Home Recensioni Album Sergent Garcia - La Semilla Escondida

Sergent Garcia
La Semilla Escondida

Il disco della maturità. Non potremmo altrimenti definire questo La semilla escondida di Sergent Garcia.

Il sergente porta avanti il discorso iniziato nei 3 album precedenti e legittima la sua volontà di fondere insieme suoni sudamericani e reggae in quel contenitore musicale che lo stesso Garcia definisce salsamuffin.
Come esplicitare questo termine? Prendete un grosso calderone, e mescolate in eguali proporzioni ingredienti come musica jamaicana, cubana e africana. A questo punto prendete il tutto e lo servite guarnendolo con una solida intelaiatura hip-hop. Mi raccomando però: mentre fate il tutto badate bene a muovervi a ritmo di salsa.
Troppi ingredienti? Decisamente no. "La semilla escondida" è un piatto unico, da servire in momenti di gioia e di festa, o magari in quelle giornate grigie in cui nulla sembra andare per il verso giusto e serve una svolta. Dipende dal vostro personalissimo mood...

L'album comincia con un pezzo intelaiato su una base pianistica e su ritmiche decisamente salseire per poi muoversi verso il reggae. Durante il cammino incontriamo tracce veramente vitalizzanti quali Long time, Revolution e la splendida Mi ultima volutad (Tonite), per poi tornare a ritmi più impostati sul salsa e ad interludi decisamente più hip-hop (El regreso), fino a giungere a splendidi episodi di influenza cubana (El asalto) e a un beat decisamente africano come quello di Tu no sabes na. Si conclude con l'apoteosi festosa di Viva la felicidad.
Un album gioioso, insomma, divertente, ma anche dall'indubbio valore artistico, che conferma ancora una volta come la parola mestizo non sia sinonimo di inclassificabile, bensì un sound dalle precise connotazioni, figlio di esperienze musicali e personali imprescindibili.
Lo stesso "sergente" è nato francese ma eredita dai suoi avi molto sangue basco e andaluso. L'album è registrato fra Santiago, Cuba e Kingston, con l'apporto di artisti come Tanya Stephens, Firehouse Crew e Tyrone Downie (ex Wailers).
Il suono è figlio del sangue e dell'esperienza: della terra.
In conclusione, non posso che consigliare l'ascolto di un disco in grado di strappare un sorriso, di trasmettere gioia e di far muovere i vostri piedi e la vostra testa. Non sono cose che accadono tutti i giorni...



Anno: 2004
Label: Label
Genere: Salsamuffin/Reggae

Tracklist:
01. Que Me Pongan Donde Hay
02. Long Time
03. Revolucion
04. El Asalto
05. Mi Ultima Voluntad (Tonite)
06. L'equilibre Est Fragile
07. El Regreso
08. Nada Tiene Final
09. Que Corra La Voz
10. Herencia Africana
11. Yo Se Que Ze Gusta
12. Tu No Sabes Na'
13. Poetas
14. Viva La Felicidad

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