Home Recensioni Album Baustelle - Amen

Baustelle
Amen

La musica dei Baustelle, nel corso di questi otto anni, si è evoluta in modo sottile e graduale, ma seguendo delle direttive ben precise e tutt’altro che banali. Trovandoci di fronte ad Amen, dischi come il Sussidiario o La Moda Del Lento appaiono sempre più come inimitabili crogioli di poeticità e raffinatezza, molto distanti dall’immediatezza pungente dell’ultimo lavoro. La complessità dei testi andava di pari passo con la peculiarità delle strutture musicali.  Tale ricercatezza era tuttavia in disaccordo con le tendenze popolari della band, che ha sempre cercato una mediazione tra l’orecchiabilità delle musiche e la profondità delle liriche.
L’obbiettivo dei 3 musicisti toscani era quello di raggiungere questo equilibrio, al fine di creare canzoni che potessero piacere un po’ a tutti, a chi li ascolta distrattamente alla radio o a chi conosce ogni sfumatura dei loro testi.
Questa ricerca si palesa in La Malavita, che tuttavia mostra ancora qualche incertezza. I due singoli ne sono l’emblema; belle canzoni ma ancora non impeccabili. Con questo quarto lavoro si giunge alla perfetta sintesi di acutezza lirica ed immediatezza delle forme. Fabrizio Bianconi continua a parlare di tematiche importanti (l’educazione, la cronaca nera, la società, i costumi) ma lo fa in modo declamatorio, diretto, senza giri di parole. Ciò che tuttavia viene meno è la trattazione dei temi in modo intimo e personale, cosa frequente nel primo disco.
È significativo il confronto tra “Le Vacanze Dell'Ottantatre” e “Charlie Fa Surf”. Il primo parla dell’adolescenza in prima persona, si lascia coinvolgere e fa trasparire le emozioni, il secondo la analizza dal di fuori, la squadra freddamente e formula infine la sua denuncia sociale.
Se si è persa quindi la vena sentimentale, la band ha guadagnato una capacità critica prima assente o troppo celata. Amen è quindi un disco di denuncia, di profondo disgusto per la vita d’oggi.
I temi svariano dall’economia - capitalismo di “Il Liberismo Ha I Giorni Contati” e “Colombo”, all’intimismo cupo e caustico di “L'aeroplano” (diverso da quello suadente e vivido di “Gomma”, ad esempio), dalla cronaca nera di “Alfredo” alla satira sociale di “Antropophagus”, passando attraverso le citazioni colte di “Baudelaire”.
Questa importante evoluzione a livello di contenuti si affianca a un formidabile miglioramento di sound. I Baustelle hanno imparato davvero a creare brani perfetti, bilanciati, coinvolgenti, mai esagerati. Questa vena creativa si nota soprattutto nei momenti più rock; “Charlie Fa Surf” è un singolo perfetto, potente con le sue chitarre new wave, orecchiabile, provocatorio, sfrontato.
Lo stesso si può dire per “Colombo”, forse anche più interessante ed originale nelle iperboli sulla classe benestante, e “Il Liberismo Ha I Giorni Contati”, che ci mostra delle chitarre distorte davvero splendide ed un ritornello tra i più trascinanti della band. “Antropophagus” è il brano pop rock che ogni gruppo vorrebbe scrivere, un vorticare di suoni eccezionale. “Baudelaire” va anche oltre, con la sua ritmica funk e gli inserti quasi dance, il tutto in una fitta trama di distorsioni.
Quando non ci sono le chitarre elettriche l’attenzione rimane comunque alta, con le splendide trame melodiche di “L'aeroplano”, “Dark Room” e “L'Uomo Del Secolo”, che si sublimano in “Alfredo”, un gioiello che ricorda il miglior De Andrè.
La sorpresa è “Ethiopia”, una danza etnica del tutto inaspettata.
Tirate le somme, Amen è il disco della maturità. Un lavoro completo, ricco, che mostra un chiaro miglioramento a livello di continuità compositiva ed una maggior fiducia nei propri mezzi.
I Baustelle sono ormai un punto di riferimento nel panorama rock italiano; la speranza è che la loro musica raggiunga il maggior numero di persone possibile. Sono certo che non li lascerebbe indifferenti; sicuramente affascinerebbe, regalerebbe momenti piacevoli, ma soprattutto farebbe riflettere su una società che ci piace sempre meno. I Baustelle sono d’accordo con noi.

75/100


Rachele Bastreghi: Voce, synth, piano elettrico, clavinet, organo, percussioni.
Francesco Bianconi: Voce, chitarre, synth, organo
Claudio Brasini: Chitarre

Guest
Livio Magnini: Batteria

Anno: 2008
Label: Warner/Atlantic
Genere: Rock

Tracklist:
01. E così sia
02. Colombo
03. Charlie fa surf
04. Il liberismo ha i giorni contati
05. L’areoplano
06. Baudelaire
07. L
08. Antropophagus
09. Panico! (A Lee)
10. Alfredo
11. Dark Room
12. L’uomo del secolo
13. La vita va
14. Ethiopia
15. Andarsene così

Sul web:
Baustelle
Baustelle @MySpace

Banner

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin”. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie .

Accetto i cookie da questo sito.