Home Articoli Libri Alberto Voglini, Mauro Pini - Una Sana Malattia - Il Rock Progressivo - Mito e Realtà, fra Passato, Presente e Futuro







È oltremodo arduo scrivere un libro su un argomento inflazionato come il Rock Progressivo. Saggi italiani e stranieri sulla materia ce ne sono a iosa — davvero troppi — e non tutti particolarmente interessanti.

Partendo da questa doverosa ma necessaria premessa, passiamo ad analizziare il contenuto della nuova monografia “Una Sana Malattia – Il Rock Progressivo: Mito e Realtà, fra Passato, Presente e Futuro” (Felici Editore), a cura di Alberto Voglini (redattore sul sito Music Map) e Mauro Pini (membro degli Aurora Lunare e redattore anch'egli sul sito Music Map).
L’aspetto più efficace dell’opera è l’ingegnosità con la quale viene affrontata la tematica.
Il volume, infatti, non si limita a ricostruire storicamente il genere, nè si prodiga in una mera elencazione di dischi pubblicati negli ultimi decenni a voler dimostrare a tutti i costi che “il Prog non è mai morto!”, affermazione che senza un’analisi approfondita rischia di rimanere soltanto uno slogan.
Non è nemmeno un libro revivalistico — per questo esistono stucchevoli pubblicazioni rimaste nostalgicamente ancorate agli anni Settanta.
Perché, allora, un lettore dovrebbe acquistarlo?
La risposta risiede soprattutto nell’inveterata passione che attraversa queste pagine, qualità tutt’altro che scontata. Troppo spesso chi scrive di Progressive indulge in tecnicismi, atteggiamenti saccenti o linguaggi astrusi, dimenticando che il vero motore di una narrazione musicale dovrebbe essere proprio l’entusiasmo e l’amore.
A rendere l’opera particolarmente coinvolgente sono i ricordi degli autori e delle persone che hanno contribuito alla sua realizzazione. Le testimonianze sui concerti del periodo d’oro hanno un valore immenso: attraverso quei ricordi sembra quasi di essere stati presenti ad ammirare Genesis, E.L.P., King Crimson e Yes nel loro periodo migliore.
Particolarmente interessante è il capitolo di Moreno Lenzi dedicato alla qualità del suono, nel quale viene analizzata con competenza l’evoluzione dell’ascolto musicale, mettendo a confronto il passato con la situazione attuale, non sempre esaltante soprattutto nell’ambito Rock.
Merita attenzione anche la scelta di dare voce a chi il Prog lo detesta — e sono più numerosi di quanto si possa pensare. Massimo Volpi, con il suo “Prog? No, grazie!”, espone le proprie ragioni. Si può essere d’accordo o meno con le sue argomentazioni, ma la decisione di Voglini e Pini di ospitare una posizione così distante da quella dei fan rappresenta certamente un elemento di indubbia originalità.
Il libro esamina, seppur sinteticamente, gli alti e bassi del genere, il “fenomeno Italia” (con autorevoli interventi di personaggi del calibro di Michi Dei Rossi (Le Orme) e Lino Varietti (Osanna), e alcuni album reputati interessanti e pubblicati in epoca recente. Sezioni che possono risultare utili soprattutto a chi desidera avvicinarsi al mondo del Progressive e approfondirne la conoscenza (i giovani specialmente).
Concludiamo con la simpatica copertina, concepita come una sorta di confezione farmaceutica: tastiere, note musicali e un nome emblematico, “Progressivina”; una medicina da assumere quotidianamente per nutrire mente e cuore con lel suadenti sonorità del Progressive.




Formato: 14 x 20
Pagine: 182
Uscita: Giugno 2026
ISBN: 978-8860199171
Prezzo: 18,00 €



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