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The Piano Rooms
Early Mornings

Il nome di Francesco Gazzara è certamente noto in contesti più vicini all’acid jazz, ove ha operato con i Gazzara e gli Hammond Express, con i quali ha inciso la bellezza di 5 lavori (in One, il primo album, era presente James Taylor, mentre The spirit of summer ha venduto la ragguardevole cifra delle dieci mila copie). Nel primo lavoro solista, intitolato The Piano Room, egli abbracciava la causa eterea del suono minimalista al pianoforte, accompagnato di volta in volta da uno strumento diverso: sassofono, flauto, fagotto, corno inglese, contrabbasso, violoncello, organo, mellotron e hammond. Oggi, a distanza di poco meno di un anno, abiurata la formula delle collaborazioni esterne, l’artista romano riduce ad un trio la sua formazione, ribattezzata proprio con il titolo dell’esordio, e partorisce un album che, in linea con il recentissimo passato, evoca atmosfere pastorali, romantiche, intense, peraltro impreziosite da una vaga e soffusa influenza jazz. Ancora una volta, l’artista agisce in territori perfettamente compatibili con le ambientazioni fantasiose dello scenario progressivo, in particolare della compagine genesisiana tipica degli esordi (sono assai ricorrenti i fraseggi al pianoforte del primo Tony Banks) e della rarefatta visuale di Canterbury, di cui vengono evocate le ricorrenti atmosfere mistiche e contemplative in chiave squisitamente acustica. Una produzione italiana di ragguardevole valore artistico che conferma l’eterogeneità di un’artista polivalente ed eterogeneo, capace di perseguire (ed ottenere) pregevoli risultati in contesti variegati e apparentemente distanti tra loro. (Recensione apparsa sul n. 37, anno 2008, di “Musikbox - Rivista di cultura musicale e guida ragionata al collezionismo”, qui pubblicata per gentile concessione dell'autore).

Inserire il voto in centesimi, ad es: 70/100


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