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La guerra infatti rappresenta il gravoso scenario sia dell'opera teatrale di Eduardo De Filippo, sia dell'opera di Nino Rota andata in scena come ultima replica mercoledì 17 giugno, al Comunale Nouveau di Bologna, a chiudere la parentesi musicale collocata nel quartiere della Fiera. La prossima stagione infatti riaprirà nel rinnovato Teatro Comunale nel centro storico della città, il 14 febbraio del 2027. L'opera musicale, che purtroppo non viene frequentemente rappresentata e infatti trova a giugno il primo allestimento bolognese, fu composta da Nino Rota nel 1977 su libretto dello stesso Eduardo. Quella teatrale era nata in un momento storico particolare, nel 1945, in un'Italia che usciva distrutta dalla seconda guerra mondiale; la famiglia Jovine e i personaggi che ruotano intorno ad essa incarnano tutte le difficoltà che il conflitto porta inevitabilmente con sé, in un contesto diffuso e ovviamente scontato di indigenza, fame, furti, prostituzione, borsa nera e una miseria materiale che diventa sempre più morale, e che trascina i protagonisti verso il degrado e verso una profonda crisi dei valori umani e familiari. Nell'introduzione all'opera teatrale, Eduardo chiarisce che non è importante sapere quale sia la guerra rappresentata perché a qualsiasi conflitto seguono le medesime sciagure e in effetti nel terzo atto, quando Gennaro Jovine torna improvvisamente dalla guerra, racconta di deportazioni, lavori forzati e persecuzioni razziali che sono tragicamente attuali adesso come allora.
Nel finale dell’opera di De Filippo si percepisce comunque una speranza per molte persone: Amalia sembra improvvisamente rendersi conto di quello che è diventata, il figlio Amedeo rinuncia a compiere l'ennesimo furto che potrebbe costargli la libertà e per la piccola Rita sembra finalmente prospettarsi la guarigione, aspettando che passi la nottata. L'opera di Nino Rota ha invece tratti molto più cupi, angosciosi e disillusi, sia nel tratteggio psicologico di alcuni personaggi, ma soprattutto nel finale che sembra non lasciare spazio a una redenzione morale. Dal punto di vista musicale Rota riesce a sottolineare con grande enfasi i temi narrativi più drammatici, ma allo stesso tempo regala una partitura piena di trovate musicali perfettamente coerenti con il libretto, come la canzone "Villanova", il coro che inneggia alla liberescion, e i tanti temi proposti dalle belle vocalità spiegate ed espressive che Carmen Giannattasio nei panni di Amalia e Bruno Taddia in quelli di Gennaro, sostengono magnificamente. In particolare il baritono Taddia, che per l’occasione ha sostituito il collega Paolo Bordogna, mette in scena le sue raffinate doti espressive, sia vocali che gestuali, che non fanno rimpiangere il Gennaro di Eduardo. Bella e drammatica anche la scena del duetto tra la giovane Maria Rosaria e il suo fidanzato, il soldato (non partigiano) Johnny, ormai prossimo alla partenza dopo averla sedotta, in un tristissimo richiamo testuale e musicale al Pinkerton di Puccini. Grazie alla profondità espressiva delle musiche di Rota il testo di Eduardo riesce a raggiungere elevatissime vette di intensità emotiva nella rappresentazione del contesto bellico e della paura, del dolore e della flebile speranza che ne conseguono, che difficilmente si riescono a circoscrivere al dramma umano di una sola città, in una sola epoca. Foto: Andrea Ranzi
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Maestro concertatore e Direttore James Feddeck Regia Marcelo Lombardero Nuovo allestimento del Teatro Comunale di Bologna Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna Maestro del Coro Giovanni Farina SCENE Diego Siliano COSTUMI Luciana Gutman LUCI Marcelo Lombardero LIBRETTO Eduardo De Filippo Cast ERRICO “SETTEBELLIZZE” Matteo Falcier PEPPE O’CRICCO Giulio Iermini FEDERICO | JOHNNY Michele Patti RICCARDO SPASIANO Luca Park O MIEZZO PREVETE Michele Giaquinto PASCALINO “O PITTORE” Xin Zhang GENNARO JOVINE Bruno Taddia AMALIA Carmen Giannattasio MARIA ROSARIA Mariam Battistelli AMEDEO Marco Miglietta IL BRIGADIERE CIAPPA Yuri Guerra ADELAIDE SCHIANO Benedetta Mazzetto ASSUNTA Eleonora Filipponi DONNA VINCENZA Rosa Guarracino DONNA PEPPENELA Lucia Michelazzo UNA VOCE/UNA DONNA DEL POPOLO Fanny Eszter Fogel UNA GUARDIA/UNO SOLO Davide Minoliti UNA VOCE/IL CAPO PALAZZO Pasquale Conticelli IL MARESCIALLO Gianluca Monti
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