Tre modi per non morire
Milano, Teatro Studio Melato, dall'11 al 22 gennaio 2023



Il teatro Studio Melato accoglie in sé gli spettatori senza anteporre distanze dal palcoscenico; le luci, da sempre protagoniste in scena, risultano armoniose con platea e balconate restituendo un effetto misteriosamente iridescente ad ogni singolo spettatore. Guadagna la scena Tony Servillo, protagonista di questo monologo toccante, che di fronte ai suoi fedeli leggio e microfono viene accompagnato per tutta la durata dello spettacolo da musiche discrete, fatte di archi e cori impercettibili, sul fondo delle parole, dando  vita alla magia del teatro.

Lo fa con maestria, guidandoci  con incedere  sicuro  lungo l'excursus di quest'opera di Giuseppe Montesano, libro da cui trae ispirazione lo spettacolo; un tragitto  frastagliato e convincente: la società è decadente, oggi come nel XIX° secolo, in Francia ed in Europa e Charles Baudelaire, in un dialogo doloroso con se stesso e con l'autore, lo dichiara; il pericolo imminente e costante che viviamo senza consapevolezza di essere morti è presente dalla notte dei tempi; i poeti sono gli illuminati che con la loro vita e le loro opere ci mostrano la via  alternativa verso la salvezza: la poesia e la bellezza.



Il cambio di scena è sottolineato da un grande pannello retrospalla illuminato, l'attore si muove sinuoso verso il fondo della stessa che si colora di un blu copiativo, introducendo Dante, che si identifica con la sua opera magna La Commedia Divina ed i versi che la compongono. Alighieri, il visionario, colui che in allegoria tracciò in endecasillabi e terzine gli inganni della società fiorentina e del clero e soprattutto vide in sé e nei suoi ideali di poeta l'unica salvezza dall'ignavia dilagante: la poesia, all'interno della quale l'amore e la bellezza resistono senza essere offuscati dalle brutture del mondo, è l'unica cura in grado di sconfiggere il male oscuro dei nostri tempi. Smarriti tutti noi, come nei primi versi dell'inferno si dice sperduto il vate, nel sonno della nostra vita inconsapevole.
Ancora si volta pagina e la luce sul fondo diventa fredda e incolore, l'attore si muove in favore del fondo scena, sottolineando la tridimensionalità dello spettacolo apparentemente statico.
Tornando sul leggio, lo spot (Claudio De Pace resp. luci) si allarga definendo uno spettro di scena ovoidale caldo.
I Greci, saggi, geniali e costruttori di teatri in tutte le terre colonizzate; filosofi, pensatori, matematici, astronomi, che dalle loro postazioni privilegiate affacciate sul Mediterraneo riuscivano a trarre la giusta ispirazione per definire il pensiero.
Anassimandro, Empedocle, Eraclito, Democrito, Parmenide, Euclide e tanti altri ancora.
In patria e senza nessuna patria, consci che il teatro, nella fattispecie la tragedia, potesse essere l'unica salvezza. Tutti, senza distinzione di ceto e sesso, dovrebbero poter accedere al teatro che monda dalle umane brutture consumando il male attraverso il fuoco della catarsi e della nemesi.
Il tres d'union tra i secoli e le epoche, esplorate attraverso due dei massimi esponenti, Baudelaire per Decadentismo e Dante per lo Stilnovismo, e la Civiltà ellenica è il monito e al contempo la soluzione.

Viviamo da sempre il dualismo tra la distruzione degli ideali e la salvezza degli stessi.
Montesano si appoggia al passato per sottolineare che in questo XXI° secolo siamo ingannati da uno strapotere lobbistico digitale e indotti ad un analfabetismo emozionale fatto di irreali gioie e pessimismi profondi. La cura è sempre la stessa, il campanellino di alert anche e ne abbiamo assunta una giusta dose anche ieri sera.
Il nostro Cicerone Servillo ci ha accompagnati in questa esplorazione tenendoci per mano (mi piace immaginarlo così)  commosso dal ricordo di colei che ha ispirato il nome stesso dell'edifico nel quale ci ha intrattenuti per 2 piacevoli ore: Mariangela Melato, milanese d'origine e attrice di inestimabile valore e della quale ricorre l'anniversario di morte proprio in occasione della prima di questo spettacolo, ha applaudito il suo collega ed amico, seduta accanto a noi, perché chi ha fatto arte non muore mai.



Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 13 gennaio 2023.






TRE MODI PER NON MORIRE

Baudelaire, Dante, i Greci
di Giuseppe Montesano

con Toni Servillo

luci Claudio De Paci

Produzione
Piccolo Teatro di Milano
Teatro d'Europa
Fondazione Teatro di Napoli

Teatro Bellinisi ringrazia Associazione Culturale Agenzia Teatri


Piccolo Teatro Studio Melato
via Rivoli, 6 - Milano
Tel. 02 21126116

Orari:
martedì, giovedì, sabato ore 19.30
mercoledì, venerdì ore 20.30
domenica ore 16.00



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