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Spettacolo autobiografico nel quale un monologo ironico e poetico contribuisce a districare il grande dilemma tra sostenibilità ambientale e vita di tutti giorni e dove, tra eco-ansia e genitorialità, il cortocircuito è praticamente assicurato.
In prima regionale al Teatro Vittoria, “La parabola discendente di un padre ambientalista”, spettacolo di e con Daniele Ronco, racconta, in un’ora e mezza di rappresentazione, la difficile convivenza delle idee ecologiste con il quotidiano di una famiglia composta dai genitori, tre figli, un cane invalido, una mamma nordica ed una suocera meridionale. In una divertente narrazione autobiografica (e forse leggermente esasperata), il protagonista rammenta il suo ideale di gioventù (maturato dopo una prima giovinezza dissennata): salvare il pianeta. Accanto a questo nobile intento, la vita però gli riserva non pochi ostacoli: l’innamoramento (quello da farfalle nello stomaco), il matrimonio (rigorosamente green), tre figli e poi i parenti, il mutuo, la casa, la macchina (terribilmente diesel). Tutti eventi da coniugare rigorosamente con l’ecologia. Quindi i pannolini devono essere biodegradabili, l’asilo nel bosco, la pediatra un guru, l’alimentazione a base di tofu. Daniele Ronco, diretto da Luigi Orfeo - regista capace di valorizzare la spontaneità dell’attore - con la giusta dose di ironia, con qualche simpatica forzatura dialettale e regalando al pubblico in sala brevi componimenti poetici, esamina senza troppi giri di parole le contraddizioni, le discussioni ed i cortocircuiti derivanti dall’abbracciare un credo (quello ambientalista) e fare al contempo i conti con la vita di tutti i giorni. Non una lezione di ecologia, ma una presa di coscienza delle difficoltà dapprima latenti, poi palesi, di coniugare ideali e quotidiano, cercando di mantenere una coerenza di fondo. Come sottolineano le note di regia, Ronco con la sua performance (supportata da immagini sullo sfondo e musica coerente con la narrazione) cerca di portare un messaggio di speranza “Non con buonismo, né con un ottimismo cieco, ma affrontando la vita per quello che è: complessa, contraddittoria, a volte dura. Una vita in cui si soccombe, quando accade, e si sorride, quando si può”. Ed in effetti lo spettacolo mette in scena situazioni reali senza cercare di renderle perfette e solo nel finale l’autore si lascia andare a qualche considerazione forse un po’ troppo “zuccherosa”: una virata affettuosa verso la propria famiglia, peraltro presente in sala. Apprezzato dal pubblico il fuoriprogramma al termine dello spettacolo: la moglie, i tre bambini piccoli di Ronco e la suocera sul palco per un saluto collettivo.
Questa recensione si riferisce alla rappresentazione dell'11 ottobre 2026. |
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LA PARABOLA DISCENDENTE DI UN PADRE AMBIENTALISTA di e con DANIELE RONCO regia di LUIGI ORFEO con la supervisione di ALESSIO PARENTI Regia Video: FRANCESCO CALABRO' Una produzione MULINO AD ARTE
La parabola discendente di un padre ambientalista è un monologo ironico, tenero e profondamente attuale sulla sostenibilità, la genitorialità e l’impossibile missione di essere coerenti. Tra pannolini biodegradabili, asili nel bosco, sedie Stokke, tofu, sensi di colpa e tre figli più intransigenti dei genitori, Daniele Ronco racconta il viaggio comico e sincero di un padre ambientalista alle prese con la complessità del diventare adulti responsabili in un mondo fragile. Con leggerezza e profondità, lo spettacolo attraversa le piccole e grandi battaglie quotidiane di chi prova a crescere figli con cura per il Pianeta, per gli altri… e per sé stesso. Un racconto che fonde autobiografia, ironia e poesia, mettendo in scena le contraddizioni dell’eco-consapevolezza, le derive salutiste, le crisi climatiche e quelle di coppia. Uno spettacolo per chi è genitore, per chi lo sarà, per chi non vuole diventarlo — ma continua a interrogarsi ogni giorno su come vivere in modo più giusto senza perdere ironia, libertà e amore. Note di regia «Non volevo uno spettacolo che parlasse solo ai genitori o agli ambientalisti. Volevo raccontare una storia di vita, perché tutti, senza eccezione, proviamo a fare del nostro meglio affrontando i nostri limiti e cercando di restare coerenti tra ideali e realtà. La parabola discendente di un padre ambientalista non è soltanto una storia di fatica, ma una storia di speranza. Un racconto autentico, fragile e umano, che ci ricorda quanto sia difficile vivere… e quanto sia importante continuare a sorridere.»
(Fonte: comunicato stampa)

Teatro Vittoria via Santa Maria Liberatrice 10 Roma 06 574 0170
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