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Magma
Ëmëhntëhtt Ré

La saga del popolo di Kobaïa continua con Ëmëhntëhtt-Ré, terzo ed ultimo capitolo della trilogia di Kohntarkosz, l'eroe i cui fantastici ed epici viaggi animanti l'epopea kobaiana vengono descritti attraverso veri e propri affreschi musicali. Ricordiamo che su queste pagine si era già ampiamente trattato del secondo capitolo K.A (Kohntarkosz Anteria), che aveva segnato il ritorno del gruppo dopo un lunghissimo periodo di silenzio.
In breve: si narra la storia del sovrano Ëmëhntëhtt vissuto nell'antichità e descritto dal canto dell'eroe Kohntarkosz che ne ritrova la tomba e ne ripercorre la vita attraverso un'esperienza onirica.
In realtà va sottolineato che il materiale registrato in questa opera è frutto di parti già proposte nel corso degli anni (a partire dal 1975) come nella più classica della tradizione Magma. Come molti già sanno, i pezzi vengono dapprima proposti live e solo successivamente pubblicati come registrazione da studio.

La classica struttura dell'opera Magma si staglia su più movimenti (qui sono 4 seguiti da una coda), come naturale che sia per un'opera classica. L'album è un'autentica marcia che si apre con un solenne pezzo corale in Ëmëhntëhtt-Ré I intervallato dal vigoroso intervento sui rullanti di Vander. Il tutto è seguito da uno splendido solo vocale di Stella Vander, sostenuto da un delicato tappeto di piano. La bellezza di questo lavoro si manifesta nel secondo movimento Ëmëhntëhtt-Ré II; Il canto di Kohntarkosz conduce la musica verso una marcata vivacità sonora; come già si può trovare nei precedenti lavori l'ossatura dell'intero movimento si basa su di un giro caratteristico che viene sviluppato, abbandonato e poi ripreso in un susseguirsi ciclico. Colpisce particolarmente in questo senso il contrappunto di stampo jazzistico tra piano e chitarra elettrica, dal notevole piglio energico. Ëmëhntëhtt-Ré III,sfocia invece in un canto inquietante e tenebroso, scandito da pause e da dilatate cavalcate sonore di stampo wagneriano. Da questo punto di vista Ëmëhntëhtt-Ré è un album che per certi versi si riavvicina a Mekanik Destruktiv Kommandoh per solennità e durezza sonora.

L'opera si conclude con una processione funebre, scandita dal pedante ritmo di gong che sembra voglia dare un accento di drammaticità e tragicità del destino che incombe, fino a sfumare in un brevissima coda parlata che segna la fine definitiva dell'esperienza onirica di Kohntarkosz.
Ëmëhntëhtt-Ré va digerito con un ascolto intenso, come d'altronde tutta la musica Magma, unica nel suo genere per la straordinaria capacità di Vander di saper coniugare (cosa non facile assolutamente) elementi jazzistici, corali e classici.
Il continuo altalenare del tempo e delle battute infatti richiede una sapiente composizione dei testi che altrimenti sarebbe stridente con la gamma sonora. A distanza di più di trent'anni il rock progressive (se vogliamo intederlo così) concepito da Vander nel senso più complesso e colto, risulta ancora vivissimo e tale da lasciare perplesso l'ascoltatore meno avvezzo a sonorità dannatamente sofisticate e d'avanguardia.
Si segnala, in allegato, un dvd con contenuti video relativi alla preparazione dell'album intitolato Phases.

85/100


Christian Vander: Batteria, voce, percussioni
Stella Vander: Voce, percussioni
Isabelle Feuillebois, Himiko Paganotti, Antoine Paganotti: Voce
James Mac Gaw: Chitarra
Emmanuel Borghi, Frédéric d'Oelsnitz: Piano, Fender rhodes
Philippe Bussonnet: Basso

Anno: 2009
Label: Seventh Records
Genere: Jazz/Rock

Tracklist:
01. Ëmëhntëhtt-Ré I
02. Ëmëhntëhtt-Ré II
03. Ëmëhntëhtt-Ré III
04. Ëmëhntëhtt-Ré IV
05. Funëhrarïum Kahnt
06. Sêhë

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