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Victor Wooten
Soul Circus

Non si può certo negare il talento immenso di Wooten nel senso che non è semplice trovare in giro un altro bassista con la sua competenza. Il suo lavoro con i Flecktones lo ha visto acclamato unanimemente, ed inoltre si è guadagnato una reputazione di esecutore da urlo per tecnica. Libera verso l'esterno flussi stupefacenti di note, ma può anche regalare una variazione di jazz o di funk con grande precisione. Ecco perchè è un dispiacere, quindi, che il suo ultimo album, Soul Circus, difetti della qualità e dell'energia tali da renderlo degno del suo creatore. Se avete bisogno soltanto di convincervi delle abilità di Wooten, saltate direttamente alla terza traccia dell'album, "Bass Tribute". Il pezzo annuisce col capo a molti grandi bassi dal passato e Wooten sembra capace di imitare ciascuno di essi. Purtroppo, neppure questa conoscenza ampia del basso che gioca attraverso i generi aiuta Wooten come songwriter. Molte delle tracce hanno proprio questa intenzione: di afferrare l'impegno altrui. È un peccato, anche perché, le prestazioni di Wooten sono perfette. "Back to India" mostra sinteticamente una scrittura andata a male. La canzone ha un vago tratto orientale, radici in un Tomfoolery sitar degli anni '60. Dopo che il piacere iniziale del cambiamento sonoro è svanito, la traccia si rivela essere giusto una copia dolce di quelle esperienze musicali. Prendi "One Week"; la canzone ha potenziale, ma si trasforma troppo presto in un refrain per essere del tutto convincente. Soul Circus trae beneficio dal mettere sotto il riflettore Wooten (che suona sia elettrico che acustico). Il suo assolo lungo mostra il suo gusto, ma, più importante ancora, lascia sentire il suo grande orecchio per la melodia. Qui gioca in un contesto di jazz, ma mantiene in vita un sano funk. Solo una transizione."Higher Law", si rivela il funk più pesante dell'album. "Ari's Eyes" (non ce ne voglia Slowhand..) suona come un outtake di Eric Clapton. l bassisti potrebbero dargli un valore maggiore imparare molto su uno strumento ignorato troppo spesso.
Wooten grande bassista in definitiva? Sì. Grandi pezzi? Assolutamente no.



Victor Wooten: Voce, chitarra, sitar, tastiere, batteria
Bill Miller: Voce, flauto
Joseph Wooten: Voce, tastiere
Kurt Storey, Steve Bailey, T.M. Stevens, Will Lee: Voce
Christian McBride, Gary Grainger, John Cowan, Alvin Chea, Oteil Burbridge, Bill Dickens, Rhonda Smith , Adam Wooten, Saundra Williams, MC Divinity, Kit Leblanc, Kelly Gravely, Kaila Wooten, Bootsy Collins: Voce
Count Bass-D, Speech, MC Sookie: Rap
Holly Wooten, Radmila Bowers, Jeremiah Abel, Arianna Wooten: Parlato
Regi Wooten, Larry Jarvis: Chitarra
Eric Silver: Chitarra acustica
Shawn "Thunder" Wallace: Sax
Rod McGaha: Tromba
Barry Green: Trombone
Jacques Jones: Basso
Dennis Chambers, Howard Levy, J.D. Blair, Derico Watson: Batteria
T.H. Sub Chandran: Ghatam, percussioni
Ganesh Kumar: Kanjira
Darrell Tibbs: Percussioni

Anno: 2005
Label: Vanguard Records
Genere: Fusion

Tracklist:
01. Intro:ADAM
02. Victa
03. Bass Tribute
04. Prayer
05. Natives
06. Can't Hide Love
07. Stay
08. ON AND ON (Saundra)
09. Cell Phone
10. Back To India
11. Soul Circus
12. Higher Law
13. ON AND ON (Speech)
14. Take U There
15. Ari's Eyes
16. Outro:KIDS
17. Bass Tribute (Reprise)

Sul web:
Victor Wooten

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