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Un podcast, un libro ed uno spettacolo teatrale: tre modalità diverse per rappresentare un unico concetto frutto di notti insonni e studio delle biografie di grandi scrittori svelandone le fragilità ed i drammi che hanno caratterizzato la loro esistenza.
“ La malattia dell’ostrica” è molto più di un semplice libro o uno spettacolo: è un’indagine personale e divertente che l'autore Claudio Morici compie sulla vita di grandi scrittori e scrittrici che hanno attraversato il panorama mondiale lasciando un segno indelebile nei loro lettori. Da Cesare Pavese a Paul Celan, da Emilio Salgari a Hemingway, da Primo Levi a Giovanni Pascoli e poi tanti altri ancora, tutti (tranne Italo Calvino) affetti da quella strana malattia che ne ha segnato la genialità ed il tragico destino. Elencando di questi mostri sacri della letteratura i suicidi, i problemi psichiatrici, le dipendenze e i fallimenti, lo scrittore e interprete dello spettacolo presenta, in un divertente monologo di circa un’ora, uno spaccato tragicomico di vite oscillanti tra fascino e tormento interiore. Nella rappresentazione Morici, in un dialogo immaginario con il figlio dapprima bambino, poi adolescente, si trova a riflettere su temi esistenziali giungendo alla conclusione che la vita degli scrittori è destinata ad un crudele destino e quindi è necessario scoraggiare in ogni modo le velleità letterarie del bambino. Attraverso dialoghi surreali e divertenti, tipici della scrittura ironica e brillanta di Morici, l’autore propone elucubrazioni mentali atte a spiegare un concetto fondamentale: i libri, sia per chi li scrive che per chi li legge, possono salvare la vita. “La malattia dell’ostrica” grazie alle abilità narrative ed alla intelligente comicità dell’autore, è un’opera capace di osservazioni intelligenti e riflessioni profonde, il tutto condito con brillante ironia ed una adeguata dose di “popolanità” che, allontanando le sovrastrutture linguistiche, offre al pubblico in sala leggere scivolate dialettali e qualche piccola e calzante espressione volgare. Ne deriva uno spettacolo capace di coniugare sapientemente la risata e la riflessione, accostando temi profondi, quali la morte e la sofferenza fisica e mentale, alla leggerezza di un racconto ironico, senza mai correre il rischio di cadere nella banalità. Il mito dell’artista tormentato, del “genio e sregolatezza” trova ancora una volta fondatezza in questa pièce dove la genialità e la follia vengono esplorati, ma anche esaltati perché l’uno (il genio) provoca l’altra (la follia) - o forse è il contrario - ma paradossalmente questi due elementi disgiunti non potrebbero generare i tanti capolavori letterari di cui, da lettori, possiamo godere.
Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 17 ottobre 2026. |
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LA MALATTIA DELL’ OSTRICA Un viaggio ironico e personale nella “malattia” della letteratura. di e con Claudio Morici
Dopo aver studiato decine di biografie per un programma tv sui libri, Claudio ha avuto un’illuminazione: gli scrittori sono tutti matti. Hanno subito guerre mondiali, miseria, traumi infantili, come minimo un paio di tragici amori non corrisposti. È gente che sta malissimo, parliamoci chiaro. Il problema è che Claudio, scrittore anche lui, ha un figlio di 4 anni che manifesta già velleità autoriali. Che fare? Come comportarsi? Da padre non ha dubbi: vietare l’utilizzo della penna! Censurare la poesia! Ma soprattutto contrastare un sistema educativo che obbliga milioni di bambini a studiare la visione della vita di persone che… se la sono tolta! Si parla di Cesare Pavese imbottito di sedativi in una stanzetta d’albergo. Di Emilio Salgari che si è sventrato con un rasoio. Giovanni Pascoli è morto di cirrosi epatica, quanti lo sanno? Perché ci concentriamo sulla bellezza della perla e nascondiamo ai nostri figli (e spesso a noi stessi) la malattia dell’ostrica che sempre la produce? Attraverso incursioni nella vita dei grandi e delle grandi della letteratura, Claudio troverà un modo per accompagnare suo figlio nella tempestosa età adolescenziale. Ma soprattutto compirà un viaggio a ritroso nella propria “età a rischio”, riportando alla memoria come i libri lo abbiano curato. Perché gli scrittori ci salvano la vita. (Fonte: comunicato stampa)

Teatro Tor Bella Monaca Via Bruno Cirino 00133, Roma all'angolo di viale Duilio Cambellotti con via di Tor Bella Monaca tel. 062010579
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