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È arduo recensire questo lavoro: si rischia di generare incredulità nel dire che, in barba alla prassi etnico-mediterranea, l’opera si compone prevalentemente di brani strumentali; che "Calì stratìa to fengàri" è un pezzo per sole percussioni, zampogna e sintetizzatore; che in "Zambìca", la zampogna a chiave suona su una base funky di chitarra e basso, in assenza completa di batteria ma con ritmi scanditi dal tamburello. C’è da chiedersi, infine, come sia possibile che "Malika" proietti nella testa dell’ascoltatore degli spunti melodici appena sussurrati atteso che nel brano sono suonati solo ed esclusivamente strumenti percussivi. Ma non trasalga il lettore: l’opera contiene anche soluzioni meno ardite, più vicine alla tradizione folcloristica, proposte da strumenti quali il flauto, la mandola, il bouzouki, il violino. Un esordio convincente, coraggioso, assolutamente inusuale anche per un pubblico già avvezzo di etnica, che auspichiamo non passi inosservato Band: Alessandro Mazziotti - flauto, zampogna zoppa, cornamusa, live electronics Mario Pio Mancini - violino, oud, bouzuki Leonardo Mattiello - basso, fretless Federico Stanghellini - chitarra elettrica ed acustica Andrea Piccioni - percussioni Gianluca Zammarelli - voce, chitarra battente (Recensione apparsa sul n. 34, anno 2008, di “Musikbox - Rivista di cultura musicale e guida ragionata al collezionismo”, qui pubblicata per gentile concessione dell'autore). |








