Stanno sparando sulla nostra canzone
Roma, Teatro Quirino, dal 25 al 30 aprile 2023

"Stanno sparando sulla nostra canzone" è un'opera che permette di apprezzare tre distinte abilità artistiche: canto, danza e, non è neanche il caso di precisarlo, recitazione.
Le prime due compagini vedono Cristian Ruiz e Brian Boccuni primeggiare ex aequo: costoro sanno ballare benissimo e palesano non inferiori abilità canore. Per ciò che riguarda queste ultime, peraltro, entrambi osano incedere sui registri alti, perseguendo risultati a dir poco esaltanti. In un tale contesto, le note basse di un'ottava (o forse anche di più), cantate da Veronica Pivetti, appaiono funzionali al raggiungimento di una perfezione osmotica e complementare che è largamente apprezzata nelle commedie musicali.
Per ciò che afferisce alla recitazione in senso stretto, siamo di fronte a tre eccellenze ma la donna, ovviamente, è in grado di offrire un campionario espressivo di netto e superiore livello. Entrambi i ragazzi sono brillanti, a tratti spumeggianti, lei è invece un po' tutto, percorrendo uno stratificato ed esteso range interpretativo: il copione vuole che la donna da lei interpretata sia prima malinconica, poi spigliata e poi giù, indirizzata verso introspettivi substrati, e ancora subitaneamente volitiva, a tratti fintamente ingenua, sul finale addirittura cinica. Si scopre anche che l'attrice sa fischiare pregevolmente, passando dall'invito risoluto ad alzare i tacchi, al richiamo rustico, giungendo infine al suono melodioso che funge da contorno strumentale alla musica.
La regia è oltremodo contorta, a tratti macchinosa: su tutti, valga come esempio l'impiego stravagante di Cristian Ruiz, utilizzato quale presenza fuori campo per tutta la prima metà dello spettacolo, totalmente invisibile agli altri due, eppure a loro funzionale (passa il coltello alla donna o la giacca all'uomo, buca la quarta parete anticipando qualche contesto oppure descrivendo la compagine storica ove operano i due protagonisti), poi repentinamente convertito nel ruolo di co-protagonista (od antagonista, a seconda della visione delle cose), quindi perfettamente in grado di interagire con gli altri due. La sceneggiatura presenta dialoghi lineari mentre i monologhi interpretati dal citato Ruiz sono trasversali, sempre spiazzanti. Tuttavia, la storia descrive una vicenda sentimentale/sessuale in cui si intrecciano e si sovrappongo le azioni di tre persone legate tra loro da rapporti ambivalenti e confliggenti, quindi le scelte oblique del direttore di scena e dello sceneggiatore sono assolutamente funzionali e giustificabili, logiche conseguenze sottese alle dinamiche stravaganti che connotano la vicenda. 
Ciò che rimane incomprensibile è la scelta della colonna sonora: "Kiss" di Prince, "Life on Mars?" di David Bowie, "Mi vendo" di Renato Zero, "Certe notti" di Ligabue e tanti altri brani ancora che, tutti insieme, concretizzano un'apoteosi anacronistica del tutto ingiustificata. 
Questa irregolarità si traduce in uno stravolgimento totale delle cose: succede, infatti, che il pubblico partecipa coinvolto, indovinando il titolo del pezzo di turno fin dalle prime note, canticchiando qualche verso, addirittura segnando il tempo con un piede o anticipando di un po' ritornello e cori. E quindi, ad un certo punto, invece di apparire le musiche fuori contesto, sono la pupa, il gangster e il pokerista ad esserlo, complice anche l'abbigliamento imposto a Brian Boccuni che, indossando jeans attillati e giubbotto di pelle, pare uscito direttamente dagli anni '50 di Happy Days, piuttosto che dal periodo del proibizionismo di 30 anni prima.
Quanto sopra sa di occasione persa: ma quanto sarebbe stata bella, questa rappresentazione, impreziosita da balli antichi come il charleston o il tip tap e sublimata dalle sonorità ragtime o dalle rassicuranti profusioni canore dei primi grandi crooner, come
Bing Crosby (che proprio nei tardi anni '20 cominciarono a mietere i primi successi)?



Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 25 aprile 2023.






ArtistiAssociati
Pigra srl
presentano

STANNO SPARANDO SULLA NOSTRA CANZONE

una black story musicale di Giovanna Gra

con
VERONICA PIVETTI
CRISTIAN RUIZ
BRIAN BOCCUNI

musiche Alessandro Nidi
aiuto regia Alessandro Marverti
arrangiamenti musicali Alessandro Nidi, Elio Baldi Cantù
luci Eva Bruno
fonica Andrea Mazzucco
costumi Valter Azzini
ideazione scenica e regia GRA&MRAMOR

orari
MAR 25 apr - ore 21
MER 26 apr - ore 19
GIO 27 apr - ore 17
VEN 28 apr - ore 21
SAB 29 apr - ore 17
SAB 29 apr - ore 21
DOM 30 apr - ore 17



TEATRO QUIRINO/VITTORIO GASSMAN
Via Vergini, 7  ROMA
tel: 06 6794585
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La biglietteria è aperta con orario continuato dal martedì al sabato dalle 11.00 alle 18.00, la domenica dalle 12.00 alle 18.00.


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