Home Recensioni Album Avantasia - Ghostlights

Avantasia
Ghostlights

Sulla scena dal 1995 con il suo originario gruppo musicale Edguy e dal 2001 con questo altisonante progetto musicale denominato Avantasia, il teutonico Tobias Sammet si conferma con Ghostlights tra i più interessanti fenomeni prog-metal degli ultimi anni.
Come già per i precedenti lavori a nome Avantasia, il polistrumentista Sammet (voce, basso, tastiere) si è avvalso di musicisti di grande spessore, tra i quali spicca Jorn Lande (ex Vagabond, Ark, Masterplan, Jorn) che con la sua timbrica potente e graffiante è tra i più talentuosi e ricercati cantanti del settore attualmente in attività (probabilmente si contende lo scettro con Russell Allen ed in parte anche con Damian Wilson). Lande, peraltro, era già presente nei precedenti The scarecrow, The Wicked Symphony, Angel of Babylon e nei tour del 2008 e del 2010 da cui il live The Flying opera.

Non da meno sono le altre vecchie conoscenze come Sascha Paeth (Heaven’s Gate oltre ad una infinità di collaborazioni), Bob Catley (Magnum) e Michael Kiske (Helloween), già presenti in precedenti album Avantasia, e le new-entry Bruce Kulick (Kiss) e Geoff Tate (Queensryche), che si concede in "Seduction Of Decay" in tutta la sua inconfondibile estensione vocale.
Superfluo sarebbe commentare tutti i partecipanti al progetto, ma basta dire che ciascuno di essi riesce con il proprio apporto a rendere l’opera quanto di più vario ed intrigante sia presente attualmente nel settore.

Come già nei precedenti lavori Avantasia, siamo di fronte ad un prodotto che racchiude in sé elementi di Prog, Rock, Metal e AOR, miscelati senza particolari reciproche prevalenze, ma soprattutto fusi uno con l’altro a creare un unico corpo melodico di sicuro impatto per gli appassionati anche di uno solo dei generi elencati.
Sonorità non estremizzate nei riguardi di nessuna particolare fascia stilistica, ma piuttosto morbide e leggere, alla portata soprattutto del pubblico non avvezzo al metal più duro.
Seppur le esecuzioni sono impeccabili, virtuosismi e tecnicismi strumentali non sono particolarmente presenti, a differenza del cantato al quale è stata invece dedicata molta più attenzione e spazio.

Dodici tracce (tredici per la versione con la bonus-track), quindi, di ottima fattura per circa un’ora da godere ad alto volume che, seppur non al livello dell’album di esordio The Metal Opera - a mio avviso il migliore della serie - riescono a restituire e riassumere i traguardi raggiunti dalla musica prog-metal negli ultimi anni.
Il disco viene commercializzato a partire da Febbraio 2016 nella versione a cd singolo, in quella digi-book con un cd live bonus oppure nella versione deluxe-edition-book che, oltre ad un photo-book aggiuntivo di 68 pagine, contiene anche un terzo cd con la versione karaoke (!!) del cd1.



Tobias Sammet: voce, basso, tastiere
Sascha Paeth: voce, chitarra ritmica e solista, basso, tastiere
Michael Rodenberg: orchestrazione, piano
Bruce Kulick: voce, chitarre
Oliver Hartmann: voce, chitarre
Felix Bohnke: batteria

Dee Snider: voce (3)
Geoff Tate: voce (4)
Marco Hietala: voce (7)
Sharon Den Adel: voce (8)
Michael Kiske: voce (5, 11)
Ronnie Atkins: voce (2, 11)
Bob Catley: voce (12)
Jorn Lande: voce (2, 5, 10)
Robert Mason: voce (2, 9)
Herbie Langhans: voce (6)

Anno: 2016
Label: Nuclear Blast (Warner)
Genere: Rock, Metal, Prog, AOR

Tracklist:
01. Mystery Of A Blood Red Rose
02. Let The Storm Descend Upon You
03. The Haunting
04. Seduction Of Decay
05. Ghostlights
06. Draconian Love
07. Master Of The Pendulum
08. Isle Of Evermore
09. Babylon Vampyres
10. Lucifer
11. Unchain The Light
12. A Restless Heart And Obsidian Skies
13. Wake Up To The Moon (Bonus Track)


Banner

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin”. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie .

Accetto i cookie da questo sito.