Una delle ultime sere di carnovale
Torino, Teatro Carignano, dal 5 al 25 ottobre 2026

Dopo l’ottima prova di “Circle Mirror Transformation” andata in scena al Teatro Carignano la scorsa primavera, Valerio Binasco torna alla regia con una nuova commedia che fa della coralità il proprio punto di forza.

“Una delle ultime sere di Carnovale” rappresenta il commiato di Carlo Goldoni, oramai in partenza verso Parigi, alla città e al pubblico di Venezia; partenza che ha un suo doppio nel disegnatore di stoffe Anzoletto, intenzionato a lasciare la Serenissima per la Moscovia in cerca di nuovi stimoli e apprezzamento per la propria arte.  Proprio il distacco dell’artista da una realtà che, a torto o a ragione, viene percepita come limitativa del proprio estro creativo (ciò che il regista, con un innovazione al testo abbastanza audace ma perfettamente coerente con lo spirito dell'opera, traduce nel disinteresse assoluto dei personaggi per la geniale invenzione di Cosmo e nella sufficienza dimostrata nei confronti della musica del fisarmonicista Baldissera), ha tradizionalmente rappresentato il nucleo tematico delle diverse versioni della commedia andate in scena nel corso degli anni. Da ciò conseguiva un forte accento, da un lato, sulla malinconia degli addii e, dall’altro, sulla necessità dell’artista di sviluppare la propria vocazione in contesti in grado di apprezzarli e valorizzarli.
Binasco, pur rispettando l'allegoria goldoniana, sceglie di cambiare le carte in tavola e concentrarsi specialmente sul tema della libertà, strettamente connesso a quello dell’amore: la partenza non rappresenta più una scelta triste ma obbligata, ma un’occasione per affermare la propria autodeterminazione e per riscoprire che la libertà non è isolamento ma relazione.
Il maggior pregio della regia, tuttavia, non sta tanto nel ribaltamento di prospettiva, quanto nella notevole capacità di gestire, con tempi comici serrati e interpretazioni che non scadono mai nel macchiettistico, un cast di ben quindici interpreti, riservando a ciascuno il giusto spazio sul palcoscenico; ed è proprio l'abilità di Binasco nel rendere al meglio la coralità dell’opera a rendere chiaro il motivo per cui un testo teatrale mai segnalatosi per particolari meriti di scrittura avesse riscosso il clamoroso successo tributatogli alla sua prima nel 1762.
A sostenere il regista nella sua impresa è un cast che si dimostra affiatato e in grande sintonia, e nel quale spicca la magistrale interpretazione di Elisabetta Mazzullo nei panni della Siora Marta, figura materna ma allo stesso tempo dinamica, consapevole e smaliziata; così come quella di Michele Di Mauro nelle vesti del Sior Zammaria, a suo agio in una parte in cui l’impiego massiccio del dialetto veneziano (sia pur nell’accessibilità propria della scelta linguistica goldoniana) rischia sempre di compromettere la corretta comprensione da parte del pubblico.
Le scenografie e i costumi, curati rispettivamente da Guido Fiorati e Alessio Rosati, restituiscono dal canto loro un clima di realismo e immersione nella dimensione popolare dell’epoca che rappresenta una boccata d’aria fresca rispetto alle scelte minimaliste e modernizzanti di tanti allestimenti contemporanei.
L’unica nota di demerito va al sonoro, troppo spesso confuso e di difficile intendimento a causa di un fastidioso effetto eco, particolarmente presente nei primi venti minuti di spettacolo. Tale difetto ha certamente reso più disagevole del dovuto la fruizione dell’opera da parte degli spettatori, soprattutto a quelli meno avvezzi alle delizie della lingua veneziana, che si è scelto di rendere senza l’ausilio di sovratitoli.
Ad ogni buon conto, al netto di tale problematica di natura tecnica, l'allestimento proposto dal Teatro Stabile di Torino rappresenta un eccellente incipit per la stagione teatrale appena iniziata.


La presente recensione si riferisce alla rappresentazione del 20 ottobre 2026


Una delle ultime sere di carnovale
di Carlo Goldoni

regia Valerio Binasco
con (in ordine alfabetico) Andreapietro Anselmi, Natalino Balasso, Mauro Bernardi, Marta Cortellazzo Wiel, Matteo Cremon, Michele Di Mauro, Giordana Faggiano, Milvia Marigliano, Daniele Marmi, Elisabetta Mazzullo, Orietta Notari, Nicola Pannelli, Cristina Parku, Aron Tewelde, Ivan Zerbinati

scene Guido Fiorato
costumi Alessio Rosati
luci Alessandro Verazzi
suono Filippo Conti
primo assistente regia Eleonora Bentivoglio
secondo assistente regia Andreapietro Anselmi
assistente scene Anna Varaldo
primo assistente costumi Alberto Allegretti
secondo assistente costumi Mattia Tomatis

Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale
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TSV Teatro Stabile del Veneto - Teatro Nazionale
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Dopo Il bugiardo e Arlecchino servitore di due padroni, Valerio Binasco torna a misurarsi con Carlo Goldoni, portando in scena Una delle ultime sere di Carnovale: un saluto affettuoso e insieme doloroso del grande autore al suo pubblico veneziano. Ma per Binasco, Goldoni non è solo il maestro della commedia: è un fine osservatore dell’animo umano, capace di svelare, dietro il sorriso, la verità delle relazioni, le ipocrisie, i piccoli inganni quotidiani. Il regista e Direttore artistico del Teatro Stabile di Torino legge in Goldoni una sorprendente modernità: la comicità nasce sempre da una fragilità, da una “patologia” del vivere, e proprio per questo sa parlarci ancora oggi. Arlecchino, Lelio, Anzoletto sono insieme maschere e uomini, figure vive di un’umanità che non cambia mai veramente. Nella visione di Binasco, la commedia diventa allora un atto d’amore verso il teatro stesso – quello che non si accontenta del passato, non misura il proprio valore con l’applauso, ma continua a interrogare il presente con il linguaggio più diretto e vitale che ci sia: quello della scena.
(fonte: comunicato stampa)

 



Teatro Carignano

Piazza Carignano, 6,
10123 Torino
Tel: 011 5169411
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ORARIO SPETTACOLI:
lunedì 5 ottobre ore 20.00
martedì, giovedì e sabato ore 19.30
mercoledì e venerdì ore 20.45
domenica ore 16:00


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