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Il fascino e il successo di questo show risiedono proprio nell’ambiguità tra ciò che vediamo e ciò che crediamo possibile: l’artista non è soltanto un abile manipolatore, ma soprattutto un interprete che costruisce un rapporto diretto con gli spettatori, invitandoli a dubitare delle proprie certezze e a recuperare quello sguardo meravigliato tipico dell’infanzia. Proprio il pubblico dei più piccoli ha particolarmente apprezzato la serata e diversi ragazzini sono stati coinvolti in prima persona e sono stati inviatati a salire sul palco. L’interazione con gli spettatori è continuata per tutto lo spettacolo, durante il quale le persone dal posto sono state invitate a provare un gioco di intrecci di mani che ha lasciato tutti a bocca aperta. Con L’illusionista, Luca Bono propone agli spettatori un’esperienza che si colloca a metà strada tra lo spettacolo di magia e il racconto autobiografico, in cui ogni effetto magico diventa parte di una narrazione più ampia nella quale il talento individuale si intreccia con la capacità di superare gli ostacoli e trasformare una passione in una scelta di vita. Il percorso artistico di Bono prende avvio da un’esperienza personale particolare. Ex corridore di go-kart, da ragazzo si avvicina al mondo della magia dopo un incidente, incuriosito dal fratello maggiore; da questa scoperta nasce un percorso che lo conduce a riconoscere nell’illusionismo non soltanto una tecnica spettacolare, ma una vera e propria forma d’arte. Ed è proprio questa dimensione autobiografica a conferire allo spettacolo una componente umana molto coinvolgente e che riesce ad andare oltre lo stupore suscitato dai numeri magici nei quali il livello di abilità è molto alto, anche se, per chi conosce le basi di alcuni giochi di prestigio più “classici”, come quelli con il cubo e le carte, l’illusione è meno sorprendente. Ma in realtà, a rendere particolarmente interessante lo show è la capacità di alternare meraviglia e leggerezza, sorpresa e partecipazione emotiva, attraverso un costante dialogo trasversale con spettatori di età differenti, riuscendo a coinvolgere gli adulti attraverso il racconto personale e i più giovani attraverso la forza visiva e spettacolare dei numeri di magia. Accanto a Luca Bono c’è Ariel Ogle, artista e assistente, che contribuisce piacevolmente alla dimensione teatrale dello spettacolo, anche se l’elemento centrale è probabilmente la regia di Arturo Brachetti, maestro internazionale del trasformismo e del teatro visuale, la cui impronta si riconosce soprattutto nell’impostazione della messa in scena come esperienza teatrale complessiva. La sensibilità di Brachetti si esprime anche nella ricerca di un ritmo capace di alternare tensione, sorpresa e momenti più leggeri, e la sua regia valorizza la personalità di Bono, evitando di ridurlo a un semplice esecutore di trucchi di magia, ma piuttosto mettendone in risalto la dimensione umana. Per questo motivo, il nucleo più significativo dello spettacolo è forse rappresentato dal messaggio di perseveranza che attraversa il racconto autobiografico di Luca Bono: la sua storia suggerisce che un ostacolo, anche quando sembra interrompere bruscamente un percorso già intrapreso, può diventare l’occasione per scoprire capacità e inclinazioni nuove. Il cerchio di questo racconto si chiude magicamente alla fine dello spettacolo quando l’illusionista si materializza dal nulla all’interno di un’auto da corsa. Allenamento, disciplina, motivazione e fiducia nelle proprie possibilità sono gli elementi che permettono al protagonista di trasformare una passione in una professione. La magia, da questo punto di vista, assume anche un valore simbolico: ciò che appare impossibile può diventare realizzabile attraverso lo studio, l’esercizio e la determinazione.È un messaggio semplice ma efficace, soprattutto perché affidato alla testimonianza personale dell’artista: la storia di Luca Bono racconta che i sogni, per quanto possano sembrare irraggiungibili, richiedono impegno, coraggio e perseveranza, ma ci ricorda anche che la meraviglia è il cuore dell’illusionismo. E forse la bellezza più autentica dello spettacolo, colta e apprezzata dal pubblico, è proprio questa capacità di realizzare un incontro tra l’impossibile che appare sul palcoscenico e le possibilità concrete che la vita può offrire.
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Nuovo Teatro Verdi di Montecatini Terme
Luca Bono
di e con Luca Bono
con Sabrina Iannece
regia Arturo Brachetti
Teatro Duse Via Cartoleria 42, 40124 Bologna 051 231836 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
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