Una crepa nel crepuscolo
Milano, Teatro Franco Parenti, dal 20 al 25 maggio 2025

Gene Gnocchi converte nel testo, grazie alla peculiare interpretazione affiancata dal chitarrista Diego Cassani, l’incedere dell’età in un espediente narrativo e drammaturgico di rara efficacia, declinandolo in chiave sarcastica.
La senilità, evocata con battute fulminanti e grottesche, come la finta convenzione con un’agenzia funebre per l'attempato pubblico in sala,  non è solo un tema, ma una postura scenica: quella di un artista che guarda alla propria carriera con il disincanto cinico di chi ha smesso o forse mai iniziato a compiacersi, avvalendosi  della lucidità del disincanto. Il tempo diventa qui frattura, distanza, ma anche lente per rileggere con feroce acume i miti dell’intrattenimento, le mode, le ossessioni collettive. La canizie è il pretesto per voltarsi indietro con uno sguardo lucido e spietato, smascherando i meccanismi vuoti del successo, i cliché televisivi e le narrazioni costruite.
La crepa, più che segno di cedimento, è la fenditura da cui filtra la rifrazione di una comicità crepuscolare, capace di rivelare il vuoto sotto l’apparenza e di restituire dignità alla disillusione.
L'ineffabile spiritello beffardo Gnocchi, di cui la stessa Andrée Ruth Shammah direttrice artistica, animatrice, organizzatrice ed impresaria del Teatro Franco Parenti di Milano fa preludio prima dell'inizo della pièce, si è manifestato ed ha piacevolmente allietato e divertito gli astanti della Sala Blu, propagando la sulfurea esorcizzazione taumaturgica della terza età e delle patologie correlate.


La presente recensione si riferisce alla rappresentazione del 20 maggio 2025

Una crepa nel crepuscolo

di Gene Gnocchi
Luca Fois e Massimo Bozza
con Gene Gnocchi e Diego Cassani (chitarra)
Luna Di Miele produzioni

Dopo quarant’anni di onorata carriera nel mondo dello spettacolo, Gene Gnocchi – al secolo Eugenio Ghiozzi – sente l’irrefrenabile bisogno di vuotare il sacco e rivelare tutto ciò che non sopporta più del suo mestiere. Con la sua tagliente ironia, l’artista mette nel mirino personaggi famosi, mode passeggere e abitudini della società contemporanea che ormai gli stanno strette.
Una satira feroce e senza sconti, che non risparmia nessuno, da Alberto Angela a Bruno Vespa, dai selfie ai coming out, passando per il generale Vannacci e Gianni Morandi. Uno spettacolo irriverente e spiazzante, in cui si mescolano satira e assurdo (fonte: comunicato stampa).



Teatro Franco Parenti

Via Pier Lombardo, 14
20135 Milano
Tel:02 59995206
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ORARIO SPETTACOLI:

giovedì ore 20:15
venerdì e sabato ore 19:15
domenica ore 18:30


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