scrive, è in possesso di una Guzzi storica, fare quel tragitto con la meravigliosa e agile V7 Sport, moto a dir poco perfetta per un uomo di mezza età, è stato quasi un sogno.
Provata anche la V85 TT, meno apprezzata dell'altra, in ragione di una pesantezza forse non pienamente giustificata.
Per entrambe è spendibile lo stesso commento in ordine alla difficoltà di trovare il folle.
Preme far notare che la prenotazione è stata assai difficile: come noto, la scuderia Guzzi è composta soltanto da 4 modelli (Stelvio, V100, V85, V7) per cui ci si sarebbe aspettata la presenza di più esemplari di ciascuno di essi. Non è stato così, purtroppo, talché le prenotazioni di ogni esemplare sono state pressocché impossibili da effettuare, a meno di accamparsi all'ingresso 3 ore prima dell'apertura con tenda e fornello. Tuttavia, le hostess si sono adoperate per gestire al meglio, ed in tempo reale, le pur rare disdette, dando vita ad una lista attesa improvvisata, previi immediati contatti telefonici: raro esempio di situazione nata male, poi mutata radicalmente grazie alla professionalità degli operatori, andata ben oltre il dovuto.

I test di BSA/Mondial/Hero (trittico di case gestito da Pelpi International) sono stati condotti da due rider, uno in testa, uno in coda, che hanno privilegiato la durata, assolutamente dilatata, scegliendo un giro lungo, coinvolgendo anche l'EUR e lambendo il Raccordo Anulare: il tutto senza scelleratezze ma in termini assolutamente briosi, allegri, avvincenti, consentendo peraltro a chi scrive di cambiare moto in itinere. Il gesto, non serve dirlo, è espressione di un'elasticità mentale in grado di superare in scioltezza il rigido formalismo legato alla compilazione dei moduli relativi allo scarico di responsabilità, poco prima di partire.
La Mondial Mud 452 è stata purtroppo deludente, causa tenuta non perfetta, specie in curva (in tal senso, la pari cilindrata Adventure X di KTM si colloca su standard nettamente superiori).
Giudizio diametralmente opposto per la sorella minore, la SMX 300, certamente più maneggevole, complici anche un peso ridotto ed un'altezza più contenuta.
Peccato non aver testato l'accattivante Spartan 600, nuova interessante bobber di media cilindrata della Mondial, purtroppo presente soltanto in visione e non anche in prova.
Ottima, infine, la Scrambler 650 della BSA che si conferma, come tutte le indiane, solida e affidabile, peraltro con elettronica ai minimi sindacali, proprio come dovrebbe essere una vera moto.
La elettrica Flying Flea - per convenzione, associata ad una cilindrata 125 - è la piacevole sorpresa del lotto, in tutti i sensi: presente in un numero impressionante di esemplari (almeno 12, di cui 11 monoposto e 1 biposto), è stata offerta in prova dai tipi della Royal Enfield Roma Nord, di cui chi scrive ha avuto modo di apprezzare la cortesia e la piena disponibilità in occasioni pregresse. Un solo centauro alla guida, stavolta, incredibilmente avvincente, sempre in grado di non farsi superare, grazie a scioltezza e dinamismo alla guida. Scegliendo il magnifico scenario barocchetto della Garbatella, questo Garibaldi delle due ruote ha permesso di effettuare un test esemplare in una realtà urbana non ingolfata ma neanche fluida, così facendo apprezzare e valorizzando le potenzialità di una due ruote che, nel traffico cittadino, si è dimostrata agile, snella e oltremodo reattiva.
Il test con la GSX-8TT 800 della Suzuki, marchio rappresentato da Sensi Motor di Fiumicino, è stato del tutto particolare: in quanto ultimo dell'ultima giornata, ha coinvolto i die-hard fan della casa giapponese, 5 utenti in tutto, numero di gran lunga inferiore agli standard usuali, circostanza che ha quindi permesso di beneficiare di una conduzione assolutamente personalizzata, totalmente fuori dagli schemi abituali. Il gruppo, proprio in ragione dell'organico ridotto, si è ritrovato coeso, osmotico, appassionato, instradato da un conducente ardimentoso, a tratti audace nella guida ed altrettanto efficace nella scelta del percorso, che ha costeggiato un buon tratto delle Mura Aureliane, poi interessando l'Aventino, concludendosi nelle plurivisitate Terme di Caracalla. Ciò assume particolare rilevo considerando che il soggetto in questione non era di Roma. Bravo!!!
Quanto sopra, per chi scrive, a bordo di una GSX-8TT praticamente esente da difetti: si tratta di una moto molto più aggressiva di altre concorrenti di pari cilindrata che esige, da chiunque vi salga sopra, carattere, esperienza, buon senso.
Poco sotto gli standard dinamici appena descritti, si collocano i team di KTM/Husqvarna, Kawasaki, Yamaha, Harley Davidson, capaci di assicurare test onestissimi, tutti ispirati a criteri di massima sicurezza, ma anche in grado di testare in termini sensati moto piuttosto straordinarie, talvolta anche difficili da dominare.
Della Adventure X, la 390 della KTM, abbiamo già detto positivamente poco sopra, talché ci limitiamo a precisare che il baricentro non altissimo e un peso non superiore ai 170 kg la rendono estremamente maneggevole.
I simpatici tipi di Automotomania, all'EUR, in rappresentanza di Kawasaki, hanno chiesto la cortesia di effettuare rifornimento strada facendo, peraltro senza accorciare la durata del test, permettendo quindi a ciascuno sia di socializzare in un contesto diverso dal solito, sia di commentare aspetti tecnici legati alla grandezza/capienza di ogni serbatoio (anche questo è senz'altro un test); a margine, si segnala la disponibile hostess veneta che ha permesso a chi scrive e ad altri soggetti di riporre il proprio zaino durante le prove, non soltanto promosse dalla propria casa madre.
Con riguardo alle moto testate, tre in due giorni, siamo di fronte a vere eccellenze: l'unica guidabile con patente A2, la Ninja 500, è genuina espressione di un compromesso, perfettamente in bilico tra reattività e agilità (dotata forse di un freno anteriore fin troppo sensibile), mentre la Eliminator, con il suo motore bicilindrico, presenta linea e dimensioni perfettamente idonee alla mezza età, garantendo grandi soddisfazioni di coppia ai bassi regimi; la Z900 RS, infine, è un vero mostro a due ruote (che il gruppo ha simpaticamente ribattezzato "moto da banda della Magliana"), in grado di garantire coppia e potenza a qualsiasi marcia.
I due rider di Harley Davidson hanno dovuto fronteggiare un inatteso imprevisto, trovandosi nell'impossibilità di percorrere il tragitto consueto a causa di una sfilata/manifestazione di giovani skaters che ha costretto il gruppo a procedere a passo d'uomo. Da non romani, si sono trovati in grande difficoltà, non conoscendo tragitti alternativi, poi inaspettatamente accettando la proposta di chi scrive di collocarsi alla guida del gruppo: una decisione intelligente e sensata che ha permesso di recuperare totalmente una situazione inizialmente compromessa, previi passaggi in pieno centro storico, tra Terme di Caracalla, Fori Imperiali e Piramide Cestia. Grazie per la fiducia, ragazzi!
Con riguardo alla moto provata, la Low Rider garantisce piena soddisfazione a chi, come chi scrive, ama le custom sobrie e snelle: la cilindrata consistente non ha in alcun modo inficiato la manovrabilità di un modello che, a tratti, si è dimostrato efficace anche nel traffico cittadino (tra i pochi di casa Harley, come noto ricca di esemplari connotati da stazza imponente e peso elevato).
Per questione affettive, lasciamo per ultimo il Ténéré: salire a bordo di una Yamaha imparentata con le mitiche XT e TT, un tempo possedute da chi scrive, ha garantito il ritorno con la mente a non poche esperienze passate.
Scattante, potente, agile, questa alta due ruote presenta tanti elementi antichi: a memoria, non si ricordava un cambio così duro, ma la giunzione sella-serbatoio è rimasta incredibilmente snella e sinuosa, proprio come allora, mentre la pedalina del freno ha la stessa zigrinatura dei modelli sopra citati, progettata appositamente per aumentare l'aderenza della suola ed evitare lo scivolamento del piede durante la frenata (peccato che la vicinanza della pedalina medesima ad un carter motore a dir poco bollente provochi l'inevitabile contatto con la gamba, con indesiderati effetti facilmente intuibili; si, lo sappiamo che la direzione interna della citata pedalina è principalmente legata alla guida off-road, ma questa moto è anche utilizzata per lunghi viaggi o per spostarsi nel traffico cittadino, quindi la nostra è una valutazione che tiene conto delle tre modalità nel complesso). 
Deludenti i test offerti da Honda e Royal Enfield Roma Sud.
Partiamo dalla prima: tralasciando considerazioni sull'inesperienza palesata da un rappresentante dello staff scelto a caso, non in grado di precisare quali modelli fosse possibile guidare con una patente A2 (forse avremmo dovuto ricordare al tipo in questione che lo stand che lo vedeva impegnato era di motociclette, non di pentole o barbabietole da zucchero), nella flotta mancava del tutto la CB 500 Hornet. Ora, si dà il caso che tale moto, appetibile per uno di coloro che scrivono il presente articolo, sia di fatto impossibile da provare: assente presso i concessionari Honda di Colli Albani e Porto Fluviale, visitati due settimane fa, si sperava fosse presente ad Eternal City Moto Show, come peraltro avevano assicurato presso una delle due sedi sopra citate. E invece no: in tale contesto, è stato scelto di privarsi di questa due ruote, così alienandosi le potenziali simpatie di tanti giovani motociclisti; una chimera, la citata Hornet, per la cui assenza Kawasaki ringrazia sentitamente (avendo il diretto interessato provato la Ninja, come detto poco sopra).
Per il resto, vale la pena evidenziare che, a fronte di un numero di modelli oggettivamente alto, le prenotazioni per ogni esemplare Honda sono andate esaurite in poco tempo: una richiesta di prenotazione per il giorno dopo è stata velocemente rifiutata dalle hostess, così premiando il visitatore dell'ultimo minuto e penalizzando il fedele frequentatore della intera tre giorni.
Infine, la ciliegina sulla torta: il test ride condotto da ben tre persone - uno in testa, uno in coda, uno nel mezzo - si è concretizzato in una ridicola "passeggiata della domenica", in cui non soltanto non è stato possibile lanciare gli splendidi esemplari messi a disposizione, ma anche uscire da una fila rigorosamente indiana e/o collocarsi in parallelo ai tanti stop incrociati nel tragitto, ovviamente dolosamente scelto con larga presenza di semafori (prevalentemente rossi, peraltro). Insomma, a conti fatti, questa esperienza è stata una via di mezzo - e non la stiamo sparando troppo grossa - tra un esame di guida e la parata della Festa della Repubblica.
Quanto alla moto testata, la scelta è caduta sull'unico pezzo disponibile, la GB 350, e qui si giunge all'unico elemento positivo dell'intera recensione: Honda ha visto giusto, cercando di entrare in un mercato, quello delle 350 monocilindriche, che i giapponesi consideravano infruttuoso, almeno fino all'arrivo delle case indiane e cinesi. E niente, alla fine l'obiettivo è stato raggiunto con la produzione di un clone perfetto delle pregevoli 350 della Royal Enfield.
L'elogio appena effettuato alla casa indiana viene oggi stemperato ripensando ai test organizzati dal concessionario Royal Enfiled Roma Sud, diametralmente opposti rispetto a quelli dei colleghi di Roma Nord. Poiché c'è dell'affetto nei confronti di Royal Enfield, logo impresso a fuoco su una delle moto possedute da chi scrive, duole davvero dover riferire che un atteggiamento poco simpatico, non di rado arricchito da gestacci, ha tipizzato un test ride ancora più sterile di quello organizzato da Honda: basti soltanto dire, al riguardo, che non è stato possibile andare oltre la 3a marcia a cavallo della nuovissima Guerrilla Apex (si noti che la stessa ha 6 marce), pure valutata per l'acquisto giacché considerata meno aggressiva della Ninjia e, forse (potremmo finalmente dirlo quando la Honda si degnerà di farcela provare), della Hornet.
Infine, non è stato provato alcun modello di BMW, Triumph, Moto Morini, Aprilia e altri marchi ancora, causa esaurimento dei posti o nostra preferenza per i brand di cui abbiamo sopra ampiamente dissertato.
Va infine doverosamente segnalato l'utilizzo dell'ottimo, leggerissimo casco X-804 RS Ultra Carbon, gratuitamente messo a disposizione dalla Nolan, unitamente a tanti altri, a beneficio di qualsiasi utente impegnato in un test ride. 
Merchandising
A differenza di club, federazioni, associazioni, officine, piuttosto generose nella distribuzione di gadget di ogni tipo, in questa edizione di Eternal City Moto Show le case motociclistiche sono state generalmente avare di merchandising: al riguardo, sono mancati anche oggetti da minimo sindacale come adesivi, portachiavi e penne.
Hanno fatto eccezione Benelli (che ha distribuito foulard, portachiavi e borracce), Kawasaki (che ha donato un portachiavi piuttosto semplice e minimalista), entrambi i concessionari Royal Enfield (Roma Sud ha regalato vari tipi di adesivi a chiunque li chiedesse, porgendo il lanyard, cioè il cordino porta badge, a ciascun fruitore di una loro motocicletta; Roma Nord ha rilanciato con i poggia bicchieri, offrendo peraltro bevande a gogò).
Tra le esperienze maggiormente negative, preme citare Husqvarna, in possesso di penne marchiate che, incredibilmente, erano precluse agli utenti poiché asseritamente riservate allo staff.
Infine, con immenso dolore, si segnala in negativo la casa di Mandello che ha colpevolmente precluso a chi scrive la possibilità di appropriarsi di un gadget, anche banale, aspirazione giustificata, come detto, dall'orgoglioso possesso di una Guzzi storica.
Conclusioni
Alcune cose sono certamente migliorabili: ad esempio, nel parcheggio multipiano adibito ad ospitare officine e laboratori (a proposito, in Zona Cesarini segnaliamo gli splendidi lavori artigianali effettuati su Harley dai latinensi della Motofficina Marinelli, vere e proprie opere d'arte su due ruote), il caos è regnato sovrano, tra consumazione più o meno selvaggia di sostanze alcoliche e musiche assordanti, spesso sovrapposte tra loro (con il conseguente risultato di un effetto sgradevolmente disarmonico).
Nel complesso, tuttavia, il responso è ampiamente positivo: l'evento qui recensito si segnala quale eccellenza di settore, organizzato con occhio attento alle esigenze dei motociclisti, a partire dal parcheggio interno e gratuito loro riservato, una piacevole sorpresa, invero, espressione di un'attenzione non soltanto formale, ma anche e soprattutto sostanziale.
Si auspica che la prossima edizione trovi collocazione definitiva se non al Gazometro, location comunque ritenuta ideona, quantomeno in uno spazio altrettanto ampio ove sia possibile contemperare la viabilità dei mezzi con le esigenze degli astanti tutti, non soltanto singoli motociclisti ma, non di rado, intere famiglie con tanto di bambini al seguito.
Ci vediamo alla XI edizione.







