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David Bowie
Heaten

Tormentato dal desiderio di cambiamento ma anche da quello di proseguire un discorso già intrapreso, David Bowie continua la propria carriera musicale che durante l'arco degli ultimi venti anni lo ha portato a pubblicare a cadenze (quasi) regolari lavori diretti nella prospettiva tale da renderli dei successi di mercato, spesso ben oltre il loro reale valore artistico. Nulla che davvero mi abbia lasciato di stucco, ma si deve ascrivere a David Bowie una virtù che non molti possiedono, vale a dire quella di garantire un lampo di classe anche alla trovata più lineare, non è poco giacchè questa è una di quelle qualità che innestano un artista nel limbo degli irraggiungibili. Sicuramente appare tempo vano quello che si può trascorrere auspicando un ritorno a Ziggy Stardust o alla trilogia di Berlino, ma il Duca è ancora capace a volte di piazzare il colpo del fuoriclasse che riesce solo ai grandi campioni nel momento in cui riescono a sottrarsi da una marcatura ad uomo. Metaforicamente la marcatura cui mi riferisco è costituita dai percorsi musicali già intrapresi dallo stesso Bowie, molto sovente intrappolato nel suo passato, ma a differenza di desolanti degenerazioni (si pensi ai Rolling Stones ad esempio...) Bowie è ancora capace di mostrare che se ne ha voglia ha ancora qualcosa da dire.
Per vero, se tutto Heathen si fosse attestato sui livelli della davvero eccezionale opening track Sunday adesso staremmo qui a discettare di un grosso album, ma probabilmente sarebbe stato domandare un pò troppo. Ma già a partire dal terzo pezzo Slip Away, che segue una lodevole cover di Cactus dei Pixies, ci riconduce all'interno di traiettorie reiteratamente percorse da Bowie, con una apprezzabile ballad che ad essere sinceri non può non ricordare oltre il lecito Life On Mars.
Ma se alcune tracce quali Slow Burn e Afraid non addizionano molto a quanto già proposto nel recente passato dallo stesso Bowie, la vezzosa e scintillante I Would Be Your Slave introduce un'altra rotella al complesso ingranaggio che è la vita artistica di Bowie medesimo. Delle altre due cover che completano Heathen, alla non esaltante I’ve Been Waiting For You di Neil Young fa da contraltare una lodevole rivisitazione di un pezzo del 1969: I Took A Trip On A Gemini Spaceship di Legendary Stardust Cowboy, nel quale le atmosfere evocate richiamano apertamente ad alcune esperienze proprie dei lavori solisti di Adrian Belew.
Bowie segna un altro punto da campione con 5 : 15 The Angels Have Gone, song dal refrain che non si scorda facilmente e che potrà agilmente scatenare l’invidia di eleganti artisti pop quali No-Man o Tex La Homa : tuttavia è pacifico che dopo un'apertura piena di stile come questa collocare pezzi quali Everyone Says “Hi” o A Better Future, molto più a loro agio all'interno di album come quelli sfornati da Murray Head, costituisca una scomposta (e deprecabile) caduta di stile.
Ma a far levitare il tono dell’album giunge proprio al termine la perla Heathen (The Rays), nella quale un pezzo col marchio "Bowie" viene addolcito da sontuosi arrangiamenti che spalancano dimensioni (quasi) sacrali, sembrano riflessi di luce in grado di dissolvere ombre minacciose. Heathen che è prodotto dal leggendario Tony Visconti può vantare la presenza del grande chitarrista David Torn il quale figura accanto a Pete Townshend e Carlos Alomar, fino a considerevoli partecipazioni come quelle di Tony Levin, Dave Grohl e Matt Chamberlain.
Senz'ombra di dubbio è tra i migliori lavori dell’ultimo Bowie, e certamente più degno di considerazione di innumerevoli dischi attualmente figuranti nelle charts mondiali.

70/100


David Bowie: Voce, chitarra, sax, tastiere, stilofono, batteria
Kristeen Young: Voce, piano
Tony Visconti: Chitarra, recorder, basso, seconda voce
Mark Plati: Chitarra, basso
David Torn: Chitarra, omnichord, loops
Pete Townshend: Chitarra
Tony Levin: Basso

Anno: 2002
Label: Columbia
Genere: Rock

Track Listing:
01. Sunday
02. Cactus
03. Slip Away
04. Slow Burn
05. Afraid
06. I've Been Waiting For You
07. I Would Be Your Slave
08. I Took A Trip On A Gemini Spaceship
09. Angels Have Gone, The
10. Everyone Says Hi
11. Better Future,
12. Heathen (The Rays)

Sul web:
David Bowie

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