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“Un fradicio rompicapo, le cui tessere ubriache non combaciano per forma né scopo” così Lee Miller, celebre modella diventata fotoreporter di guerra, definiva la sua vita. Un significativo ed evocativo racconto di una vita vissuta tra copertine patinate e orrori dell’olocausto.
Lo spettacolo ripercorre l’esistenza complessa e travagliata di Lee Miller, una delle figure più straordinarie e poliedriche del XX secolo: modella, musa surrealista, fotografa, fotoreporter di guerra e infine scrittrice e cuoca. Una vita, passata nell’incessante ricerca della libertà e dell’indipendenza che la portò a vivere esperienze agli antipodi: dal mondo della moda, ai campi di sterminio della Seconda Guerra Mondiale. Drammaturgia intimistica e figurativa contraddistinguono lo spettacolo “Dietro l’obiettivo” nel quale il pubblico si confronta con una trincea alle porte di Monaco durante il secondo conflitto mondiale. Qui la Miller (interpretata da Valentina Corti) insieme al fotografo Sherman (Alessandro Giova) attende un "via libera" per effettuare un reportage di guerra. E' in questo tempo sospeso che la protagonista rievoca nei suoi racconti gli episodi e gli incontri che hanno segnato e caratterizzato la sua vita. Così, in un convulso cambio di abiti, prendono vita e voce tanti momenti della vita della fotografa e molti personaggi (interpretati Antonio Starrantino); il passato si materializza in quadri che si animano e si raccontano. La rappresentazione mostra con vigore la forza di una figura femminile che ha saputo sfidare i tempi e le convenzioni, pagando anche in prima persona le sue ardite scelte. Un atto di ribellione ed emancipazione che si materializza attraverso la memoria e nei serrati dialoghi costruiti tra i personaggio nel ridotto spazio scenico. Una fusione tra biografia storica, riscatto e forza delle immagini, che stimola ad andare oltre il mero racconto per addentrarsi nelle metamorfosi della giovane donna e nell’orrore della guerra. Bella l’interpretazione che Valentina Corti dà della Miller mettendone in rilievo la delicatezza e grazia femminile accanto alla forza dello spirito ed al coraggio di osare, antitesi della donna-oggetto immortalata nei ritratti della sua carriera di modella. Un ribaltamento di prospettiva che nell’opera “Dietro l’obiettivo” viene particolarmente enfatizzato: non è più sufficiente stare davanti all’obiettivo, è importante anche starne dietro. La regia di Riccardo Riande, fotografo e videomaker, autore del testo, presenta un linguaggio scenico che ingloba nella narrazione tipicamente teatrale elementi visivi, culminanti, nel finale, con la proiezione sullo sfondo di drammatiche foto. Spettacolo d’impatto, con punte di forte coinvolgimento: la riproposizione del contesto in cui venne scattata la famosa foto della Miller nella vasca da bagno di Hitler, lo scenario apertosi davanti agli occhi all’entrata nei campo di concentramento, il fetore dell’orrore, scene rispetto alle quali lo spettatore non può rimanere indifferente. Lo spettacolo non si limita però a ripercorrere la vita e le gesta della Miller, ma si proietta nella contemporaneità ponendosi come monito contro l’indifferenza verso la violenza, ed agendo da stimolo visivo, ma inevitabilmente anche emotivo, per una presa di coscienza per la realtà che le immagini possono documentare. Seppure apprezzando questo nobile intento di sensibilizzazione verso le atrocità delle guerre attualmente in atto nel mondo, e rispettando la scelta dell’autore di voler concludere la rappresentazione con foto che documentano il dolore e la disperazione umana, appare inadeguato, a parere di chi scrive, il parallelismo tra il secondo conflitto mondiale e ciò che sta avvenendo a Gaza. Due situazioni orribili, ma sostanzialmente diverse ed estremamente complesse che chi le esplora da dietro un obiettivo deve valutare alla luce del peso della derivante responsabilità in termini di memoria e di costo emotivo.
Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 20 febbraio 2026. |
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DIETRO L'OBIETTIVO Valentina Corti – Lee Miller Alessandro Giova – David E. Sherman Antonio Starrantino – Gli uomini della vita di Lee Miller (Man Ray, Roland Penrose e altri) Regia e drammaturgia: Riccardo Riande Produzione: Pierpaolo Saraceno per Onirika Production SRL
Debutta in prima assoluta, dal 19 al 22 febbraio e dal 26 al 28 febbraio, presso SpazioArte Teatro a Roma, DIETRO L’OBIETTIVO, spettacolo scritto e diretto da Riccardo Riande,che racconta la vita di Lee Miller, figura centrale del Novecento, interpretata da Valentina Corti. Lee Miller è stata molte vite in una sola. Modella iconica negli anni ’30, musa di Man Ray e volto delle riviste patinate, incarnazione di un immaginario femminile che riduceva le donne a oggetti di desiderio. Ma dietro quello sguardo magnetico c’era un’urgenza più profonda: ribaltare la prospettiva, impugnare la macchina fotografica e diventare soggetto attivo della storia. Lo spettacolo porta il pubblico in una trincea, alle porte di Monaco, dove Lee attende di entrare nella casa di Hitler insieme al fotografo David Scherman. In quell’attesa, tra silenzi e confessioni, ripercorre il suo cammino: dagli studi di posa alle avanguardie parigine, dal matrimonio egiziano alle estati con Picasso, fino alla decisione di testimoniare la guerra. È in questo viaggio che emerge la sua doppia anima: da un lato musa e icona di bellezza, dall’altro fotoreporter che per prima ha documentato con le sue immagini l’orrore dei campi di concentramento nazisti. La vasca da bagno del Führer diventa il simbolo estremo di questa contraddizione: un corpo femminile che osa immergersi nell’intimità del potere, restituendo dignità e verità attraverso un gesto di ribellione. È però nell’epilogo che il racconto si apre al presente: gli orrori che Lee ha testimoniato non appartengono solo al passato, ma tornano, sotto altri nomi e in altri luoghi, ogni volta che il dolore viene ignorato. Lo spettacolo diventa così un monito, un invito a guardare con lucidità anche ciò che oggi si tende a rimuovere, per riconoscere nel nostro tempo le stesse ingiustizie di allora e non restare in silenzio. Tra dialoghi serrati e un linguaggio essenziale, lo spettacolo restituisce la forza di una figura che ha saputo vivere da entrambi i lati dell’obiettivo, trasformando la propria vita in un atto di emancipazione e memoria. (Fonte: comunicato stampa)

SpazioArte Teatro via Sergio De Vitis 100 (Eur-Mostacciano) Roma Info e prenotazioni: +39 3278906775
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