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Headspace
All That You Fear Is Gone

Tra i più rappresentativi ed apprezzati cantanti rock/metal/prog degli ultimi anni, Damian Wilson prosegue la sua carriera tra collaborazioni e progetti vari, senza mai rinnegare la sua vena melodica inconfondibile. Dotato di una notevole estensione vocale, molto pronunciata e fluida in particolare sulle alte tonalità, che gli ha permesso di figurare a più riprese tra le fila dei Threshold, di partecipare alle produzioni di Lucassen in tutte le formazioni “Star One” al fianco di Russel Allen e negli album Universal Migrator pt. I & II ed Into the electric castle a nome Ayreon, e di affrontare degnamente l’arduo compito di re-interpretare l’intramontabile Bruce Dickinson nei cover-album della formazione Maiden United,  oltre ad una innumerevole serie di apparizioni sempre in ambito prog.
Sulla scia di quello che è il suo bagaglio artistico e forte delle esperienze accumulate, il vocalista anglosassone ha quindi intrapreso da alcuni anni un nuovo percorso che lo vede capofila in questa formazione denominata Headspace, che conta al suo attivo già un EP del 2007 ed un album I am anonymous del 2012.

Formazione rimasta immutata rispetto alle due precedenti pubblicazioni, a meno del batterista Adam Falkner succeduto a Richard Brook che ha abbandonato per esigenze private, il quintetto si è quindi ripresentato nel 2016 con una nuova incisione intitolata All That You Fear Is Gone che, a detta dello stesso Wilson, rappresenta il secondo step di una trilogia iniziata con I am anonymous, avente come filo conduttore un concept, da egli stesso ideato, che tratta dell’individuo preso singolarmente, del suo ruolo nella società e del difficile controllo che ciascuno cerca ad avere sull’altro.
Rispetto all’ottimo album precedente, nel quale le atmosfere erano leggermente più cupe, è stato dato maggiore spazio ora alle sessioni acustiche, e le sonorità sono un poco più decise, mantenendo comunque una impostazione melodica mai eccessivamente hard.
Come oramai in buona parte delle produzioni prog in commercio, anche in questo caso l’elettronica svolge un ruolo fondamentale nelle esecuzioni, senza peraltro essere predominante rispetto alla genuina manualità dei musicisti che mostrano gusto nei contrasti armonici e nei repentini passaggi tra le fasi più dure e quelle più delicate dell’album.

Trattandosi comunque di un progetto capitanato dallo stesso Wilson, ampio sfogo è stato dato alle sue doti canore, che trovano la massima espressione nella traccia acustica country/blues intitolata “Polluted Alcohol”.
Le strutture non sono eccessivamente articolate o pretenziose, ma non mancano tuttavia i cambi di ritmo, in particolare in brani come “Semaphore” o in quelli di maggiore durata tra cui  “The Science Within Us” e “Secular Soul” che superano i dieci minuti.
Dal punto di vista stilistico si tratta quindi di un metal piuttosto morbido secondo la migliore tradizione della label discografica Inside-Out, che anche in questo caso non delude e sforna un prodotto di qualità nel settore del metal progressive.





Damian Wilson: vocals
Pete Rinaldi: guitars, backing vocals
Adam Wakeman: keyboards, piano, backing vocals
Lee Pomeroy: bass, chapman stick, bass pedals
Adam Falkner: drums


Anno: 2016
Label: Inside Out
Genere: Prog metal, Rock


Tracklist:
01. Road to Supremacy
02. Your Life Will Change
03. Polluted Alcohol
04. Kill You With Kindness
05. The Element
06. The Science Within Us
07. Semaphore
08. The Death Bell
09. The Day You Return
10. All That You Fear Is Gone
11. Borders and Days
12. Secular Souls



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