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Shadow Gallery
Digital Ghosts

La prematura scomparsa di Mike Baker, singer della band, avvenuta il 29 Ottobre 2008, ha lasciato tutti i fan in apprensione per il futuro della band. E' stato facile pensare, dato che gli Shadow Gallery non hanno mai fatto apparizioni live, che lo stop sarebbe stato quasi scontato o quantomeno molto probabile.
Da subito, Gary Wehrkamp, in un comunicato, fa sapere che la band pubblicherà il nuovo disco.
Disco che quasi certamente poco è stato influenzato (o ispirato) dalla morte del cantante dato che alcune composizioni risalgono a tempi di poco successivi l'uscita di Room V.
Inoltre è di questi giorni la notizia che la band farà la prima apparizione live alla Triton Power Cruise, che si terrà dal 30 aprile al 3 maggio alle Bahamas.
Notizia che ovviamente desta moltissima curiosità tra i fans che da molto, forse troppo tempo, aspettano questo momento.

Ritorniamo a Digital Ghost. Senza indugi posso affermare che si tratta di un album a dir poco eccellente. Sicuramente tra i migliori della loro carriera se non il migliore. Un album che i cultori del progressive e del prog metal in particolare non posso e non devono assolutamente perdere.
In Digital Ghosts, per chi non conoscesse ancora questa band, troviamo tutte le peculiarità del genere progressive con l'inconfondibile stile degli Shadow Gallery.
Essi spesso si ispirano a sonorità proprie del prog anni '70 come Yes, Rush e Pink Floyd. Nei momenti più aggressivi (che non mancano) il sound può essere associato a Dream Theater e Symphony X.
Il nuovo cantante Brian Ashland, pur avendo una timbrica vocale a tratti simile a Baker, riesce a ritagliarsi la sua personalità e il suo spazio con uno stile che piacevolmente risulta essere anche più aggressivo del precedessore. Le melodie vocali sono scritte per lo più da Carl Cadden-James, come sempre, per cui il nuovo cantante sembra essere integrato nel gruppo già da anni. Insomma la sua prova è davvero convincente. Novità dell'album che ho molto apprezzato è la presenza, ora più che in passato, di cori massicci e potenti che inevitabilmente fanno pensare a Queen e Yes.
Il disco brilla di melodia e aggressività, parti vocali assai orecchiabili che non risultano mai banali, sopratutto se supportate da un ostinato ritmico di altissimo livello. Pathos e sentimento nelle intro dei brani. Soli funambolici di chitarra e tastiere. Composizioni validissime che si intrecciano su pattern armonici in tonalità minore come spesso è solito essere in questo genere, ma anche in tonalità maggiore, prerogativa degli Shadow Gallery, dando maggiore brillantezza e briosità alle composizioni. Come già in passato vi sono anche sonorità più fusion o jazzate. Sono tutti questi gli ingredienti che fanno di quest album un disco completo che si fa ascoltare piacevolmente più volte, anche per settimane senza annoiare mai.
Digital Ghost a mio avviso è già una pietra miliare del prog metal. Il tempo, la critica e il pubblico daranno o meno conferma di questa mia convinzione. Di certo siamo già sulla buona strada.

95/100


Gary Wehrkamp: Chitarre, basso, tastiere, voce e batteria
Brendt Allman: Chitarre, basso, tastiere e voce
Carl Cadden-James: Basso, flauto e voce
Brian Ashland: Voce, chitarra
Joe Nevolo: Batteria su "Venom" e "Gold Dust"

Guests:
Ralf Scheepers: Voce in "Strong"
Clay Barton: Voce in "Venom"
Srdjan Brankovic: Chitarra in "Strong"
Mike Baker: Voce in "Two Shadows" e "World Of Fantasy"

Anno: 2009
Label: InsideOut
Genere: Prog Metal

Tracklist:
01. With Honor
02. Venom
03. Pain
04. Gold Dust
05. Strong
06. Digital Ghost
07. Haunted

Bonus Track nella versione in digipack:
08. Two Shadows
09. Gold Dust (demo)
10. In Your Window
11. World Of Fantasy (demo)

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