Home Recensioni Album Ligro - Dictionary 2

Ligro
Dictionary 2

Bellissimo esordio discografico per questo trio di virtuosi provenienti dall’Indonesia, capaci di passare con disinvoltura dalla fusion della Mahavishnu Orchestra, al jazz-rock dei primi Brand X, pur in totale assenza – circostanza, questa, nient’affatto trascurabile - di violini, sassofoni o tastiere. Il range musicale poc’anzi descritto è particolarmente evidente in almeno un brano, “Etude Indienne” ove i voli pindarici compiuti sulla tastiera della chitarra ricordano i complessi mosaici sonori costruiti dal McLaughlin più ispirato mentre, allorquando il chitarrista Agam Hamzah lascia anche al basso l’opportunità di esprimersi, il binomio che si concretizza evoca l’efficacia espressiva della indimenticata coppia Percy Jones/John Goodsall.

L’innegabile substrato tecnico che caratterizza questi tre musicisti, inoltre, permette loro di cimentarsi in rivisitazioni di composizioni classiche senza il minimo rischio di apparire pretenziosi o arroganti: è il caso del brano “Stravinskij” ove, su un’ossatura di propria ideazione, vengono citate - in misura del tutto distorta, a tratti snaturata - opere di Igor Stravinsky (da cui il titolo del brano) e di Johann Sebastian Bach (le cui musiche vengono proposte in chiave intimista, efficacemente contratte in una breve introduzione per solo basso).
Tuttavia, le influenze palesate nell’opera sono anche bluesy ("Don Juan"), marcatamente rock (come in “Future”, ove vengono rievocati echi di Jimi Hendrix, Alvin Lee e Eric Clapton) e, in almeno un caso, vagamente prog (ancorché di stampo marcatamente jazz). In "Transparansi", infatti, su un ostinato al basso che richiama lontanamente “Discipline” dei King Crimson, il citato chitarrista del gruppo costruisce deliri organizzati che omaggiano prima l’Holdsworth più criptico, successivamente il Fripp più alienato e nevrotico.

Ne consegue che, in virtù dell’innegabile competenza, delle temerarie ambizioni e dell’immensa creatività palesati in questo eccezionale esordio discografico, chi scrive tributa una sentita standing ovation al trio asiatico, doverosamente sublimata dal voto elevato sotto riportato.

94/100

 

 


Agam Hamzah: Chitarra
Adi Darmawan: Basso
Gusti Hendy: Batteria

Anno: 2012
Label: Moonjune Records
Genere: Jazz Rock/Fusion

Tracklist:
01. Paradox
02. Stravinsky
03. Future
04. Don Juan
05. Bliker 3
06. Etude Indienne
07. Miles Away
08. Transparansi

Banner

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin”. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie .

Accetto i cookie da questo sito.