Il cervello complice
Roma, Teatro Tor Bella Monaca, dal 15 al 17 maggio 2025

Scienza e arte, teatro e laboratorio, teorie scientifiche e drammaturgia. Connubi forse impensabili, ma armonicamente realizzati nello spettacolo “Il cervello complice” che, con una leggerezza lontana dalla superficialità, accompagna gli interessati spettatori in un intrigante percorso, inerpicandosi nei meandri della neuroanatomia.

Senza intimorire con termini e teorie scientifiche, ma anzi, ironizzando su alcuni aspetti della coscienza, la rappresentazione racconta l’episodio (la partecipazione ad una conferenza) che cambia la vita a Sara (Silvia Mazzotta), una giornalista che, con la complicità delle quattro porzioni del suo cervello - che per l’occasione assumono sembianze umane – prende coscienza di sé e delle proprie potenzialità, scrive l’articolo che le cambierà la vita e soprattutto, rivede la sua routine quotidiana, specie quella col marito, da un diverso ed inaspettato punto di vista.
“Il cervello complice”, liberamente ispirato al saggio della neuro anatomista Jill Bolte Taylor, autrice di pubblicazioni scientifiche che hanno rivoluzionato le teorie sul funzionamento cerebrale, è uno spettacolo divertente e profondo, che mescola la narrazione e la scienza con modalità originali, offrendo un interessante ed istruttivo sguardo sul funzionamento del nostro cervello e lanciando un forte messaggio sulla capacità, insita in ognuno, ma frequentemente assopita, di scegliere chi vogliamo essere e cosa desideriamo fare nella vita.
Quattro compagne di “avventura” guidano Sara nel suo viaggio: quattro “C” (simpaticamente interpretate da Marta Iacopini, Valentina Bruscoli, Francesca D’Urso e Uma Salusti) che rappresentano altrettanti stati mentali i quali, in modo a volte schizofrenico, determinano i pensieri e le azioni della protagonista e con cui si attiva un rapporto problematico, ma certamente costruttivo.
La rappresentazione, anche se un po’ lenta in alcuni passaggi, offre momenti di grande intensità, e la materializzazione della quattro “aree cerebrali” (ricordando vagamente le emozioni del film Inside Out) scandisce il ritmo narrativo, peraltro sottolineato dai brani musicali eseguiti dal vivo da “C4”, ovvero l’area del cervello che ci consente la connessione con l’universo che ci circonda.
Rilevante, tipizzante e di sicuro effetto la connotazione che la regia di Giuseppe Gandini e le interpretazioni del cast riescono a dare allo spettacolo: ogni Carattere è rappresentato con un diverso colore, con differente connotazione spaziale sul palco e linguaggi e movenze estremamente caratterizzate. In questo vorticoso rincorrersi di emozioni e pensieri Sara riesce a districarsi con abilità, a soffrire e gioire ed a prendere consapevolezza delle proprie capacità, spronando anche il pubblico ad una riflessione su come il “conoscerci meglio" può cambiare la nostra esistenza. Un’occasione (da non perdere) per scoprire che, forse, l’approvazione non va cercata all’esterno, ma dentro di noi.
“Il cervello complice” è un’opera che attiva un percorso che lo spettatore è libero di intraprendere, uno slancio che attraverso una semplice, ma raffinata drammaturgia, viene offerto per comprendere gli arcani della mente rispetto ai quali la scienza, nonostante i progressi raggiunti, si sta ancora interrogando.





Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 17 maggio 2025.

Il cervello complice
di Giuseppe Gandini
da un’idea di Silvia Mazzotta
liberamente ispirato al saggio
“The Whole Brain Living” di JILL BOLTE TAYLOR
edito in Italia da Mondadori Editore
regia Giuseppe Gandini
con
Silvia Mazzotta
Marta Iacopini
Valentina Bruscoli
Francesca d’Urso
Uma Salusti
brani musicali cantati dal vivo di
Bob Dylan, Carrie Newcomer, Janis Joplin
coreografie e movimenti scenici
Maria Concetta Borgese
aiuto regia Rebecca Zaccariotto
costumi Monica Raponi
scenografia Massimiliano Vasta
disegno luci e fonica Roberto Bonfantini
arrangiamenti musicali Lorenzo Graziani
foto di scena Fabio De Stefano
grafica e social media management Laura d’Orazio
ufficio stampa Andrea Cavazzini
MARTE 2010

Lo spettacolo è una immersione, un viaggio iniziatico ed estatico.
Sara è una giornalista scientifica ultraquarantenne che scrive per una importante rivista. Vive a Roma, ha un marito e due figli. Viene inviata a Milano per assistere al convegno durante il quale la neuro anatomista americana Jill Bolte Taylor illustrerà le sue recenti scoperte sulla struttura cerebrale. Nella stanza d’albergo Sara sarà accudita e contornata dalle 4 aree cerebrali in carne ed ossa. Dapprima non ha conoscenza della loro esistenza, ma dopo il convegno, piano piano, come per magia, le appariranno…
Uno spettacolo divertente e profondo, utile anche per ricordarci che abbiamo sempre tutti la possibilità di scegliere chi vogliamo essere nella vita.
(Fonte: comunicato stampa)

Teatro Tor Bella Monaca – Arena Teatro Tor Bella Monaca
Via Bruno Cirino (angolo Viale Tor Bella Monaca)
Roma
Orario spettacolo
ore 21:00
Prezzo biglietto
Intero € 12,00 Intero
ridotto € 10,00 – giovani € 8,00
www.teatrotorbellamonaca.it
www.teatriincomune.roma.it
online su Vivaticket
Info e prenotazioni
Tel. 06 2010579 (dalle 10:30 alle 19:30)
messaggi Whatsapp +39 392 0650683
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