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Axxis
Doom Of Destiny

Arriva come un fulmine a ciel sereno questo 12esimo disco in studio dei tedeschi Axxis, visto che son passati poco più di 15 mesi da Paradise In Flames, album che concretizzò la svolta power iniziata nel 2004 con l’ibrido Time Machine e che solo adesso grazie a questo nuovo lavoro trova il giusto equilibrio. Infatti gli Axxis, nati nel 1988, cominciarono la loro carriera sfornando dischi di classico rock con spruzzatine di hard’n’heavy e solo 3 anni fà decisero di dare una sterzata brusca ed inaspettata al loro sound, incentrandolo su un power classico dove la splendida voce di Bernhard Weiss trovò da subito un’ottima collocazione, ma dove il resto della combriccola sembrò un po’ perdersi nel seguire la scia di band connazionali come Gamma Ray e Halloween, indiscussi pionieri del genere e tra gli esponenti power più famosi nel globo.
Infatti, se il già citato Paradise In Flames (comunque vendutissimo) era pieno di spunti interessanti e pezzi tanto orecchiabili quanto forti in songwriting, la sensazione era che questa nuova pelle ancora non calzasse bene ai teutonici, facendo storcere non solo il naso alla critica, ma anche ai fan più fedeli.
Stupisce allora, che questo Doom Of Destiny, smussati gli angoli del predecessore ci restituisca gli Axxis a gli splendori originali, confezionando uno dei prodotti migliori (se non il migliore) in ambito power di questo 2007.
Le tastiere di Oellers sono meno presenti e pressanti che nel recente passato, ma hanno sempre un ruolo importante nella tessitura dei pezzi, risalgono invece le quotazioni di Marco Wriedt che confeziona una prestazione alla chitarra complessiva di primissimo livello (come testimoniano i riffs dell’epidermica “Devillsh Belle” e della title track, che attacca furiosa come un’ uragano dopo un’intro dal sapore epico e maestoso).
Tutti i pezzi dell’album meriterebbero una menzione, visto gli elevati standard qualitativi alla quale ci sottopongono, ma impossibile non citare in particolare la splendida ballata al pianoforte (con tanto di sax) “The Fire Stil Burn”, dove la bellissima prestazione di Weiss viene accompagnata dalla voce femminile di Lakonia meglio utilizzata che in passato, dona al ritornello un tocco di classe notevole.
Bloodangel” è un puro power metal degno dei migliori Edguy (anche se va detto, attitudinalmente gli Axxis incentrano le loro composizioni su una melodia vocale di facile presa ed a tratti catchy, a differenza dei primi); “Astoria” invece va a chiudere questo splendido viaggio sonoro di quarantasei minuti nella maniera migliore: potenza miscelata al solito chorus antemico pronto ad essere fischiettato sotto la doccia.
Se fino ad oggi gli Axxis, un po’ per colpa loro un po’ per una concorrenza in casa propria pressante (la scena è piena anche di ensamble non proprio eccezionali che la inflazionano non di poco anche altri più meritevoli) non sono riusciti a conquistarsi un’ ampio raggio di pubblico anche dalle nostre parti, questo Doom Of Destiny è il perfetto biglietto da visita per gli appassionati.
Per tutti gli altri, potrebbe essere un’ espediente di avvicinamento dal valore assoluto. Inaspettato, spontaneo, sorprendete e bellissimo.

85/100



Bernhard Weiss: Voce
Lakonia: Voce
Marco Wriedt: Chitarra
Harry Oellers: Tastiere
Rob Schomaker: Basso
André Hilgers: Batteria

Anno: 2007
Label: AFM Records/Audioglobe
Genere: Power Metal

Tracklist:
01. Voices Of Destiny
02. Doom Of Destiny (Arabia)
03. Better Fate
04. Bloodangel
05. I Hear You Cry
06. The Fire Still Burns
07. Father Father
08. Revolutions
09. She Got Nine Lifes
10. Devilish Belle
11. Astoria

Sul web:
Axxis
Axxis @MySpace

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