When the rain stops falling
Milano, Teatro Parenti, 29 mar-3 apr 2022

Australia, Alice Springs, FUTURO, anno 2039. Piove a dirotto. Gabriel York è in attesa del figlio Andrew dopo anni di lontananza e si chiede cosa si aspetti: “Vuole ciò che tutti i giovani vogliono dai loro padri. Vuole sapere chi è. Da dove viene. A chi appartiene… e non so cosa dirgli”.

Ecco, tutti i temi del dramma sono lì, già scoperti, già evidenti nel monologo iniziale: chi siamo? chi ci ha voluto e desiderato? cosa ci hanno dato e cosa ci siamo presi? cosa siamo diventati? e in definitiva, abbiamo un futuro che ci appartiene o necessariamente deriverà dall’imprinting e dal nostro passato, con le sue eredità morali e materiali?.
“When the rain stops falling” (Quando la pioggia smette di cadere), opera del 2008 di Andrew Boyell, è una analisi sulle relazioni familiari, una modernizzazione profonda della parabola del figliol prodigo in cui chi ritorna non è il solo ad aver tradito e chi accoglie non è il solo a dover dare il perdono. Analisi che dal punto di vista drammaturgico viene realizzata ripercorrendo episodi accaduti in diversi luoghi e momenti, anche lontani tra loro nel tempo, ai membri delle due famiglie degli York e dei Law. Una sorta di continuo teletrasporto dei personaggi, attraverso le età della vita, che vanno e vengono sulla scena quasi scontrandosi tra loro, sovrapponendosi nelle proprie storie, comunicando le proprie esperienze con monologhi introspettivi che fanno loro rivivere e ricordare i momenti felici e gli errori, le soddisfazioni e le delusioni, le certezze ed i dubbi… tutti i tasselli che hanno costruito il loro destino. Ad aiutare il pubblico nella contestualizzazione dei vari personaggi e del flusso temporale solo uno scarno albero genealogico e poche scritte proiettate sul fondale. Una sequenza di scene collegate dalla voluta ripetizione e riproposizione di racconti e di motti di famiglia, a fare da ordito al racconto, e con unico punto focale dell’azione: il tavolo da pranzo e un piatto di pesce pronto da mangiare, che rimangono costanti nel tempo e nei luoghi, a simboleggiare il focolare domestico, la famiglia, la zona neutra dove finalmente incontrarsi.

Ed ecco Londra, 1956, e le tensioni miste alla noia tra i nonni di Gabriel York al tempo del loro matrimonio,
…ed ancora piove ma sempre meglio dei tanti morti in Bangladesh …

ed ancora Londra, 1988, e le tensioni tra Gabriel e sua madre che non riesce ad aprirsi con lui sulla scomparsa precoce e misteriosa del padre,
…ed ancora piove ma sempre meglio dei tanti morti in Bangladesh …

e di nuovo Australia, 1988 quando Gabriel arriva ed incontra Gabrielle York, rimasta orfana dopo aver “perduto” un fratello e la triste scoperta di cosa li unisce,
…ed ancora piove ma sempre meglio dei tanti morti in Bangladesh…

e di nuovo Londra, 1988 quando Gabriel dice alla madre di voler visitare l’Australia alla ricerca dei ricordi del padre,
…ed ancora piove ma sempre meglio dei tanti morti in Bangladesh…

e mille altri attimi che sbrogliano la storia ed “uniscono i puntini rendendo palese l’immagine completa ed il finale non scontato,
…ed ancora piove ma sempre meglio dei tanti morti in Bangladesh…

ed infine il ritorno ad Alice Springs, Australia, nel 2039, con l’arrivo di Andrew a casa del padre con i propri ricordi che lo hanno costretto a non dimenticare ed il padre con la propria valigia degli oggetto dal passato … un confronto seguito attentamente da tutti i protagonisti in scena seduti attorno al tavolo.


Spettacolo pluripremiato dove il ritmo e l’intreccio di paradossi temporali sono una soluzione insolitamente efficace per ripercorrere la storia di come non si possa evitare di essere così come si è, e che la vita comporta cambiamenti che non possono che appoggiarsi sulle fondamenta e sulle scorie lasciate alla propria discendenza, dalle cose dette e non dette, dalle cose fatte o non fatte che pesantemente sono responsabili di ciò che siamo.

La regista, Lisa Ferlazzo Natoli, è riuscita a rappresentare la complessa costruzione narrativa dell’autore in modo impeccabile, coordinando le scene e gli attori senza destabilizzare il pubblico e creando un’atmosfera di attesa e pathos che ne ha attratto l’attenzione per tutta la durata dello spettacolo. Gli attori si sono dimostrati tuti singolarmente bravi e credibili anche se l’eccellenza viene dal loro muoversi insieme, dall’essere parte di un felice ingranaggio, dalla capacità di ognuno di essere parte del tutto.

Ottima la scelta della scenografia scarna e simbolica, senza cambi di scena per lasciare tale compito agli attori, e delle luci cupe, poco diffuse, per creare l’atmosfera intimista ed evocativa con i proiettori a far da sottolineatura alternante di chi prende la scena.

Un’opera affascinante, in cui il protagonista non è un personaggio ma le relazioni ed i reciproci vincoli, anche dolorosi, tra tutti i protagonisti. Un’opera che riesce comunque a dare una nota di ottimismo nel finale, quando la pioggia che accompagna il pubblico durante tutte le scene, fino ad allora incessante, lascia il posto ad un cambiamento climatico che alimenta la speranza di un chiarimento finale tra padre e figlio, il loro ricongiungimento, il possibile superamento delle incomprensioni e delle difficoltà di tutta una vita.

Teatro pieno, pubblico attento e convintamente plaudente. Da vedere.

Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 29 marzo 2022.


When Rain Stops Falling
dal 28/03/2022 al 01/04/2022

di Andrew Bowell
da un progetto di Lacasadargilla
regia  Lisa Ferlazzo Natoli
traduzione Margherita Mauro
con Caterina Carpio, Marco Cavalcoli, Lorenzo Frediani, Tania Garribba, Fortunato Leccese, Anna Mallamaci, Emiliano Masala, Camilla Semino Favro, Francesco Villano

scene - Carlo Sala
costumi - Gianluca Falaschi
disegno suono- Alessandro Ferroni
disegno video - Maddalena Parise
disegno luci - Luigi Biondi





TEATRO PARENTI
Via Pier Lombardo, 14 MILANO
tel: 02 5999520
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


ORARIO SPETTACOLI
Martedì 29 ore 20
Mercoledì 30 ore 19.45
Giovedì 31 ore 21
venerdì 01 ore 19.45
sabato 02 ore 19.45
domenica 03 ore 16.15


Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin”. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie .

Accetto i cookie da questo sito.