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Homunculus Res
Ecco l'impero dei doppi sensi



Quinto album della band palermitana, composta da Dario D'Alessandro (voce, chitarra), Davide Di Giovanni (piano, synth), Daniele Di Giovanni (batteria), Mauro Turdo (chitarra) e Daniele Crisci (basso), che prosegue il suo percorso canterburiano caratterizzato dal solito jazz-rock sostenuto dalle tanto care venature e complessità zappiane.

La band, inoltre, riesce a condire il tutto con il tipico approccio siciliano che vive la vita combinando indolenza e ironia, fatalismo e fantasia, umorismo e trascendenza.
Le loro radici si possono trovare in band come Perigeo e Picchio dal Pozzo che hanno fatto la storia del Canterbury in Italia senza dimenticare gli stimoli esterofili di Hatfield And The North, Soft Machine, Wyatt e tanti altri. Ma attenzione, in questo Ecco ‘impero dei doppi sensi le sonorità, o ancor meglio le tempistiche e dinamiche del prog, si incuneano quà e là creando un interessante mix.
Si ascoltino come esempio Il bello e il cattivo tempo o Pentagono in cui le tessiture jazz ricercano spesso le atmosfere dei Caravan. Per non parlar delle venature psichedeliche di Viaggio Astrale Di Una Polpetta che portano il discorso ad un nuovo livello dove il sogno si mescola con il suono ( e come non ricordare St, Pepper dei Beatles?).
Interessante anche la sperimentazione di Cinque sensi, un brano complesso che non si riesce a mettere a fuoco per le continue ripartenze di una musica contrappuntistica e spiazzante. Ma tutto il disco è di livello, con una propria omogeneità nonostante la tanta sperimentazione (vogliamo parlare della costruzione barocca di Doppi sensi o delle scelte pop nel ritornello de Il fiume dell’oblio o del formato canzone spesso scelto dalla band?).
Un inno ai limiti della comunicazione, ai doppi sensi che non hanno senso, al senso di vuoto che vince su tutto...
Una musica dove l’aspetto strumentale è preminente anche per la collaborazione di diversi musicisti di eccezione che partecipano con fiati, voci, strumenti esotici e antichi.
Una band che si conferma una realtà del panorama musicale italiano.


Dario D'Alessandro -  Voce , [chitarra rirmica, tastiere e basso in 01]
Davide Di Giovanni - Organo, Piano, Synth [baso in 04]
Mauro Turdo - Chitarra
Daniele Di Giovanni - Batteria, percussioni
Daniele Crisci - basso

James Strain: oud in 01
Massimo Giuntoli: tastiere in 02
Giorgio Trombino: sax e flauto in 02
Dominique D’Avanzo: voce, flauto, recorder e clarinetto in 04
Emanuele “Sterbus” Sterbini: voce in 04
Marco Monterosso: chitarra in 05
Alan Strawbridge: voce in 08
Giovanni Parmeggiani: moog, polysix e fender rhodes in 08
Giuseppe Turdo: coro frncese e inglese, oboe e tromba in 04 e 07
Dario Lo Cicero: panaulon, flauto, bassoon, trombone e cristal baschet in 09 e 10
Mila Di Addario: tangent piani in 09 e arpa in 10
Federico Cardaci: arpa, odyssey, oberheim, digitone e memotron in 10
Luciano Margorani: chitarra in 10
Andrea Cusumano: whistle in 09
Enea Turdo: voce in 10

Anno: 2023
Label: Artrock / Ma.Ra.Cash
Genere: jazz-prog Rock

Tracklist:
01. Il gran finale  03:51
02. Quintessenza la la la  06:05
03. Il bello e il cattivo tempo  03:52
04. Viaggio astrale di una polpetta  05:17
05. Fine del mondo  04:07
06. Pentagono  05:23
07. Parole e numeri  03:04
08. Cinque sensi  03:59
09. Fiume dell'oblio  04:14
10. Doppi sensi  10:04




 



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