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La Fondazione Romaeuropa Arte e Cultura porta sul palco del Teatro Olimpico "E Morte non avrà dominio", opera surreale di Vinicio Capossela che fonde teatro, poesia e musica in una forma espressiva densa e destabilizzante.
Lo spettacolo si configura come un musical radiofonico immerso nel buio che mette in scena le introspezioni di un uomo in grado di incarnare tre anime distinte: il poeta gallese Dylan Thomas, il marinaio cieco Capitan Gatto, lo speaker radiofonico e agitatore culturale Renato Striglia. C'è un comune denominatore tra questi tre soggetti: il Gatto di mare è il protagonista di "Under Milk Wood", celebre dramma radiofonico dello stesso Thomas, tradotto in Italia proprio da Striglia, scomparso nel novembre del 2020 e amico intimo di Capossela. L'opera "Sotto il bosco di latte" fornisce di fatto la surreale ambientazione originaria (il villaggio immaginario di Llareggub), cioè un "recinto di innocenza" assediato dall'ordine e dalle convenzioni del mondo esterno". La rappresentazione è un "concept" visivo/sonoro che concorre a sviluppare un unico, coerente nucleo tematico: l'esplorazione della fragilità umana, del lutto e della forza eversiva dell'identità individuale di fronte al nulla. Il co-protagonista Pierpaolo Capovilla (storico frontman e paroliere de Il Teatro degli Orrori e One Dimensional Man), non tradisce la sua fama di alieno del panorama musicale italiano, sempre attratto da tutto ciò che fonde musica e lettura scenica (lo ricordiamo alle prese con opere di Majakovskij, Pasolini e Artaud): adagiato nella vasca collocata al centro della scena, quasi in penombra, presta il suo timbro rustico e viscerale per dare voce ai fantasmi, alle ossessioni e ai deliri dei personaggi citati in apertura, così facendo propria la "solitudine rumorosa" più volte citata nel testo. L’opera ha suscitato il nostro vivo compiacimento, pur al netto d’una complessa e a tratti macchinosa architettura dei dialoghi e della sezione prosastica. Non è certo agevole contemperare la densità lirica di Dylan Thomas con la tempra eversiva di Renato Striglia, ma non possiamo fare a meno di notare quanto l'ordito verbale profferto pecchi talvolta di fluidità, mostrandosi cerebrale e gravato da un'eccessiva propensione al concettualismo. La transizione da un personaggio all'altro non sempre brilla per nitidezza, sì che lo spettatore fatica a distinguere quale delle tre figure sia l’oggetto del discorso o stia prendendo la parola. Nonostante la complessità dei dialoghi, l'intensità della narrazione e la potenza evocativa delle atmosfere creano un magnetismo a cui lo spettatore si abbandona con totale e viva ammirazione, anche con riguardo al coraggio palesato dall'autore nell'intraprendere un percorso del genere. La flessioni ritmiche sopra menzionate sono in ogni caso fortemente stemperate dalla presenza di musiche di altissimo impatto emotivo: 15 composizioni inedite - che a breve troveranno nuova vita in forma di supporto fonografico intitolato “Milk Wood Bar” - ove Vinicio Capossela esplora con superba maestria una impressionante varietà di generi, fluttuando con innata eleganza tra folk, jazz, blues, rock e ballate tradizionali, non di rado incedendo nella musica da camera e d'avanguardia, infarcendo il tutto con occasionali dissonanze, sperimentazioni rumoristiche e sonorità d'ambiente. Dal punto di vista prettamente musicale, l’opera si configura come una delle più autentiche e autorevoli testimonianze di una perfetta, feconda osmosi tra la tradizione cantautorale e le complesse architetture del rock progressivo. Il componimento non si limita a giustapporre due mondi distanti, ma li fonde in un unicum espressivo di straordinaria caratura, conseguendo un risultato che si erge a monumento di sintesi formale e intensità espressiva.
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VINICIO CAPOSSELA
E MORTE NON AVRÀ DOMINIO ballad opera
con Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla
da un’idea di Renato Striglia
Interpreti Principali Vinicio Capossela, Pierpaolo Capovilla testi / drammaturgia Vinicio Capossela regia collettivo La Cùpa musiche di Vinicio Capossela Cast artistico Vincenzo Vasi, Alessandro “Asso” Stefana, Raffaele Tiseo, Riccardo Loda, Elvis Zini, Irene Sciacovelli, Gaia Barco scenografia Giuliano Spinelli realizzazione e progettazione costumi Sartoria Teatro Due disegno luci Loic Hamelin aiuto regia Gaia Barco ideazione e realizzazione maschere Margherita Pillon, Sabrina Schievano direzione tecnica Andrea Ricci Assistenti di produzione Morgana Marchesi e Donatello Racina fonici Gianluca Cavallini, Paolo Marani datore luci Daniele Serra
 (foto di Anna Bruna Spada)
Tra le onde delle sintonie radiofoniche e i segnali abissali delle balene, una rivincita sulla cultura della morte, un manifesto poetico che principia da Sotto il bosco di latte, opera per voci che celebra la vita, l’innocenza, la pluralità, l’infanzia del mondo nel villaggio in riva al mare inventato dal poeta gallese Dylan Thomas per la radio, che il rock dj radiofonico e beautiful loser Renato Striglia voleva realizzare e non realizzò. Le quindici canzoni inedite scritte da Vinicio Capossela, i caratteri, le voci, le ossessioni dei personaggi affollano la solitudine di un uomo adagiato in una vasca da bagno vuota, che è insieme Renato, Capitan Gatto e il poeta Dylan Thomas stesso, “Noè della baia nella sua arca rattoppata”. Lo spettacolo è un musical radiofonico immerso nel buio in cui le voci che ci arrivano dal latte del bosco sono le voci della nostra umanità. È un recinto di innocenza, assediato dal mondo della legge, del potere e dell’ordine, un ammutinamento alla mansuetudine che celebra la potenza eversiva dell’essere se stessi, nonostante tutto… Anche la morte. (Fonte: comunicato stampa)
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