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Blechdom/Chadbourne
The Chaddom Blechbourne Experience

Gli esperimenti musicali di Eugene Chadbourne, adattati nel corso degli anni, al country, alla musica del passato, o al genere bluegrass sono stati talmente eterogenei quanto lo sono stati gli approcci nei confronti del materiale originario. Non a caso nella sua carriera ha avuto modo di proporre indifferentemente interpretazioni strumentali realizzate con il banjo estremamente fedeli, ma anche spericolati pezzi country assieme ad eccellenti sessionisti e sperimentazioni (nel periodo Americano) con alcuni dei più raffinati improvvisatori rastrellati da mezzo mondo. Però si potrebbe dire ragionevolmente che sino ad ora Chadbourne non avesse trovato ancora un partner pienamente in grado di assecondare e corrispondere il suo atteggiamento ludico nei confronti del banjo come la musicista Kevin Blechdom.
Il maggior problema nella lettura della musica folk degli Appalachi, che è poi il fuoco di questa The Chaddom Blechbourne Experience, per il pubblico di amanti dell'avanguardia sonora potrebbe essere rappresentato dal rischio di apparire più ironica di quanto non lo sia effettivamente. Le armonie serrate e a volte piatte che caratterizzano certo bluegrass rischiano di essere interpretate come impertinenti dagli ascoltatori che leggono di solito in questi intervalli sonori una certa dissonanza. Ma si tratta in realtà del linguaggio musicale delle montagne, un linguaggio del Nord-Est le cui scale di note non ha una reale corrispondenza con la tradizione sonora dell'Occidente propriamente detto.
Così il duo di The Chaddom Blechbourne Experience, in maniera anche spiazzante, suona per grossa parte estremamente fedele alla tradizione. Nessuno dei due artisti è esattamente un vero vocalist, e Chadbourne è per tecnica strumentale superiore a Kevin Blechdom ma le loro versioni di pezzi tradizionali quali Corina Corina, Alabama Jubilee e della graziosa, audace, ed ironica Froggie Went A Courtin’, risultano essere delle vere e proprie porte dello spirito. Le parti vocali di Kevin Blechdom paiono lamenti provenienti dalla carne in grado di rendere eccellente la loro versione di The Johnson Boys, un pezzo che gli amanti di Chadbourne conoscono per essere stato nel suo banjo repertorio per diversi anni.
Tutto ciò non vuole dire tout court che l'album, registrato durante alcune esibizioni tenute al Festival de Victoriaville in Québec e al The Stone di New York, sia un semplice affare di famiglia. Si presti orecchio in tal senso alle serene versioni che i due propongono di un paio di brani di Syd Barret, Astronomy Domine e Chapter 24 e agli ottimi intrecci in tempo reale, sotto forma di pot-pourri, che comprendono The Beach Boys, The Violent Femmes e Mystikal. Una delle migliori combinazioni di sempre per Eugene Chadbourne, brava la canadese Victo Records ad immortalarla in cinquantadue notevoli minuti.

73/100


Kevin Blechdom: Banjo, Piano, Voce
Eugene Chadbourne: Banjo, Voce

Anno: 2009
Label: Victo Records
Genere: Experimental

Track Listing:
01. Dance Chicken Corina Blackberry Medley
02. Alabama Jubilee
03. Kiss Off Vibrations
04. Astronomy Domine
05. The Johnson Boys
06. Kylie Into Danjur
07. Froggie Went A Courtin'
08. Chapter 24
09. Graveyard
10. Reflections On Dueling Banjos

Sul web:
Kevin Blechdom
Eugene Chadbourne

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