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Ulver
Childhood's End

Creatura da sempre non definibile in un solo genere grazie alla continua voglia di rigenerarsi di continuo, i norvegesi Ulver ad un anno di distanza da Whore of The Roses festeggiano i loro primi venti di anni attività con un disco di cover omaggio alla musica psichedelica di fine anni '60/inizio anni '70, proprio quando i membri della band non erano ancora nati. Un'operazione che apparantemente potrebbe far storciere il naso ai fan di vecchia scuola del gruppo di Oslo, abituati a lavori di musica inedita con una certa regolarità, adesso spezzata dalla voglia di ulverizzare ben sedici gruppi oggi di culto, ma che quaranta anni fa erano in vette alle charts mondiali.

Childhood's End (registrato tra il 2008 e il 2011 durante alcune pause da vari tour) infatti, permette al quartetto di appropiarsi di questi brani col proprio sound "classico", rendendo già pezzi come per esempio la cupa "I Had Too Much to Dream Last Night" dei leggendari Electric Prunes ancora più malinconica e travagliata, grazie all'ennesima prestazione passionale di Kristoffer "Garm" Rygg, perfettamente a suo agio anche con versi non scritti da lui. Gli Ulver cesellano melodie sofferte e pennellano in maniera ombrosa tutte le canzoni, lasciando però sempre la struttura originale riconoscibile e perfettamente identificabile da subito (come nel caso della bellissima "Everybody’s Been Burned" dei The Byrds, dove la band si è "limitata" a incupirne l'atmosfera), ma sopratutto ha intelligentemente evitato un pesante uso dell'elettronica per mantenere quel sano retrogusto vintage lungo tutta l'operazione di riadattamento. Aldilà del fatto che possiate conoscere o meno a memoria le controparti originali, vi accorgerete ben presto che non sarà facile tralasciare questo disco dopo un primo ascolto, perchè gli arrangiamenti sono complessi e stratificati, e necessitano di molto restart per essere completamente apprezzati.

In definitiva Childhood's End nonostante non sia un disco "originale" degli [u]Ulver[/b], risulta esserlo lo stesso per il modo in cui il combo nord europeo ha approcciato alla composizione, riuscendo a sorprendere ancora una volta per la grazie compositiva con la quale si è mossa nel registrare questi pezzi. Ma la classe si sa, non è acqua, e gli Ulver di classe ne hanno in esubero.

78/100


Kristoffer "Garm" Rygg: Voce e campionatore
Jørn H. Sværen: Chitarra, basso, tastiere, sintetizzatori e effetti
Tore Ylwizaker: Tastiere e campionatore
Daniel O'Sullivan: Chitarra, basso e tastiere

Anno: 2012
Label: Kscope Music
Genere: Rock Psichelico/Alternative

Tracklist:
01. Bracelets of Fingers (The Pretty Things)
02. Everybody’s Been Burned (Byrds)
03. The Trap (Bonniwell’s Music Machine)
04. In the Past (Chocolate Watchband)
05. Today (Jefferson Airplane)
06. Can You Travel in the Dark Alone (Gandalf)
07. I Had Too Much to Dream Last Night (Electric Prunes)
08. Street Song (13th Floor Elevators)
09. 66-5-4-3-2-1 (Troggs)
10. Dark is the Bark (Left Banke)
11. Magic Hollow (Beau Brummels)
12. Soon There Will Be Thunder (Common People)
13. Velvet Sunsets (Music Emporium)
14. Lament of the Astral Cowboy (Curt Boettcher)
15. I Can See the Light (Les Fleur De Lys)
16. Where is Yesterday (United States Of America)

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