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Eversin
Divina Distopia

In precedenza erano dediti ad un epic-power metal e si chiamavano Fuoco Fatuo, nome sotto il quale hanno pubblicato due demo (“Tenebra's Dream” e “Of Light and Dark”) e un CD per la NLM Records (“Our Elegy”). Dopo aver sterzato verso un filone che, unendo ben tre generi musicali, loro stessi definiscono techno-power-thrash, hanno imposto il cambio del moniker in Eversin, cristallizzando il tutto firmando per la prestigiosa etichetta “My Kingdom Music”. Chi scrive ravvisa, nelle musiche di questo trio di Agrigento (in realtà sono in 5 ma il tastierista e il batterista compaiono come mere special guest), un heavy complesso di derivazione teutonica, ricco di contaminazioni thrash, con reiterate interpolazioni progressive.
Riff taglienti e originali, ritmi serratissimi, drumming potente e preciso, continui cambi di tempo. Sono queste le premesse che permettono a questo interessante combo di spaziare dalle criptiche costruzioni prog-metal, prevalentemente di stampo dreamtheatriano (“X.E.N.O.S.” e “Suddenly”), ad un fulmineo power-thrash di scuola nord europea (“Angel of Silence” e “Wings ov Tears”), da ambiti impetuosi, tipici del più passionale epic-metal (“In the Shadow of the Rose”), a contesti più intimi, di derivazione semiacustica (“In My Dreams They Live”). Va precisato che, fatta eccezione per l’ultimo brano (l’unico ove sono relegati contesti acustici), ogni altro brano contiene frammenti di tutti i generi citati talché l’opera costituisce, musicalmente parlando, un tutt’uno, un substrato musicale compatto che, a volerlo etichettare, bisognerebbe usare una parola composta da almeno tre o quattro sigle di genere (cosa che, noterà il lettore, hanno fatto sia il gruppo, sia il sottoscritto, seppure citando generi diversi). In tal senso, il brano che maggiormente sintetizza questo concetto è proprio Divina Distopia, il più ricco tra le contaminazioni abbracciate dal gruppo e, paradossalmente, il più breve dell’intera opera.
Sarebbe tutto perfetto se non fosse per la voce di Angelo Ferrante. La critica ricorrente, sulla rete, riguarda la sua pronuncia. Io, invece, mi sono concentrato sulla timbrica. Devo fare una precisazione, citando un gruppo blasonato, al fine tanto di rendere giustizia all’artista, quanto di non condizionare il lettore: parlando di Iron Maiden, ho sempre preferito la voce di Paul di Anno e mal digerito quella a di Bruce Dickinson, che considero monocorde e a cui riconosco il solo merito di urlare come un forsennato. Orbene, sono costretto a fare le stesse considerazioni sul cantante degli Eversin. Fatta questa doverosa precisazione, ritengo che il lettore sia giustamente indirizzato: infatti, se dovesse amare il singer degli Iron Maiden, non avrà alcun problema ad ascoltare questa splendida opera prima degli Eversin. Diversamente, dovrà convenire con il sottoscritto circa il giudizio su una voce che, poco duttile, presenta più pregi di volume che non di timbrica ed elasticità.

70/100


Angelo Ferrante: Voce
Ignazio Nicastro: Basso
Giangabriele Lo Pilato: Chitarra

Guests:
Mimmo Putrella: Tastiere, piano
Sergio Calì: Batteria

Anno: 2010
Label: MyKingdom Music
Genere: Thrash Metal

Tracklist:
Act I: Strangers in a Strange Land
01. X.E.N.O.S.
Act II: Inner Struggle
02. Wings ov Tears
03. In the Shadow of the Rose
Act III: Signs of the Ordered Chaos
04. Divina Distopia
05. Angel of Silence (5033 a.D.)
Act IV: Past
06. Suddenly
07. In My Dreams They Live

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