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Un viaggio ironico e leggermente surreale sulla necessità di capire perché la vita è pesante e come sia possibile trovare una soluzione per rimuovere “lo zaino di pietre che piega la schiena” (provocando la scoliosi).
Uno spettacolo che non riesce neanche ad iniziare (per l’impossibilità di trovare un adeguato start) e tanti pensieri che affollano la mente di una trentenne “sfigata” che vorrebbe avere risposte e comprendere la sua ansia ed il suo disagio. In questa ricerca affannata di spiegazioni sono tre i temi che affiorano: il senso di inadeguatezza che provoca un perenne “sentirsi fuori posto”; la crisi dei trent'anni, ovvero il momento in cui si cominciano a fare bilanci; le aspettative sociali da soddisfare che impongono donne perfette sul lavoro ed in famiglia, nessuna debolezza, vietato fallire, essere sempre all’altezza delle situazioni. La metafora fisica della scoliosi diventa allora un modo per rappresentare un malessere che deve essere curato raddrizzando la schiena, imparando a restare dritti anche sotto le pressioni della vita. Marta Bulgherini, autrice, regista e interprete dell’opera insieme a Camilla Tagliaferri, è un fiume in piena. In un vertiginoso e costante flusso di parole indaga e scava nella sua vita e nei suoi pensieri (che quasi miracolosamente si materializzano sul palco) cercando di capire come sia possibile decifrare quel fardello ingombrante che pesa sulle spalle: sarà forse frutto del modello di femminile imposto dalle principesse delle fiabe? Tutte belle, innamorate e fortunate accanto al loro principe azzurro. Oppure potrebbero essere i traumi infantili, gli abbandoni e gli insuccessi ad impedire la piena realizzazione? O ancora la paura della morte e con essa la fine di tutto? Tanti pensieri che si affollano nella schizofrenica testa della protagonista in un alternarsi tra scena, spettacolo, collusione col pubblico e speranze. Spettacolo frizzante e divertente che concede solo brevi pause (per consentire i cambi di abito) ad un continuo e vorticoso flusso di parole e pensieri. Un tentativo di far riflettere sulla figura della donna trentenne, sulle sue debolezze ed aspettative, su come vorrebbe vivere e su come, invece, realmente vive. Le due protagoniste sono molto accattivanti col pubblico in sala, ammiccano, giocano, interpretano personaggi fantastici (Biancaneve) e spirituali (un’apparizione di un Dio rigorosamente donna che si esprime in una modalità molto terrena) consentendo allo spettacolo di scorre veloce nonostante i singhiozzi dovuti alla non linearità della sua proposizione. Forse un po’ scontato il tema sul malessere del vivere, ma la trattazione in modalità ironica aggiunge sicuramente un po’ di verve a problematiche oggettivamente molto sfruttate e commentate ma – purtroppo – ancora estremamente attuali.
Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 22 luglio 2026. |
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ROMA FRINGE FESTIVAL 2026
C’ho la scoliosi. Ode all’impossibilità (fisica, giuro!) di tenere la schiena ben dritta proveniente da Avezzano di Marta Bulgherini con Marta Bulgherini e Camilla Tagliaferri regia di Marta Bulgherini
C’HO LA SCOLIOSI nasce dall’urgenza – umana prima, drammaturgica poi- di trovare una quadra. “Perché non riesco a vivere bene? Cosa sono queste pietre che appesantiscono il mio cammino?”. È tale l’urgenza di rispondere a queste domande che l’autrice/attrice decide di mettere in pausa il normale svolgimento dello spettacolo: segue la propria fantasia per trovare il bandolo della matassa, in un delirio controllato sempre più psichedelico in cui il pubblico non riesce più a distinguere cosa sia vero e cosa sia un errore. Il palco è la mente della protagonista, in cui luci, personaggi e suoni sono la trasposizione del suo flusso di pensiero. (Fonte: comunicato stampa)

Teatro Vascello Via Giacinto Carini 78 Roma Numero di telefono 06 588 1021
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