Il prestanome
Roma, Teatro Sette, dal 4 al 21 aprile 2024

Versione teatrale italiana del conosciutissimo "The Front", film del 1976 scritto da Walter Bernstein ed interpretato da Woody Allen, Il prestanome, non ha nulla da invidiare all’opera cinematografica.

Molto ben ricostruita, su un palco che grazie alla sapiente regia di Antonello Avallone ed un perfetto gioco di luci, riesce a ricreare ben 4 ambienti nonostante lo spazio limitato del palcoscenico, l’atmosfera dell’America degli anni ’50. Nonostante la seconda guerra mondiale sia finita due superpotenze mondiali si contrappongono (a fronte di una apparente alleaza) ed in modo subdolo controllano le rispettive popolazioni e osteggiano ogni pensiero “dissidente. È l’America del maccartismo dove anche solo l’odore di simpatie “rosse” metteva in moto una caccia alle streghe ed imprimeva sul malcapitato uno stigma praticamente indelebile. 
Howard (Antonello Avallone) ingenuamente, e per bisogno, si presta ad aiutare l’amico d’infanzia Alfred (Roberto Attias), sceneggiatore caduto in disgrazia, perché inserito nella black list di Joseph McCarthy, senatore repubblicano promotore della potente commissione investigativa che “giudicava” i sospettati di seguire l'ideologia comunista. 
Nella rappresentazione (peraltro già portata in scena da Avallone e qui recensita Il prestanome), il protagonista si inspira molto a Woody Allen ed al film riprendendo integralmente il tema fondante dell’opera: la condanna al maccartismo, proponendo l’immagine di un periodo oscuro, straripante di vessazioni nei confronti di tante persone la cui unica colpa (se così si può dire) era quella di avere idee diverse dal pensiero predominante. Proprio questo tema preponderante rende la rappresentazione tanto attuale: un monito verso ogni forma di sopruso ed omologazione. 
Bravi tutti gli attori che riescono a rendere quasi palpabile allo spettatore la drammaticità della storia narrata, insinuando però, nel contempo, tenui sorrisi in sala. Molto intensa e drammatica l’interpretazione di Florence da parte di Elettra Zeppi
Una menzione particolare va riservata alla scelta degli arredi (stupendi i telefoni) e degli abiti assolutamente in linea col periodo storico rappresentato e dotati di particolare ricercatezza. 
Spettacolo di livello, scorrevole nonostante la durata, con una forte connotazione morale che seppure inquadrata in un preciso periodo storico (non dimentichiamo che il film del 1976 “The Front”, fu diretto da Martin Ritt e scritto da Walter Bernstein -entrambi in lista nera – ed ebbe come protagonisti Woody Allen e Zero Mostel, anche quest’ultimo in lista nera) potrebbe essere trasposta in molti altri momenti e contesti.






Questa recensione si riferisce alla rappresentazione dell'11 aprile 2024.

Compagnia delle Arti srl presenta

IL PRESTANOME

Dall’omonimo film di Walter Bernstein 
con 
Antonello Avallone 
Elettra Zeppi 
Maurizio Caste’ 
Roberto Attias 
Stefano Santerini 
Giuseppe Renzo 
Flaminia Fegarotti

Scene e costumi Red Bodò

Versione teatrale e regia Antonello Avallone

New York, 1953. Siamo in pieno Maccartismo. Tutte le persone sospettate, anche solo come “simpatizzanti comunisti”, vengono messe in lista nera e non possono più lavorare. Questa lista nera riguarda anche il mondo dello spettacolo. Un periodo difficilissimo per gli USA in uno dei momenti più delicati della sua democrazia. Howard, simpatico “qualunquista”, sempre pronto alla battuta comica, spiritoso, divertente, lavora come cassiere in un bar. Un giorno Alfred Miller, suo amico di infanzia, sceneggiatore finito nella lista nera della Commissione per le attività antiamericane, gli chiede di diventare il suo prestanome, ovvero di poter utilizzare il nome di Howard per presentare le sue sceneggiature a un network televisivo, riconoscendogli una percentuale. Howard, sempre pieno di debiti, accetta con entusiasmo e pericolosa leggerezza, senza avere la minima idea delle difficoltà e della pericolosità dell’impresa. Dopo il primo successo, Howard si atteggia subito a grande scrittore e, privo del benché minimo cenno di cultura generale, conquista il cuore di Florence. L’amico Alfred gli passa copioni sempre più importanti, che Howard non legge mai, e i suoi successi si moltiplicano, diventa ricco e famoso, superando, in maniera estremamente comica e brillante, situazioni divertentissime, al limite del paradosso. Nessuno si accorge di niente. Finché la politica del senatore McCarthy, non arriva a indagare anche su di lui. Un delicatissimo e drammatico tema come quello della “caccia alle streghe”, riesce ad essere raccontato, in una maniera estremamente brillante, grazie proprio alla inadeguatezza del protagonista della storia che, solo alla fine, troverà una sua coscienza sociale. NOTA: Il film, del 1976, titolo originale “The Front”, fu diretto da Martin Ritt e scritto da Walter Bernstein (entrambi in lista nera) e vide come protagonisti Woody Allen e Zero Mostel, anche quest’ultimo in lista nera (fonte: comunicato stampa)

Teatro Sette
Via Benevento 23
Roma 
06.442.36.382
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