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Nel solco della grande letteratura civile italiana, Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia — qui adattato da Filippo Renda e diretto da Antonio Syxty per Manifatture Teatrali Milanesi — si propone come congegno scenico volto a tradurre la stratificazione etica, storica e politica del testo originario. Ciononostante, l’esito, sebbene animato da intenti elevati, non riesce ad eguagliare l’incandescenza drammatica del romanzo.
Affidato ai virtuosi Gaetano Callegaro e Giuseppe Lanino, il compito di incarnare a più voci i molteplici personaggi — dal capitano Bellodi a Don Mariano Arena — produce una gincana attoriale che finisce per sacrificare la profondità individuale dei ruoli. La scelta di una narrazione "liquida", senza marcature nette, punta a evocare la nebulosità morale della vicenda, ma risulta a tratti disorientante e meccanica. La scena, sezionata in tre compartimenti visivi da Andrea Taddei, con le luci di Fulvio Melli e i costumi di Giulia Giovanelli, crea un’atmosfera plumbea che purtroppo appesantisce ulteriormente un ritmo già lento e poco incalzante. Il sound design, nonostante la preziosa voce campionata di Sciascia, non riesce a vitalizzare una drammaturgia che si impantana in una ripetitività simbolica priva di reale tensione. Il coraggio di affrontare frontalmente il tema mafia — elemento rivoluzionario nel panorama editoriale degli anni Sessanta — si perde in questa messinscena in un eccesso di stilizzazione e rarefazione. Il risultato è un esercizio colto ma emotivamente distante, che smussa l’urgenza originaria dell’opera, lasciando il pubblico più nel territorio dell’analisi che in quello del coinvolgimento.
La presente recensione si riferisce alla rappresentazione del 28 gennaio 2026 |
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Il giorno della civetta
di Leonardo Sciascia
adattamento Filippo Renda con Gaetano Callegaro e Giuseppe Lanino regia Antonio Syxty scene Andrea Taddei costumi Giulia Giovanelli collaborazione artistica al progetto audio Marco Balbi con le voci di Marco Balbi, Paolo Bessegato, Natale Ciravolo, Raffaele Fallica voce di Leonardo Sciascia campionata e rielaborata con autorizzazione degli eredi disegno luci Fulvio Melli assistente alla regia Tommaso de Rienzo assistente costumista Beatrice Viacava sound design delle voci registrate Paolo Re staff tecnico Stefano Lattanzio, Davide Villa, Ahmad Shalabi delegata di produzione Susanna Russo produzione Manifatture Teatrali Milanesi
Nella Sicilia degli anni ’50, il settentrionale capitano dei carabinieri Bellodi si trova a indagare su un omicidio apparentemente inspiegabile. Si scontrerà con un muro di omertà e con le complesse dinamiche del potere mafioso che coinvolgono politica, economia e istituzioni. Il romanzo di Sciascia prende vita rimanendo fedele al testo originale, ma interpretato da due figure emblematiche, l’Uomo del Nord e l’Uomo del Sud. L’adattamento non si limita a trasporre il racconto, ma lo smonta e lo ricompone mettendo in tensione opposti fondamentali: Nord e Sud, verità e menzogna, parola scritta e orale, ideologia e disincanto. Dispositivi di registrazione – nastri, cassette, segreterie telefoniche, registrazioni radiofoniche – inseriscono nel tessuto scenico altri frammenti del romanzo, trasformando l’opera in una sorta di installazione narrativa dedicata all’universo di Sciascia (fonte: comunicato stampa).

MTM - Teatro Litta
C.so Magenta 24, 20123 Milano Tel. 02 86454545 E-mail:
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ORARIO SPETTACOLI:
dal martedì al sabato ore 20:30 domenica ore 16:30
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