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Marc Ribot
Roma, 31 Gennaio 2016

Roma, 31 Gennaio 2016 - Jazz Evidence - Monk Club

Prosegue al Monk Club la rassegna Jazz Evidence con un ospite d’eccezione, ovvero il chitarrista Marc Ribot, poliedrico musicista statunitense, noto ai più per le storiche collaborazioni con i celebri Tom Waits (a cui ha dato un grosso contributo allo sviluppo del suono) ed Elvis Costello, ma particolarmente apprezzato dagli amanti del jazz più autenticamente sperimentale, per il sodalizio ventennale con l’ex enfant prodige e gigante della musica, John Zorn.

In questo tour europeo, Ribot si presenta solo, impiegando la sola chitarra acustica, privo di effettistica e pedaliere. Sono le 22.15, il chitarrista si accomoda timidamente ed inizia un set piuttosto cospicuo e continuo, spezzato solo da brevi interruzioni. Pescando dal suo reportorio solistico più recente come Silent Movies, il musicista da vita ad una performance in gran parte esplorativa, caratteristica essenziale dei suoi concerti. Ribot mostra senza dubbio grandi capacità dal punto di vista squisitamente improvvisativo anche se va detto che in alcuni frangenti, in particolare nella primissima sezione, si ha la percezione di difficoltà nell'imprimere una direzione alla struttura sonora, la quale non riesce a dipanarsi con efficacia, sfociando in giri talvolta poco incisivi. Successivamente la performance migliora visibilmente. Il chitarrista statunitense mostra sprazzi di tecnica cristallina e gusto, soprattutto nella commistione di elementi estrapolati dalla tradizione delta blues, folk, assieme a stilemi più prettamente jazzistici.

Non mancano tentativi avanguardistici, rimandi ai dettami della musica di Cage (se proprio vogliamo azzardare un nome) mediante la manipolazione poco ortodossa delle chitarra, tramite una matita come capotasto mobile o l’utilizzo di un palloncino, per ricavarne rumori e sonorità tali da produrre momenti di rottura del flusso sonoro, che fino a quel momento seguiva un andamento omogeneo e melodico. Il musicista americano non si  risparmia minimamente, dando vita ad un set di un’ora e mezza abbondante, raggomitolandosi nella sua classica postura in cui fa trasparire grande compenetrazione nell'esecuzione. Un’esperienza sicuramente interessante, che concentra tutta l’attenzione sulla gamma sonora e soprattutto ritmica che la chitarra acustica può esprimere. Su quest' ultimo aspetto, l’intera esecuzione di Marc Ribot fa fortemente leva senza alcun ombra di dubbio. Appuntamento al prossimo live, magari con il progetto elettrico, Ceramic Dog.

 


Marc Ribot: chitarra

Data: 31/01/2016
Luogo: Roma - Monk Club
Genere: Jazz/Experimental

 

 

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