Home Recensioni Album Murder By Death - Red Of Tooth And Claw

Murder By Death
Red Of Tooth And Claw

Bloomington, Indiana. Deserto, polvere, tanto tanto marrone e lei è bellissima, bionda, fine, dolce, è l’anima che si aggira circospetta ed entra totalmente in contrasto con l’aridità che la circonda, lei è Sarah Balliet, violoncellista dei Murder By Death, un icona per quanto mi riguarda. Garbata nei modi è colei che da spessore all’intero gruppo, i Murder By Death, quattro ragazzi che hanno le carte in regola per fare il salto di qualità. Il quarto album, Red of Tooth and Claw unisce un alt-Counrty ai Morphine, genera palpitazioni grazie ad un ritmo cavallerizzo, elabora un’armoniosa melodia grazie anche all’aiuto della produttrice Trina Shoemaker, la stessa dei Queens Of The Stone Age, e simula anche negli ascolti invernali un senso di calore e un avanzare degli orizzonti sabbiosi incontaminati, un album che scotta e che sovrasta i film di Sergio Leone non dimenticando però un vero tributo all’italiano Morricone. “Comin’ Home” introduce la profonda voce del cantante Adam Turla correndo su un silenzioso prato western fino alla comparsa del concreto assolo di viola che, in “Ball & Chain” si da un tono leggermente circense per far spazio ad un incalzante ritmo di chitarre. “Rum Brave” viene sovrastata dalle capacità alla betteria di Thogerson, mentre “Theme” rincuora l’animo italiano grazie al tributo ad Ennio Morricone che in questo contesto non viene assolutamente sprecato ma genera al contrario un immaginario sofisticato che molti al giorno d’oggi tentano invano di riproporre. Quasi sud americana è la ballad “A Second Opinion” mentre un coro alla chitarra apre “Steal Away” espandendosi su un ritmo perfetto che crea un autentico connubio fra batteria e violoncello. “Spring Break 1899” chiude l’album egregiamente dando ad Adam Turla filo da torcere, asprendosi nella componente vocale e addolcendosi invece in quella melodica.

Questo è il disco che segna finalmente la ribalta di questo gruppo, un lavoro completo nel suo genere che lascia pochi spazi e margini vuoti, per certi versi sofisticato per altri invece semplice. Una vera sorpresa in un contesto che al giorno d’oggi è sempre più messo da parte.

75/100


Adam Turla: Voce e chitarra
Matt Armstrong: Basso
Sarah Balliet: Violoncello e tastiere
Dagan Thogerson: Batteria

Guest:
Vincent Edwards: Tastiere in Ball and Chain

Anno: 2008
Label: Vagrant Records
Genere: Indie Rock

Tracklist:
01. Comin’ Home
02. Ball & Chain
03. Rumbrave
04. Fuego!
05. Theme (for Ennio Morricone)
06. A Second Opinion
07. Steal Away
08. Ash
09. The Black Spot
10. 52 Ford
11. Spring Break 1899

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