Jesus Christ Superstar
Roma, Teatro Sistina, dal 21 marzo al 7 aprile 2024

Il vero protagonista dell'opera "Jesus Christ Superstar" non è Gesù, ma Giuda, del quale viene riportato non soltanto il personale punto di vista, ma anche il logorante travaglio interiore, poi culminato dando corso all'insano gesto. In tal senso, la rinnovata scelta di affidare questo ruolo a Feisal Bonciani appare del tutto vincente: oltre a cantare e a ballare divinamente, costui palesa piena padronanza del palco, anche quando vi giunge dalla platea, penetrando la quarta parete in senso inverso. Egli è un catalizzatore di attenzioni non soltanto verso il pubblico, che tiene costantemente in pugno con apparente, insospettabile disinvoltura, ma anche nei confronti dei colleghi attori e ballerini, il cui operato pare concretizzato in termini a lui funzionali. 
Ma quest'opera è sublimata dalla presenza di altri artisti eccellenti, a cominciare da Anggun, l'ospite blasonata del musical, la cui moderna vocazione impreziosisce, con uno stile vocale certamente più suadente, il ruolo di Maria Maddalena negli iconici brani "Everything's alright" e "I don't know how to love him".
Lorenzo Licitra, il nuovo volto di Gesù, il difficile compito di succedere a cantanti come Ian Gillan e Ted Neeley, suoi predecessori rispettivamente nell'opera teatrale del 1970 e nel lungometraggio di tre anni dopo: il suo uso del falsetto, necessario per emulare l'ugola dei due cantanti appena citati (il primo dei quali, lo si ricorda per dovere di completezza, ha riscontrato successo mondiale quale frontman dei Deep Purple) è risultato a dir poco esemplare, consacrandolo tra le voci più interessanti del panorama nazionale. 
Ha particolarmente colpito chi scrive, inoltre, la incredibile voce acuta di Mattia Braghero, in grado non soltanto di scalare svariate ottave con invidiabile scioltezza, ma anche di enfatizzare la sua prestazione in termini così estremi, da incarnare perfettamente l'altezzosa tracotanza del borioso sacerdote (a lui si contrappone la tonalità forse troppo greve del suo omologo Francesco Mastroianni).
Questi ed altri talenti sono diretti esemplarmente da Massimo Piparo, che festeggia, con questa nuova edizione, i trent'anni dalla sua prima regia di "Jesus Christ Superstar". Ancora una volta, egli agisce con sguardo attento al gusto originariamente concepito dagli autori Andrew Llody Webber Tim Rice, pur con alcune variazioni stilistiche che tendono ad attualizzare l'estetica sonora e visiva della rappresentazione: certo, i puristi potrebbero piccarsi per alcuni passi break dance ostentati da un paio di ballerini e addirittura indignarsi per la versione hip-hop di "King Herod's Song (Try It And See)" ad opera di Frankie hi-nrg mc (nome d'arte, ironia della sorte, di Francesco di Gesù), artista che potrebbe per questo apparire antitetico, anche in quanto ad incedere posturale e ad abiti indosssati. Al riguardo, va tuttavia precisato che lo scopo perseguito dal regista esigendo un ingresso così dirompente, è quello di esasperare il comportamento irriverente posto in essere da Erode e dai sommi sacerdoti nei confronti di Gesù, cosa che riesce perfettamente, invero, come dimostrano le uniche risate della serata, strappate al pubblico fin dai primi passi del rapper sul palco. Non bisogna dimenticare, inoltre, che l'opera fu in origine condita dai suoi creatori con anacronismi intenzionali, prevalentemente rappresentati da atteggiamenti e slang connotati da forti allusioni ironiche all'età moderna, in un generale contesto di controcultura, prevalentemente attinto dall'allora contemporaneo movimento hippie. L'opera di Piparo, quindi, può senz'altro essere qualificata quale genuina trasposizione della creatura originaria, pur contenendo alcuni elementi innovativi che ne attualizzano la portata. In tal senso va anche interpretata la (geniale) proiezione di immagini dei martìri del nostro tempo  (dall'olocausto, alle torri gemelle, passando per la fame nel mondo, gli omicidi Falcone e Borsellino, le recenti guerre ed altri ancora), una per ciascuna frustata inferta al Messia, di grandissima presa visiva e altissimo potere comunicativo (sfugge, invece, lo scopo sotteso alla commistione tra musicisti e attori grazie al palco girevole ove sono collocati i primi; diversamente impiegato, a modesto parere di chi scrive, tale meccanismo avrebbe invece consentito una migliore ottimizzazione della scenografia).
La chiusura è affidata ad un'altra stravaganza molto apprezzata: attorniato da ballerine in abiti candidi, il già citato Feisal Bonciani è ripreso mentre balla e canta per strada, innanzi al teatro; è uno stratagemma spettacolare che fa quasi pentire gli astanti di trovarsi all'interno, tanta sarebbe la voglia di raggiungerlo e muoversi con lui tra le vie cittadine, come lo standard della citata cultura hippie imporrebbe. 
Sul palco, ad opera terminata, sale Ted Neeley in persona (ma soltanto in occasione della prima), per un passaggio di testimone con il subentrante Lorenzo Licitra che, pur generando una certa malinconia, risulta di fortissimo impatto emotivo.



Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 20 marzo 2024.

JESUS CHRIST SUPERSTAR

di Andrew Llody Webber e Tim Rice

Regia di Massimo Romeo Piparo

con
Lorenzo Licitra / Gesù
Anggun / Maria Maddalena
Frankie hi-nrg mc / Erode
Feisal Bonciani / Giuda
Giorgio Adamo / Simone
Mattia Braghero-Paride Acacia / Hannas
Claudio Compagno / Pilato
Francesco Mastroianni / Caifa
Gianluca Pilla / Pietro
special guest (solo il 20 marzo): Ted Neeley

ensemble
Gabriele Aulisio
Simone Giovannini
Daniel Guidi (fuoco e trampoli)
Francesca Iannì
Cristina La Gioia
Sebastiano Lo Casto
Rossella Lubrino
Simone Nocerino
Viola Oroccini
Gianluca Pilla
Simone Ragozzino
Pierpaolo Scida
Sara Telch – capo balletto
Rossana Vassallo

orchestra
Emanuele Friello – Direzione e tastiera 1
Federico Zylka/Enrico Scopa – tastiera 2
Simone Gianlorenzi – chitarra 1
Alex Massari – chitarra 2
Pino Saracini – basso
Stefano Falcone – batteria
Andrea Di Pilla – tromba
Gabriele Gregori – corno francese

team creativo
Emanuele Friello Direzione Musicale
Teresa Caruso Scene
Cecilia Betona Costumi
Roberto Croce Coreografie
Daniele Ceprani Luci
Stefano Gorini Suono

Prodotto da PeepArrow Entertainment su licenza esclusiva The Really Useful Group – London

Mezzo secolo di “pura gloria” e 30 anni della avanguardistica regia firmata da Massimo Romeo Piparo, in una duplice celebrazione dell’Opera Rock "più amata di tutti i tempi”: è tutto pronto per l’eccezionale ed emozionante ritorno a Roma del “Jesus Christ Superstar” di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice, con una speciale “limited edition” per i tantissimi appassionati di questo storico titolo. Appuntamento al Teatro Sistina dal 20 marzo e, a grande richiesta, prorogate le date fino al 7 aprile, con un cast straordinario: la popstar internazionale Anggun (tre dischi di platino con la popolarissima hit Snow on the Sahara) che interpreterà - con la sua suadente voce e quell’aspetto orientale che tanto ricorda l’attrice originale del film Yvonne Elliman - il ruolo di Maria Maddalena; a vestire per la prima volta i panni di Gesù sarà Lorenzo Licitra, che riceverà il testimone del mitico ruolo direttamente da Ted Neeley, indimenticato protagonista del celebre film del 1973. Una vera e propria “consacrazione” e un grande onore per il 33enne cantautore e performer siciliano, già vincitore di X-Factor nel 2017, che con la sua possente voce tenorile saprà conquistare un’eredità così importante. Con l’immancabile Orchestra dal vivo - posizionata a vista sul palco girevole - diretta dal M° Emanuele Friello e un nutrito cast di performer, sul palco di questo “Superstar dei record” ci sarà un altro grande interprete, Feisal Bonciani, che nel ruolo di Giuda tanto rievoca l’indimenticato Carl Anderson e già tanto amato e applaudito nelle ultime edizioni; altra grande presenza è quella di Frankie hi-nrg mc, uno dei precursori del rap italiano, nel ruolo di Erode, che interpreterà la prima versione del famoso brano in chiave hip-hop, arrangiamento molto apprezzato dai più giovani. Considerato un vero e proprio fenomeno internazionale, il “Jesus Christ Superstar” firmato da Piparo prosegue dunque il suo lungo, incredibile, appassionante cammino: era il marzo del 1994 quando il regista guidò la prima rappresentazione italiana del titolo più famoso tra le opere rock, cambiando per sempre la Storia del musical italiano. Dopo esattamente 30 anni ininterrotti di repliche in Italia (fermato solo durante il periodo del Covid-19, il titolo è sempre stato programmato in ogni stagione teatrale e applaudito da oltre 2,5 milioni di spettatori) e dopo il trionfale tour europeo tra il 2016 e 2020, lo show torna in scena fino al 7 aprile 2024.
Fonte: comunicato stampa



Teatro Sistina
Via Sistina, 129
00187 Roma
Tel.: 06 420 0711
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https://www.ilsistina.it/


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