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Scienza e arte, teatro e laboratorio, teorie scientifiche e drammaturgia. Connubi forse impensabili, ma armonicamente realizzati nello spettacolo “Il cervello complice” che, con una leggerezza lontana dalla superficialità, accompagna gli interessati spettatori in un intrigante percorso, inerpicandosi nei meandri della neuroanatomia.
Senza intimorire con termini e teorie scientifiche, ma anzi, ironizzando su alcuni aspetti della coscienza, la rappresentazione racconta l’episodio (la partecipazione ad una conferenza) che cambia la vita a Sara (Silvia Mazzotta), una giornalista che, con la complicità delle quattro porzioni del suo cervello - che per l’occasione assumono sembianze umane – prende coscienza di sé e delle proprie potenzialità, scrive l’articolo che le cambierà la vita e soprattutto, rivede la sua routine quotidiana, specie quella col marito, da un diverso ed inaspettato punto di vista. “Il cervello complice”, liberamente ispirato al saggio della neuro anatomista Jill Bolte Taylor, autrice di pubblicazioni scientifiche che hanno rivoluzionato le teorie sul funzionamento cerebrale, è uno spettacolo divertente e profondo, che mescola la narrazione e la scienza con modalità originali, offrendo un interessante ed istruttivo sguardo sul funzionamento del nostro cervello e lanciando un forte messaggio sulla capacità, insita in ognuno, ma frequentemente assopita, di scegliere chi vogliamo essere e cosa desideriamo fare nella vita. Quattro compagne di “avventura” guidano Sara nel suo viaggio: quattro “C” (simpaticamente interpretate da Marta Iacopini, Valentina Bruscoli, Francesca D’Urso e Uma Salusti) che rappresentano altrettanti stati mentali i quali, in modo a volte schizofrenico, determinano i pensieri e le azioni della protagonista e con cui si attiva un rapporto problematico, ma certamente costruttivo. La rappresentazione, anche se un po’ lenta in alcuni passaggi, offre momenti di grande intensità, e la materializzazione della quattro “aree cerebrali” (ricordando vagamente le emozioni del film Inside Out) scandisce il ritmo narrativo, peraltro sottolineato dai brani musicali eseguiti dal vivo da “C4”, ovvero l’area del cervello che ci consente la connessione con l’universo che ci circonda. Rilevante, tipizzante e di sicuro effetto la connotazione che la regia di Giuseppe Gandini e le interpretazioni del cast riescono a dare allo spettacolo: ogni Carattere è rappresentato con un diverso colore, con differente connotazione spaziale sul palco e linguaggi e movenze estremamente caratterizzate. In questo vorticoso rincorrersi di emozioni e pensieri Sara riesce a districarsi con abilità, a soffrire e gioire ed a prendere consapevolezza delle proprie capacità, spronando anche il pubblico ad una riflessione su come il “conoscerci meglio" può cambiare la nostra esistenza. Un’occasione (da non perdere) per scoprire che, forse, l’approvazione non va cercata all’esterno, ma dentro di noi. “Il cervello complice” è un’opera che attiva un percorso che lo spettatore è libero di intraprendere, uno slancio che attraverso una semplice, ma raffinata drammaturgia, viene offerto per comprendere gli arcani della mente rispetto ai quali la scienza, nonostante i progressi raggiunti, si sta ancora interrogando.
Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 17 maggio 2025. |
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Il cervello complice di Giuseppe Gandini da un’idea di Silvia Mazzotta liberamente ispirato al saggio “The Whole Brain Living” di JILL BOLTE TAYLOR edito in Italia da Mondadori Editore regia Giuseppe Gandini con Silvia Mazzotta Marta Iacopini Valentina Bruscoli Francesca d’Urso Uma Salusti brani musicali cantati dal vivo di Bob Dylan, Carrie Newcomer, Janis Joplin coreografie e movimenti scenici Maria Concetta Borgese aiuto regia Rebecca Zaccariotto costumi Monica Raponi scenografia Massimiliano Vasta disegno luci e fonica Roberto Bonfantini arrangiamenti musicali Lorenzo Graziani foto di scena Fabio De Stefano grafica e social media management Laura d’Orazio ufficio stampa Andrea Cavazzini MARTE 2010
Lo spettacolo è una immersione, un viaggio iniziatico ed estatico. Sara è una giornalista scientifica ultraquarantenne che scrive per una importante rivista. Vive a Roma, ha un marito e due figli. Viene inviata a Milano per assistere al convegno durante il quale la neuro anatomista americana Jill Bolte Taylor illustrerà le sue recenti scoperte sulla struttura cerebrale. Nella stanza d’albergo Sara sarà accudita e contornata dalle 4 aree cerebrali in carne ed ossa. Dapprima non ha conoscenza della loro esistenza, ma dopo il convegno, piano piano, come per magia, le appariranno… Uno spettacolo divertente e profondo, utile anche per ricordarci che abbiamo sempre tutti la possibilità di scegliere chi vogliamo essere nella vita. (Fonte: comunicato stampa)

Teatro Tor Bella Monaca – Arena Teatro Tor Bella Monaca Via Bruno Cirino (angolo Viale Tor Bella Monaca) Roma Orario spettacolo ore 21:00 Prezzo biglietto Intero € 12,00 Intero ridotto € 10,00 – giovani € 8,00 www.teatrotorbellamonaca.it www.teatriincomune.roma.it online su Vivaticket Info e prenotazioni Tel. 06 2010579 (dalle 10:30 alle 19:30) messaggi Whatsapp +39 392 0650683
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