La leggenda del santo bevitore
Milano,Teatro Franco Parenti dal 25 gen al 12 feb 2023

La sala è gremita di un pubblico abituato al buon gusto e all'eccellenza delle pièces, bramoso che il sipario lattiginoso, in cui una prospettiva malinconica ed evanescente che marca la cifra del racconto, si apra verticalmente.
Lo spicchio di un Bistrot e, in una prospettiva in trompe l'oeil, l'immaginario fuori plumbeo muti ad ascoltare Andreas Kartak, un barbone che racconta se stesso mentre guada il pantano del dolore senza essere mai completamente derubato della sua dignità.
Veniamo catapultati in una dimensione mistica: il corner della nostra psiche sul quale il protagonista, senza affanno ma con fatica, corre sul tapis roulant del proprio destino solcato dal ricordo di un delitto che ha saziato la sua rabbia sgretolando definitivamente la sua volontà.
Il reietto ha il potere di fare accadere dei fatti misteriosi, che non hanno spiegazione, quelli che definiremmo miracoli: infatti, durante una delle tante sere trascorse sotto i ponti in riva alla Senna, si imbatte stranamente in un distinto ed elegante sconosciuto che gli viene incontro offrendogli 300 franchi. 
Costui insiste, convincendolo a rendere la cifra, pur di consentire che il mite clochard, reticente ed orgoglioso, la accetti.
Egli potrà restituirla attraverso un patto che riconsegnerà pro-tempore al clochard il desiderio di reimmergersi nella società borghese con tutte le dinamiche che ne conseguono: vista l'incondizionata devozione religiosa del generoso signore, salderà il debito presso la statua di Santa Teresa di Lisieux posta nella chiesa di Santa Maria di Batignolles
Un accordo dal retrogusto mistico che apre il solco del dolore come una carezza romantica. Dal giorno seguente il senzatetto cerca di riportare il suo aspetto alla normalità: si lava con circospezione perchè consapevole di poter essere adesso obiettivo di furto dato che la sua tasca sinistra contiene del danaro. L'uomo sente l'esigenza di acquistare un portafogli e la commessa del negozio in cui si reca riaccende in lui il sopito e mai spento fuoco del desiderio ma, al contempo, lo sguardo indagatore della ragazza lo attraversa servendogli il risultato di un giudizio inchiodante: l'avvenente signorina mette sul bancone un portafogli usato perche l'aspetto trasandato del cliente è rivelatore di una certa condizione sociale.
Con un portafoglio in vera pelle, seppur di seconda mano, contenente una tale somma e un lavoro da facchino, ottenuto sempre misteriosamente ed in extremis, eccolo rientrare a far parte di una sorta di tessuto sociale che finalmente lo riqualifica.
Tuttavia il fedele Pernod Ricard, gli amici occasionali e l'irrefrenabile magnetismo esercitato dalla dissolutezza lo catturano trascinandolo nel vortice dell'inconcludenza ovattata dalla sedazione cosciente.
Egli è un clochard gentiluomo, che paga caro il conto della vita e delle sbevazzate, ritardando inesorabilmente e ripetutamente, attraverso questa modalità, lo stralcio dell'incombenza che porterebbe alla agognata conclusione: la messa domenicale delle 10:00 nella chiesa designata, presso la statua della Santa bambina.
E' ancora vivido il germe della speranza e della competizione ma sicuramente assente giustificata la tenacia per portare a termine questa bagarre esistenziale.
L'eccezionalità della regia di Andrée Ruth Shammah (Montblanc de la Culture Arts Patronage Award nel 2011, Premio della Critica “Paolo Emilio Poesio” 2015, Premio “Mela d’oroMarisa Bellisario nel 2016, Chevalier de la Légion d’honneur Il 14 luglio 2019) rende il racconto autobiografico di Joseph Roth un cuneo fumoso ed elegante in cui non c'è affatto spazio per il senso di colpa perchè, attraverso Andreas (magistralmente interpretato da Carlo Cecchi figura di spicco del teatro di innovazione in Italia), si intende offrire una prospettiva non convenzionale al dramma esistenziale dell'alienazione.
Delicate come un drappeggio in voile le presenze del mescitore (Giovanni Lucini) e della donna (Roberta Rovelli), in garbato gusto volutamente retrò. La potenza del violino sul finale si fonde con il riflettore parabolico simulante l'ascesi.
La Santa di Lisieux va incontro al senzatetto ed il miracolo continua con la preghiera che apre e chiude la scena:"Concedi Dio a tutti noi bevitori...".
L'invocazione non ci sottrarrà dall'ineluttabile epilogo ma di certo lo renderà più sopportabile.




La presente recensione si riferisce alla rappresentazione del 1 febbraio 2023


Produzione Teatro Franco Parenti
presenta:
La leggenda del santo bevitore
di Joseph Roth

Adattamento e regia Andrée Ruth Shammah

con
Carlo Cecchi
Roberta Rovelli
Giovanni Lucini


spazio scenico disegnato da Gianmaurizio Fercioni
suggestioni visive di Luca Scarzella e Vinicio Bordin
luci Marcello Jazzetti
costumi Barbara Petrecca



Teatro Franco Parenti
via Pier Lombardo ,14-Milano
tel:02 59995206
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ORARIO SPETTACOLI
giovedì 2 Febbraio 2023 h 20:30 
venerdì 3 Febbraio 2023 h 19:15
sabato 4 Febbraio 2023 h 19:15 
domenica 5 Febbraio 2023 h 15:45 
martedì 7 Febbraio 2023 h 20:30 
mercoledì 8 Febbraio 2023 h 19:15 
giovedì 9 Febbraio 2023 h 20:30

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