Aspettando Naxoslegge 2026
Giardini Naxos, Museo Archeologico di Naxos, 31 maggio e 12 giugno.

Il percorso ermeneutico tracciato dalle anteprime della manifestazione si preannuncia come un viaggio intellettuale di rara intensità, finalizzato a dimostrare come la tradizione classica non sia un reperto cristallizzato, bensì una lente d'ingrandimento d'implacabile attualità per decifrare i traumi e le tragedie del nostro tempo. Sotto il suggestivo titolo "Mythos. La sfida del pensiero mitico", i primi incontri preliminari hanno tracciato i confini di un preciso perimetro concettuale, unendo idealmente geografie e teatri in un unico grande racconto contemporaneo.
Al centro di questa complessa macchina culturale si staglia la figura della direttrice artistica, il cui operato assume i tratti di una magnetica animatrice intellettuale, capace di esercitare una maieutica della parola che evoca, convoca e orienta il pubblico attorno alle grandi questioni dell'esistenza. L'azione di Fulvia Toscano non si esaurisce in una semplice direzione artistica, ma risponde alla vocazione di chiamare a raccolta le anime sensibili, creando l'attesa e accendendo la curiosità critica attraverso un corpo a corpo sempre vivo tra l'antico e la scena contemporanea. Se la Toscano rappresenta la mente e il motore di questa anteprima, muovendosi sul crinale della delicata diatriba teorica legata al rischio di profanazione e dispersione della trascendenza mitica, Luigi Tabita e Gigi Spedale ne sono le braccia operative e le anime creative sul territorio. Proprio l'intrinseca duttilità del materiale classico ne garantisce la sopravvivenza, poiché gli archetipi universali rimangono costantemente declinabili e amplificabili, offrendo alle comunità gli strumenti categoriali per decodificare il presente.
Luigi Tabita, alla guida del Mythos Troina Festival, traduce questa flessibilità ermeneutica in un progetto concreto di valorizzazione territoriale, mosso dalla ferma volontà di radicare la rassegna nel tessuto civile della roccaforte montana. Attraverso l'innesto della pratica scenica, il mito si tramuta in carne e sangue, qualificandosi come un potente vettore di attrattiva culturale e turistica capace di rigenerare l'identità del luogo. In perfetta consonanza ideale si colloca l'operato di Gigi Spedale, direttore di Interpretare l'Antico presso il suggestivo Teatro della Nike del Parco Archeologico di Giardini Naxos. Spedale incarna un principio di continuità e di militanza intellettuale, incentrando la propria ricerca sulla traduzione performativa del testo classico e dimostrando come lo spazio monumentale possa farsi cassa di risonanza per istanze etiche e politiche di stringente attualità. Questo legame geografico ed esegetico si struttura lungo un asse che unisce le vette interne di Troina e Calascibetta alle sponde marine di Giardini Naxos e all'insularità di Salina. Lontano dal rappresentare un mero circuito logistico, tale itinerario si configura come una topografia simbolica dell'anima siciliana ed europea, in cui la costa ionica evoca il trauma originario dell'approdo ellenico e l'apertura verso il Mediterraneo, mentre le rocche dell'entroterra rappresentano la persistenza della pietra e la verticalità della riflessione isolata. Salina, infine, introduce la dimensione esistenziale del viaggio, dell'esilio e del distacco creativo. Attraverso la drammaturgia dello spazio, queste diverse latitudini si scoprono interconnesse, tappe di un'unica mappa concettuale in cui la memoria storica si fa strumento di indagine sociologica.
La declinazione degli archetipi si manifesta appieno nella capacità della rassegna di far reagire la narrazione mitologica con le fratture della cronaca odierna. La violenza cieca del potere e l'ubris di Zeus nel Prometeo, analizzato dal regista Daniele Salvo e dal filosofo Alberto Giovanni Biuso, si convertono nella metafora geometrica dei conflitti geopolitici che insanguinano il presente, svelando la costante distruttiva della natura umana e, al contempo, l'istanza irriducibile della resistenza razionale. Parallelamente, il dramma del femminicidio e della violenza di genere trova una rigorosa genealogia nelle figure tragiche di Ifigenia, Cassandra e delle Troiane, i cui corpi sacrificati costringono lo spettatore a un confronto diretto con le strutture patriarcali della sopraffazione, attivando una catarsi che non è mera consolazione, ma presa di coscienza civile.
La medesima operazione di risignificazione investe la piaga dello sfruttamento lavorativo e del caporalato, riletta attraverso la cecità ferina del Ciclope omerico. Polifemo si spoglia della sua veste favolistica per rivelarsi quale archetipo della reificazione dell'altro, espressione di una logica economica disumanizzante che riduce l'individuo a pura merce da consumare entro lo spazio chiuso dell'antro, ambito che si rispecchia specularmente nei moderni ghetti del lavoro sommerso. In questa prospettiva, l'ingegno liberatorio di Odisseo cessa di essere un semplice espediente narrativo e diviene un imperativo etico di riscatto sociale contro i giganti dell'oppressione contemporanea. Questo prologo drammaturgico coordinato da una sagace imbonitrice del pensiero dimostra come la sfida dell'universo mitico non risieda nell'ossequio formale a un codice inattuale, bensì nella custodia di un patrimonio universale meritevole di imperitura gratitudine, capace di preservare, attraverso la duttilità dell'antico, la sopravvivenza stessa dello statuto ontologico dell'uomo.


La presente recensione si riferisce all'evento del 12 giugno 2026.



Aspettando Naxoslegge 2026

La scena del mito.

Il percorso verso la XVI edizione del festival dedicata a “Mythos.
La sfida del pensiero mitico
” ospita Amenanos Festival, Mythos Troina Festival e Interpretare l’antico.

Domenica 31 maggio Naxoslegge ha incontrato Daniele Salvo, regista del Prometeo che sarà messo in scena nello splendido Teatro greco- romano di Catania. Con lui, in dialogo, il prof. Alberto Giovanni Biuso, filosofo e docente presso l'Università di Catania.
Venerdì 12 giugno, invece, Naxoslegge ha incontrato Luigi Tabita, anima e direttore del Mythos Troina Festival, e Gigi Spedale, direttore di Interpretare l'antico, appuntamento ormai consolidato, atteso annualmente, a Giardini Naxos, presso il Teatro della Nike del Parco Archeologico di Naxos.

Afferma Fulvia Toscano, direttrice artistica di NaxosLegge: " Questi due suggestivi incontri si inquadrano nel percorso che prelude alla XVI edizione di Naxoslegge, dedicata a Mythos. La sfida del pensiero mitico", con uno sguardo vigile sul teatro contemporaneo che si misura con la tradizione classica, in un corpo a corpo sempre vivo. A questi, seguiranno altri appuntamenti di Aspettando Naxoslegge, che servono a definire il perimetro concettuale entro cui intendiamo declinare l' edizione 2026 del Festival."



Museo Archeologico del Parco Archeologico di Naxos
Via Schisò
98034 Giardini Naxox (ME).
Tel. 0942 51001
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