|

Come nel villaggio immaginario creato da Edgar Lee Masters nella sua Antologia di Spoon River, "Risate di gioia" oltre ad un viaggio nella memoria, è un atto di riconoscimento ed amore per l’arte e la cultura, un’opera che plasma la storia dello spettacolo per trasformarla in poesia e musica.
Lo spettacolo è un tuffo nella storia del teatro del passato con il suo fascino e le sue miserie, ricordando grandi artisti che hanno segnato epoche e scandito momenti unici. Partendo dalla domanda "come erano gli spettacoli del passato?" la rappresentazione "Risate di gioia" ripercorre i momenti salienti della storia teatrale tra l'ottocento ed il novecento. Due attori non troppo famosi - Elena Bucci alias Tortorella e Marco Sgrosso alias Umberto - si ritrovano la notte di Capodanno in un teatro abbandonato ed immaginano di far rivivere sul palco i grandi artisti che, prima di loro, hanno calcato quelle scene. Tanti sono i personaggi rievocati, molti conosciuti per l'impronta che hanno lasciato o per le innovazioni che sono stati in grado di apportare, altri meno noti, ma fondamentali per la riuscita di una pièce: suggeritori, portaceste, generici. Frutto di studi, visione di documenti, ricerca di biografie ed aneddoti che i due protagonisti raccontano ed interpretano, lo spettacolo non si limita alla macchietta o al recupero pedissequo di grandi momenti di varietà (come quelli di Totò, Magnani, Fabrizi o Rascel), ma si propone come un luogo immaginifico dove i “fantasmi” del palcoscenico prendono forma. Di notevole livello l’interpretazione del duo Bucci-Sgrosso: i loro corpi si muovono, ondeggiano, ballano su un palco disadorno creando una atmosfera sospesa, notturna, esaltata dal disegno luci di Max Mugnai e dalle musiche di Raffaele Bassetti e Franco Naddei. Unico elemento, a parere di scrive, che forse appesantisce un po' la rappresentazione è la lunghezza: due ore senza alcuna pausa rischiano di far scivolare l'attenzione del pubblico: colpevole, se così si può dire, il perverso meccanismo delle tante conclusioni e nessun finale, ovvero una struttura drammaturgica che spesso anticipa la conclusione dell’opera, ma poi ripetutamente la rimanda. "Risate di gioia" si configura, comunque, come un importante memoria storica e la collocazione nel progetto speciale “Palladium 100 – Un teatro per il popolo” (celebrativo dei 100 anni dalla costruzione dello storico teatro nel quartiere Garbatella) ne sublima l’interesse storico e artistico.
|
|

RISATE DI GIOIA storie di gente di teatro ispirato alle opere Il teatro all’antica italiana di Sergio Tofano detto Sto, Antologia del grande attore di Vito Pandolfi, Follie del varietà a cura di Stefano De Matteis, Martina Lombardi, Marilea Somarè e ad autobiografie, biografie, epistolari di gente di teatro da un’idea di Elena Bucci drammaturgia, scene, costumi, interpretazione, regia Elena Bucci e Marco Sgrosso drammaturgia sonora e cura del suono Raffaele Bassetti disegno luci Max Mugnai tecnico luci Daria Grispino assistente all’allestimento Nicoletta Fabbri collaborazione ai costumi Marta Benini si ringrazia il Teatro Comunale di Russi produzione Le belle bandiere con il sostegno di Regione Emilia Romagna, Comune di Russi prima produzione Centro Teatrale Bresciano, Emilia Romagna Teatro Fondazione,TPE Teatro Piemonte Europa, in collaborazione con Fondazione Campania dei Festival / Campania Teatro Festival
Il 29 ottobre alle ore 20.30, al Teatro Palladium - Nell’ambito del progetto speciale teatro “Palladium 100 – Un teatro per il popolo” - Le belle bandiere presenta Risate di gioia. Storie di gente di teatro, ideato, scritto, diretto e interpretato da Elena Bucci e Marco Sgrosso. Attraverso biografie, autobiografie, epistolari e testimonianze, lo spettacolo restituisce la memoria del teatro italiano tra Ottocento e Novecento, riportando alla luce artisti celebri e dimenticati, le loro vite, le fatiche e la tenacia di un mestiere che ha fatto del palcoscenico un luogo di incontro e trasformazione della società.
Come erano gli spettacoli del passato? Come risuonavano le voci? Come erano i gesti? E le prove? Quali le fatiche e il fascino del teatro di un tempo? E il pubblico? Artiste e artisti di ieri, famosi e dimenticati, girovaghi e vitali, idealisti e cialtroni, raffinati e appassionati, ci conducono per mano tra camerini e palcoscenici di Ottocento e Novecento, sfiorando le luci del varietà fino ad affacciarsi al cinema. Attraverso studi preziosi, biografie, autobiografie, lettere e memorie di gente di teatro cerchiamo le radici di un’arte che sia al centro della vita sociale, culturale e politica delle comunità. (Fonte: comunicato stampa)

Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, 8 Roma Telefono: 06 5733 2772
|