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Bloodshed Walhalla
The Legends Of A Viking

Bloodshed Walhalla, un nome nuovo nel panorama nostrano e gia una garanzia al primo cd ufficiale, infatti i nostri dopo svariati demo e nati come una semplice cover band dei Bathory nel 2006 dal poli-strumentista Drakhen si apprestano a ridare quel fasto originario e naturale delle prime releases di quel genio, mai dimenticato e solo oggi forse rimpianto, di Quorthon ( Ace Börje Thomas Forsberg ). Ci troviamo qui di fronte ad un dischetto ben fatto, a 5 brani lunghi e bene orchestrati di genere Viking Metal, di qui non si scappa, ma ciò che bisogna sottolineare é lo spirito puro e sano della musica che traspare dalla mente del poli-strumentista italiano, le song sono ben suonate e il mood è del tutto tale e quale a quello primitivo di Quorthon e di altri act blasonati ma nel rispetto della musica e della decenza, senza fronzoli aggiunti e sovra-incisioni elettroniche o folk.
Lo spirito del progetto Bloodshed Walhalla é quello di fare musica epica pura e spontanea, tanto é che certe cavalcate gloriose si insinuano da subito nelle menti dell'ascoltatore crogiolandolo da subito su un pathos marchiato a fuoco ormai dimenticato.

Drakhen non è a mio avviso un copiatore ma un innovatore, per il semplice fatto che sa rendere fresco un sound di 20 anni fa, ed il suo viking metal è tanto primigenio quanto diretto e soave, si sente che il nostro compositore ha prima appreso l'abc con varie demo e prove per poi dedicarsi ad ampio respiro al suo sound.

Non solo le tematiche di base si avvicinano al classico "epicismo" del genere (si parla di cultura pagana di certo di ispirazione nordeuropea ma con riferimenti a fatti e storie leggendarie manipolate da Drakhen che porta ad una presenza massiccia anche nel sound di un uso della melodia contrapposta alla forza) ma anche lo stile, comprese la voce (roca, sofferta ed epica) e i cori, sono di certo in riferimento al gia citato stile, ma con delle differenze sostanziali che fanno immergere l'ascoltatore in una dimensione di notevole compiacimento.

Il sound che ne scaturisce e che definirei a buona ragione heavy heroic metal risulta ben fatto e davvero molto evocativo, dal nodo centrale che sono i Bathory seconda ondata, si snodano vari altri effetti e contaminazioni personali, ed uno spirito più forte e maturo, con meno incertezze e prolissità di quei primi dischi quali 'Hammerheart' etc.. (ora, non toccatemi Quorthon per carità, il feeeling originale di quelle releases resta intaccato e affascinante poiché il primo) ed in effetti la musica che viene fuori é notevolmente impostata e si snoda con imponente prepotenza e poderosa maestosità.
In un certo senso, se Drakhen ce lo concede, abbiamo trovato un degno prosecutore delle gesta musicali del tragicamente scomparso Quorthon, appena nel 2004.
Plausi alla Fog Foundation, etichetta indipendente Catanese, per aver scovato questo piccolo orgoglio nazionale che non ce ne voglia se in fase di recensione abbiamo troppo spesso accostato al nome del compositore scandinavo questo lavoro, l'album consta in bel 52 minuti di piacevole musica inerpicata nella sua maestosa fierezza, nelle melodie ancestrali e quasi dal sapore rituale, con qualche episodio più selvaggio (senti la bellisssima "Born in fire" che fa un pò il contro verso alla più famosa "Die in Fire" ...ma che secondo me é il pezzo più riuscito del cd)"

The Legends of s Viking sarà di certo criticato per la registrazione discreta e per altre inezie ma ciò che resta sarà sempre il fatto che si tratta di musica con la "M" maiuscola, sentita e bene pensata, scaturita dal cuore prima che dalla mente, ed il risultato si sente.

Legends of a viking é un album registrato ai Fireswords studio in Castellaneta provincia di Taranto e la cosa farebbe un pochino sorridere se rapportata al fatto che questo stile musicale è nato in terra scandinava, ma non é forse vero che l'Italia è la summa delle culture e che anche i Normanni hanno bazzicato da queste parti?
Sicuramente un album imperdibile per gli amanti del genere, consigliato tutti coloro che amano le atmosfere epiche e o la melodia imponente ed ossessivamente avvolgente, le chitarre taglienti e monolitiche, le linee di chitarra acustica così come i solos liquidi, e le linee 'easy listening' che si stampano nella mente in motivetti che restano per giorni e giorni.
Complimenti a Drakhen ed a chi ha scommesso su questo disco a prescindere dai risultati... e voi che leggete questa recensione, acquistate questo disco e non fate i tirchi.

Vik metal rulez!

95/100


Mario Di Pede: Tutti gli strumenti

Anno: 2010
Label: Fog Foundation/Raptures Asylum Prods/Salute Rec
Genere: Viking Metal

Tracklist:
1. Son of the war
2. Where's my God
3. Warrior of the northern
4. Legends will sing through the wind
5. Born in fire
6. Eternal wind

Sul web:
Bloodshed Walhalla @MySpace

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