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Out Of Mind
Novantanovepercento

Gli italiani Out Of Mind tornano, o meglio esordiscono, con un nuovo disco dal titolo Novantanovepercento, trattasi di una band che se mi si permette definirei punk rock minimale e scolastico, quello moderno ma essenzialmente privo di acido e marciume, un sofisticato modo di dire 'punk commerciale' all'italiana e spero che il gruppo non si offenda se li etichetto in questo modo senza per questo volerli snaturare della loro essenza musicale ed attitudinale. Il contesto del combo mi pare votato al messaggio diretto piuttosto che all'aspetto musicale vero e proprio, di fatto la musica é 'easy listening punk' cantato in italiano, con un testo in spagnolo che credo sia (diventerà) un loro cavallo di battaglia.

Gli Out Of Mind sono votati all'essenziale di quella forma di musica che oggi é molto diffusa specie in Italia sulla scia del successo mondiale (o quasi) di alcune band, una commistione di punk, rock, e ritmi Reggae che vanno a collimare con il termine Ska, suonano musica di contenuti essenziali, "impegnata" in una battaglia contro l'ordine costituito ma certo non rivoluzionaria con tematiche sociali da centro sociale di periferia per l'appunto.
La musica, un misto tra Green Day e Rancid dicono loro e la loro etichetta, anche se a me non sembra così, dove i testi e la voce irriverente di Piero e quella particolare di Martin danno un accento e un tocco di sale in più che però non basta a far raggiungere la sufficienza al disco.

I ragazzi di Macerata ce la mettono tutta per rendere "normali" e standardizzati gli Out Of Mind e la loro musica é tutt'altro che sorprendente, certo scanzonata e divertente, questo si, a mio modo di vedere pezzi come "Accendino" e "Le frasi della nonna" possono far sorridere per la loro puerilità ma vi assicuro che chiunque con un giusto quantitativo di pazzia repressa ha pensato almeno una volta a cose simili e con un poco di auto-ironia diciamo pure che non ci sarebbe niente di male.

Ma quando arriva il momento di inserire sul lettore il cd per la seconda volta tutto l'interesse iniziale va scemando, ed il disco punk in italiano arriva presto a non accontentare la smania di novità e interesse.

12 brani che scorrono veloci, uno dopo l'altro con brevi ed essenziali punti di spicco, ma che difficilmente troveranno spazio nella vostra memoria musicale a meno che non siate appassionati di punk sulla scia di Punkreas e soci...ed abbiate 11 anni.

Le chitarre, il basso e la batteria si cimentano in ritmi facili, con pochi bagliori e molte ombra (intendo di originalità), partiture di getto quasi fossero frutto di una jamming sessions più che di una razionale composizione, e nemmeno l'utilizzo dello stile ska in levare alza il livello ed il tema del cd. Come dicevo poc'anzi le due voci sgraziate e monocorde si scambiano i compiti nel lanciare i messaggi contro le istituzioni e le menti chiuse dei bacchettoni-matusa, e se in alcuni casi l'ironia e la goliardica irriverenza possono far passare dei momenti (secondi) piacevoli per il resto si cade spesso in luoghi comuni auto lesivi...
Il pezzo migliore, ovvero quello che esce un pò dagli schemi delle altre song é "Pequeno Punk", dove sale l'attenzione ma anche "Spazio Blu", pezzo finale, lascia un positivo presentimento per il proseguo del gruppo che a quanto pare ha inserito in pianta stabile dei fiati per rendere più varia la sua proposta: stiamo a vedere.

In conclusione il cd non raggiunge la sufficienza perché io non sono un amante di questo genere di punk, già i Green Day degli anni '90 decretarono per me la morte del vero punk-hardcore a favore della melodia commerciale e delle canzonette orecchiabili per teenagers, ed il punk non é questo, per sostanza!

Ma nonostante tutto non mi sento di dirvi che gli Out of Mind siano proprio inascoltabili, é solo che lasciano l'amaro in bocca e non sono poi così fuori di testa come potrebbe sembrare, ma a molti son sicuro che la loro puerile linearità potrà piacere. Piccolo appunto finale: la grafica del cd è corredata dalle caricature di alcuni politici importanti dove manca però quello peggiore di tutti.

55/100


Piero Bracalante: Voce, chitarra
Martin Viscarra: Voce, chitarra
Fabio Bracalante: Batteria, voce
Andrea Calamente: Basso

Anno: 2010
Label: SG Records
Genere: Punk Rock/Ska

Tracklist:
01. Intro
02. Lascia stare
03. Le frasi della nonna
04. Solo contro tutti
05. Sogno un mondo
06. Burattinaio
07. Accendino
08. Pequeno Punk
09. Vero o falso
10. Niente incontri solo scontri
11. La morte ubriaca
12. Spazio blu

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