Scandalo
Milano, Teatro Manzoni, dal 9 al 21 dicembre 2025

Nell’opera, allegoria dell’identità cangiante e disamina delle dinamiche del potere nel palcoscenico sociale dell’apparenza, firmata per testo e regia da Ivan Cotroneo, la scena si fa scrigno di simboli e risonanze profonde, in cui il linguaggio teatrale si eleva ad enigmatico strumento d’indagine dell’animo umano, delle sue derive affettive, delle ambivalenze legate al desiderio e all’esercizio del controllo. In un tempo dominato dalla percezione dell’altro e dalla tirannide della reputazione — moneta invisibile eppur determinante nella società dell’esposizione — lo spettacolo si erge come parabola drammaturgica sull’identità, sul potere e sulle metamorfosi silenziose che trasformano vittime in registi del proprio destino.
Fulcro di questa narrazione è una figura femminile di disarmante lucidità: la protagonista, incarnata da Anna Valle, non solo attraversa lo spazio scenico con austera compostezza, ma ne domina i registri narrativi facendosi essa stessa didascalia vivente, narratrice disincantata della propria evoluzione. In gioventù attratta dal fascino aureolato della cultura e dal carisma di un uomo maturo, intellettuale e affermato – il grande assente, defunto e idealizzato, la cui ombra aleggia come spettro egemone – ella si era lasciata soggiogare dal sottile magnetismo della sapienza travestita da eros.
Tuttavia, nel gioco di specchi dell’esperienza e nella rielaborazione del passato, la donna sovverte lo schema originario, replicandone le dinamiche ma mutandone i vettori: oggi ella orchestra, con raziocinio e apparente distacco, la stessa architettura relazionale, scegliendo come oggetto del proprio esperimento un giovane tuttofare (Gianmarco Saurino), scaffalatore di libri e inconsapevole pedina, evocato nel suo quotidiano proprio dal compianto marito. Il fascino intellettuale si trasforma così in strumento di potere esercitato, in esercizio estetico ed esistenziale al tempo stesso, specchio dell’irrequietezza interiore e della ricerca di una nuova ispirazione letteraria. La protagonista, da falena attratta dalla luce, si tramuta in faro gelido, regista lucida e poco incline al sentimentalismo, priva di cedimenti romantici.
Attorno a questa figura centrale, si muove un microcosmo ben tratteggiato: Orsetta De’ Rossi, nei panni della redattrice editoriale, restituisce con vigore espressivo una presenza pregnante e raffinata, capace di incarnare la voce della razionalità amica, non priva tuttavia di venature critiche. Angelo Tanzi, interprete dell’amico storico e vicino di casa, innamorato silente e custode d’un passato mai completamente sopito, offre una prova misurata, discreta, e proprio per questo drammaturgicamente efficace. Matilde Pacella, nei gesti sommessi della giovane cameriera, restituisce al racconto un’essenzialità abnegata, soggiogata nella sua presenza laterale ma preziosa, emblema dell'asserviménto come osservazione muta della scena sociale.
La messinscena, affidata a Monica Sironi per le scenografie, Alberto Moretti ai costumi, e Cesare Accetta per il disegno luci, concorre a delineare un affresco visivo di composta eleganza e funzionale densità, sostenuto dalle suggestioni sonore di Gabriele Roberto, le cui musiche originali accompagnano senza invadere, amplificando moderatamente la tensione emotiva sottesa.
In questo congegno drammaturgico, l’interpretazione di Anna Valle si distingue per una postura scenica rigorosa, quasi ieratica, che conferisce al personaggio un’aura di controllo e costumatezza.
Tuttavia, tale eleganza formale si accompagna a un’attitude recitativa a tratti eccessivamente distillata, in cui l’eloquio — cadenzato da intervalli ritmici quasi scolastici — tende a segmentare la disinvoltura del dettato emotivo, restituendo una declinazione più "lettrice" che immersiva. Un’impostazione che, pur coerente con la cifra distaccata e intellettualizzata del personaggio, rischia in alcuni passaggi di ridurre la tensione viscerale dell’arco interpretativo, smussandone la portata evocativa.
Una lente sul presente, una provocazione intellettuale, un’osservazione acuta sulle architetture del potere e sui ruoli che recitiamo nel grande teatro dell’esistenza.
Cotroneo, con penna affilata e regia cesellata, ci consegna una riflessione tagliente sulla manipolazione, sulla trasmutazione dell’esperienza in narrazione, e sull’eterno ritorno degli archetipi, ora rimescolati, ora travestiti, ma sempre all’opera nel gioco sublime e crudele dei sentimenti umani.


La presente recensione si riferisce alla rappresentazione del 9 dicembre 2025

Scandalo

con

Anna Valle
e Gianmarco Saurino

una commedia scritta e diretta da Ivan Cotroneo

con Orsetta De Rossi, Angelo Tanzi, Matilde Pacella
Scene Monica Sironi
Costumi Alberto Moretti
Disegno luci Cesare Accetta
Musiche originali Gabriele Roberto
Foto Fabrizio Cestari
Foto di scena Manuela Giusto


Laura ha cinquant’anni, è una scrittrice, ma soprattutto, per il mondo, letterario e non, è stata la “sposa bambina” di uno scrittore molto famoso e molto più grande di lei, che è recentemente scomparso. Nella sua villa sull’Appia Antica, appena fuori Roma, in compagnia della sua editor Giulia e di un vicino, Roberto, e con l’aiuto di Maria, una ragazza che vive in casa, Laura sembra poco interessata sia a riprendere a scrivere che a riprendere a vivere. Sostanzialmente è sola. Fino a quando in casa non arriva Andrea, un giovane uomo che suo marito Goffredo prima di morire aveva assunto per riorganizzare la loro grande libreria. Andrea è diretto, sfrontato, audace. Fra Laura e Andrea ci sono gli stessi 24 anni di differenza che separavano Laura da Goffredo. E come all’epoca Laura aveva fatto scandalo per la sua relazione con un uomo famoso e più grande, ora sa esattamente lo scandalo che provocherà nel momento stesso in cui le sue labbra si avvicinano a quelle di Andrea. E niente sarà più come prima.
“Scandalo è una commedia brillante sul pregiudizio, sui rapporti fra il maschile e il femminile, sui tabù che crediamo di esserci lasciati alle spalle e che continuano invece a tormentarci, sull’audacia e la spregiudicatezza che spesso la società legittima per gli uomini, ma mai per le donne. Un testo divertente e lucidamente spietato sul sesso, sull’amore, su tutto ciò che si può dire e non dire, fare e non fare o, nel mondo letterario, scrivere e non scrivere. Un racconto su una donna di oggi, libera, spregiudicata, per tutti vittima inconsapevole del suo desiderio, e un giovane uomo che forse la sta usando, o forse le sta solo dando l’attenzione e l’amore di cui lei ha bisogno. L’amore è sempre uno scambio. Sono i termini e gli oggetti di questo scambio a renderlo più o meno scandaloso, inaccettabile o immorale.” (Ivan Cotroneo), (fonte: comunicato stampa).



Teatro Manzoni

Via Alessandro Manzoni, 40
20121 Milano
Tel: 02/7636901
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ORARIO SPETTACOLI:

da martedì a sabato ore 20:45
domenica ore 15:30
sabato 20 dicembre ore 15:30 e 20:45


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