Home Recensioni Live Return To Forever IV - Pescara, 16 Luglio 2011

Return To Forever IV
Pescara, 16 Luglio 2011

Pescara, 16 Luglio 2011 - Teatro D'Annunzio
Servizio fotografico a cura di Gianluca Scerni

I Return To Forever sono uno di quei gruppi per i quali uno reputa che almeno una volta nella vita deve avere il piacere di poter vedere e gustare dal vivo, per via della rara capacità di saper coniugare tecnica sopraffina di gente del calibro di Chick Corea e Stanley Clarke, ad un groove raffinato, autentico e potente come quello di Lenny White oltrechè alla straordinaria capacità di gusto e vena sentimentale grondante dalle note di questo fantastico gruppo, che rappresenta di fatto una delle leggende del firmamento jazz-fusion.
Dopo la lunga tournée del 2008 con cui la formazione storica rappresentata da Corea, Clarke, White e Di Meola si è ricomposta per riproporre una nutrita scaletta del proprio repertorio, eccoci nel 2011 con una sostanziale rivoluzione: via Al Di Meola sostituito dall’ottimo Frank Gambale, già punto fermo della Elektric Band di Chick Corea che possiede un curriculum di tutto rispetto avendo suonato con mezzo mondo jazz. L’altra novità è Jean-Luc Ponty che non ha bisogno di presentazioni e che, a dispetto di quello che può sembrare per quanto riguarda gli spazi musicali apparentemente risicati per lui, in questa fantastica line-up gioca invece un ruolo fondamentale, garantendo un apporto preziosissimo al suono, con larghi orizzonti d’improvvisazione che gli si aprono davanti.

Il violinista francese è insomma un perfetto innesto dato anche il fatto che ha avuto già modo di collaborare con Stanley Clarke e Al Di Meola nel disco The Rite Of Strings. Questa è di fatto la quarta sostanziale line-up nella storia della band, se si considera quella dei primi anni ’70, la storica di Romantic Warrior del ‘74-’76, e la big band di Musicmagic.
Nella suggestiva cornice del Teatro D’Annunzio, I RTF hanno ripercorso rapidamente alcuni dei più bei pezzi della propria carriera inserendoci anche brani solisti come "Renaissance di Ponty e "School Days" dell’omonimo disco di successo di Stanley Clarke. Dopo una breve attesa, il concerto si apre con "Medieval Overture" brano d’inizio del celebre disco Romantic Warrior, qui riproposta con un piglio più lento ma con passaggi più netti e meno sfumati, dando però maggior accento alle note alte del violino di Ponty. Nella successiva "Captain Señor Mouse", uno dei cavalli di battaglia dell’album Hymn Of The 7th Galaxy in cui i RTF si soffermano maggiormente, (in questa data non è stata però riproposta nella setlist come consuetudine, l’omonima "Hymn Of The 7th Galaxy") spazia dopo una prima parte fedele all’originale, verso un’improvvisazione marcatamente funky per poi riprendere il filo. Qui si nota molto il gran lavoro che Frank Gambale svolge come rifinitore del suono, in grado di porsi in una posizione più defilata quando necessario per sostenere il background sonoro, ed introducendosi al momento giusto negli inserti solisti.

Dopo questa intenso inizio, si prosegue con una sorta di medley circolare di "Shadow of Lo", introdotta dal sognante violino di Ponty e dal sommesso tocco del piano di Corea, sfociante poi nella sbarazzina "Sorceress" da Romantic Warrior ed infine chiudendo l’anello con una sfuriata di stampo jazz, in cui viene fuori molto bene Lenny White, batterista che mette in luce il binomio potenza, grande rapidità e musicalità negli scambi tra rullanti e piatti. "Renaissance", brano portato in dote da Ponty, si struttura con un fluente drumming di White seguito dal piano di Corea, aprendosi così in un evocativo assolo del violinista francese che si diverte con Corea in rapidi scambi di rara bellezza. Il pastoso suono del contrabbasso di Stanley Clarke completa il tutto offrendo nella parte finale un gustoso siparietto con passaggi serrati sulle note alte prima ed utilizzando poi lo strumento come percussione. Dopo "Dayride", la più breve ed orecchiabile dell’intero repertorio, si ritorna a Hymn Of The 7th Galaxy virando nuovamente in ambienti futuristici, con la composizione di Clarke "After The Cosmic Rain", che inizialmente risulta cupa e stridente grazie alle note dilatate del violino effettato.

Il brano cambia poi piega virando verso ritmi più sostenuti, in cui il piano di Corea fa da voce grossa sviluppando passaggi rapidi e briosi, ma sempre equilibrati e lineari giostrandosi con lo spaziale Mini Moog. Nella parte finale non poteva mancare la poetica "Romantic Warrior", uno tra i brani più intensi della produzione dei RTF. Gambale pone un accento piuttosto latineggiante al moto sonoro della propria acustica ma in seguito, nella parte centrale, il brano si accende con un be-bop forsennato plasmato da intricate trame disegnate dal contrabbasso, nuovamente imbracciato da Clarke e dal piano di Corea. La mediterranea "Spain", pezzo scritto da Corea e più volte rimaneggiato dal pianista statunitense, chiude la scaletta ordinaria ancora una volta dando ampio respiro al violino di Ponty che questa volta ingaggia scambi con Gambale con un accento più fusion che latineggiante a dir la verità. Chick Corea trova anche lo spazio, dopo un botta e risposta ritmico con White, per scherzare col pubblico cercando lo scambio tra il proprio Rhodes e la voce del pubblico aumentando sempre più la difficoltà della sequenza di note.

Come nella più classica delle tradizioni il pubblico richiama a gran voce il gruppo sul palco per un bis che viene subito servito con la sempreverde "School Days" di Stanley Clarke che coinvolge fino in fondo la platea dando ancora una volta ampio spazio all’improvvisazione, in particolare al basso. La serata. sicuramente da incorniciare, finisce qui con i calorosi saluti dei musicisti e gli applausi scroscianti che lambiscono il D’Annunzio, com’è giusto che sia per lo straordinario spettacolo offerto da un gruppo di artisti così leggendario. L’unica macchia della serata è stata la noia avuta con l’organizzazione per consentire al nostro prezioso collaboratore di scattare alcune foto, per via di certi figuri che avendo indosso un pettorina fosforescente, credono di possedere superpoteri e di poter essere arroganti.

 


Chick Corea: Tastiere, piano
Stanley Clarke: Basso, contrabbasso
Lenny White: Batteria
Frank Gambale: Chitarre
Jean-Luc Ponty: Violino

Data: 16/07/2011
Luogo: Pescara - Teatro D'Annunzio
Genere: Jazz/Fusion

Setlist:
01. Medieval Overture
02. Captain Señor Mouse
03. Shadow Of Lo/Sorceress
04. Renaissance
05. Dayride
06. After The Cosmic Rain
07. Romantic Warrior
08. Spain
09. School Days

 

 

 

Articoli Correlati

Banner

Recensioni underground più lette

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin”. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie .

Accetto i cookie da questo sito.