Home Recensioni Live Uri Caine Ensemble plays Gershwin - Imola, 12 Aprile 2014

Uri Caine Ensemble plays Gershwin
Imola, 12 Aprile 2014

Imola, 12 Aprile 2014 - Teatro Ebe Stignani - Crossroads Festival
Photo courtesy: Mario Sabbatani


Pianista e compositore, Uri Caine, nel corso degli ultimi vent’anni è stato in grado di conciliare il talento adamantino con una flessibile visione creativa, riuscendo spesso a fornire a molta grande produzione classica una nuova e rivelatrice luminosità, ma anche dimostrando di essere in grado di cogliere una vena umoristica inesplorata dal filone jazzistico. Era accaduto con Wagner, Bach (Variazioni Goldberg), Mozart, Schumann, Beethoven e Mahler. Per ciascuna di queste esperienze, Caine ha lavorato di cesello con grande rispetto per centrare il suo principale obiettivo che è, nel contempo, semplice ed estremamente complesso: disvelare l’essenza di quella musica.



Questa prima italiana imolese, all’interno della cornice del Crossroads Festival, è l’esposizione del paziente e appassionato lavoro compiuto su un materiale incandescente: la produzione di George Gershwin. La conferma, lampante, viene immediatamente dopo il caos controllato prodotto ad inizio concerto dai musicisti. Il trillo e poi un singulto che frammenta il celebre glissando del clarinetto di Chris Speed annuncia una "Rhapsody in blue" distante da tutte le precedenti: la stessa strepitosa formazione chiamata in causa è una chiara cesura rispetto alle big band o alle grandi orchestre del passato. Cinque soli elementi coadiuvano Caine al piano svariando tra sonorità latine, una fortissima influenza klezmer e richiami di avanspettacolo. E tutto questo si avverte in una versione originalissima della Rapsodia che venne notoriamente concepita da Gershwin come un affresco del melting pot della complessa realtà metropolitana americana. L’intento è quello di approfondire le radici ebraiche dell’autore, ma soprattutto abbattere una resistenza culturale: improvvisare sulla musica classica.



La "Raphsody" è il trampolino ideale, uno spartiacque tra il jazz e la musica colta: innesta infatti in elementi classici arrangiamenti blues e jazz. Dopo l’introduzione, il sestetto entra rapido virando dalla marcia verso la samba per poi esplodere nuovamente in una vera e propria New Orleans che accarezza il ragtime con tema e controcanti di tromba e clarinetto. Spazio allora alle due cadenze virtuose di Caine e al finale, una furia gitana proveniente dall’est e dominata dall’ottimo violino di Joyce Hammann, un po’ “schiacciato”, a dire il vero, dalle possenti sonorità dei colleghi. Mirabile anche il contributo fornito dai due vocalist: Theo Bleckmann e Barbara Walker. Il primo, da solo, propone una nitida e delicata versione di “But not for me” riarmonizzata in una cornice celestiale, mentre insieme duettano nel giocoso dialogo musicale della celebre “Let’s call the whole thing off” attraversata dai divertenti soli del contrabbasso di Mark Helias e del piano di Caine.



La progressione degli accordi e le frasi sincopate danno il via al vortice di un altro grande caposaldo della produzione di Gershwin, eseguito benissimo, come “I got rhythm”, melodia sulla quale appare evidente come non fu semplice innestare un testo calzante. Bleckmann è ancora protagonista nella bella e deliberatamente timida ed accorata versione di “I’ve got a crush on you” nella quale mette in mostra l’abilità raggiunta nell’associare alle indubbie doti vocali un robusto senso dell’umorismo. Bene anche Barbara Walker nella performance, questa volta parecchio rigorosa, di un altro celebre standard come “Slap that bass”, costruita attorno alle linee sinuose e ad un solo tradizionale del basso del partner Helias. La chiusura è nel bis di una stravolta “Summertime” commistione di jazz convenzionale, elementi di musica contemporanea ed arditi esperimenti vocali. La complessità della musica di Gershwin è l’aspetto che contribuisce da sempre a garantirle un’estrema longevità e freschezza. La cura e l’amore con cui è stata trattata questa sera da Caine contribuiranno a fornirle una ulteriore profondità e visione panoramica.

 


Uri Caine: Pianoforte
Theo Bleckmann: Voce
Barbara Walker: Voce
Ralph Alessi: Tromba
Chris Speed: Sax tenore, clarinetto
Joyce Hammann: Violino
Mark Helias: Contrabbasso
Jim Black: Batteria

Data: 12/04/2014
Luogo: Imola - Teatro Ebe Stignani
Genere: Jazz

 

 

 


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