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Roma, 8 Maggio 2014 - Auditorium Parco della Musica, Sala Petrassi
La serata appena trascorsa all’Auditorium Parco di Roma è di quelle in cui si può dire pochi (purtroppo, vista la caratura degli artisti) ma buoni. Il pubblico si è dimostrato raccolto in un ascolto molto attento, ma non per questo meno intenzionato a far sentire il proprio calore ai due artisti, che hanno animato la sala Petrassi con vibranti e personalissimi stili.
Uri Caine e Dave Douglas sono due gemme del panorama jazzistico contemporaneo, entrambe molto attivi su fronti jazzistici non canonici, basti pensare all’intensa partecipazione nel progetto Masada, alla corte del folle genio John Zorn. I due musicisti si ritrovano nuovamente sul palco dell’Auditorium, dopo due anni, presentando alcune composizioni e in larga parte sezioni improvvisative, caratterizzate da una forte accento intimistico, fondato sulla dicotomia dialogo/contrasto tra piano e tromba. Caine, in questo periodo, è stato impegnato assieme al proprio ensemble nella presentazione del proprio lavoro di rielaborazione di Gershwin. In questa occasione, però, mette da parte la brillantezza ed il vigore tecnico che lo contraddistinguono, indirizzando maggiormente la sua attenzione verso un accompagnamento di sostegno a Dave Douglas.
La tromba del musicista newyorkese fa sicuramente la parte del leone nei brani proposti, muovendosi su accenti tenui e riflessivi ed improvvisamente su livelli più impetuosi, con intense progressioni sonore. Dall’altra parte, Caine si pone ad un livello di continua attenzione, sfruttando l’ottima intuizione e feeling che possiede con il proprio compagno. Il pianista si adegua alla situazione ora costruendo un denso tappeto di suono, che faccia da sostrato alle sfuriate della tromba, ed ora modificando il proprio incedere, spostandosi sia su livelli di dialogo che di fuga, fortemente sincopata. I due coniugano momenti musicali, provenienti dalla tradizione più datata del jazz con accenni che rimandano alla musica popolare americana, caratterizzata da una ritmica più cadenzata e marciante. A questi elementi, si uniscono scatti sonori repentini, schegge impazzite nel flusso sonoro.
Il risultato è decisamente diverso da una classico ensemble jazzistico, tenendo anche conto che Douglas ha un approccio poco ortodosso ed imprevedibile. Non per questo, non mancano momenti improvvisativi più equilibrati in cui Caine sfoggia tutto il suo inconfondibile talento, in grado di unire intimamente, stilemi classici assieme a quelli moderni.
In poco più di un’ora questi due straordinari artisti, fanno ben comprendere come sia importante l’empatia musicale, la capacità di saperla trasmettere al pubblico e infine sapersi divertire sempre autenticamente.
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Uri Caine: Piano Dave Douglas: Tromba
Data: 08/05/2014 Luogo: Roma - Auditorium Parco della Musica Genere: Jazz
   
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